Vogliamo essere felici, non complici! – Marco Ghezzi presenta la mozione al Congresso

Pubblichiamo il discorso di presentazione della mozione del Presidente di Arcigay Palermo Marco Ghezzi:

Le assemblee domenicali in videoconferenza, durante la quarantena, sono state un modo per continuare a stare insieme e al contempo riflettere e confrontarci su quello che accadeva intorno a noi.

Questi mesi di emergenza sanitaria sono stati costellati da diverse retoriche, una in particolare ha sollevato la nostra preoccupazione ed è da questa che siamo partiti nella costruzione del documento programmatico per il prossimo triennio: non è vero che siamo tutti e tutte sulla stessa barca!

Ammesso che ci sia mai stato anche un solo momento in cui questa frase abbia potuto rispecchiare la realtà, non è oggi quel momento. Ci sono navi da crociera, ci sono yatch privati, ci sono modeste imbarcazioni che navigano in acque più o meno calme, ci sono barche malmesse e gommoni che affondano o esplodono nell’indifferenza, a volte, addirittura, nel compiacimento di alcuni.

Questo tentativo di raccontare la pandemia come un livellatore sociale rischia di negare e invisibilizzare le differenze sociali ed economiche preesistenti, differenze croniche che la pandemia invece ha acutizzato. A tal proposito è emblematica la discussione parlamentare sulla legge contro l’omo-bi-lesbo-transfobia, avviata questa estate. Mentre le cronache nazionali a luglio sembravano bollettini quotidiani di una guerra impari, con continui attacchi alle persone LGBTIQ, al parlamento l’argomento prevalente di chi si opponeva a questa legge era, ancora una volta, “ci sono altre priorità, siamo nel bel mezzo di una crisi sanitaria” – gli stessi che organizzano nel frattempo festini e campagne elettorali anticipate in barba a qualunque norma sanitaria mentre il paese fatica a trovare una ripartenza, dalla scuola che riaprirà a breve e non si sa ancora in che condizioni, all’università che è sparita completamente dal dibattito.

Non siamo tutti sulla stessa barca perché a fronte di quanti di noi hanno potuto trascorrere la quarantena in casa, tanti e tante una casa non ce l’avevano, tanti e tante altre, invece, hanno case poco sicure, famiglie che non accettano l’orientamento sessuale e/o l’identità di genere dei figli, per queste ragioni, e non solo, bisogna in tutti i modi possibili osteggiare l’idea e la narrazione che il tema della salute sia un tema differente rispetto a quello del benessere delle persone LGBTQ.

Per queste ragioni, per iniziare, sentiamo la necessità della costituzione di due nuovi gruppi in associazione, il Gruppo Salute e Benessere e il Gruppo Scuola.

Il Gruppo Salute e Benessere vuole essere uno spazio di condivisione, elaborazione, raccolta e analisi dei bisogni della nostra comunità. Sul tema della salute spesso, il movimento LGBTQ, si è focalizzato quasi esclusivamente sulla salute sessuale con particolare riguardo al tema della prevenzione delle Infezioni sessualmente trasmissibili. Anche la nostra associazione ha impiegato molte energie nel corso di questi ultimi anni, su questo tema specifico.

Nell’arco di quest’ultimo triennio, infatti, abbiamo somministrato oltre 4000 test rapidi per HIV e Sifilide, abbiamo girato in lungo ed in largo per la regione grazie all’ambulatorio mobile portando materiale informativo, preservativi e test nelle piazze di molte città, nelle scuole, nei luoghi di prostituzione e nei luoghi di divertimento incontrando migliaia di persone, il progetto PrevenGo è stata l’occasione per fare tanto sul nostro territorio ed ha offerta la possibilità alla nostra associazione di crescere moltissimo, in tutti i termini possibili. Non ultima la possibilità di dare una casa alla nostra associazione, la sede Officine Arcobaleno intitolata recentemente a Giuseppina Cacciatore, una nostra preziosa amica e combattiva compagna che ci ha lasciati da poco senza la quale non saremmo riusciti a costruire, sia a livello concreto sia a livello simbolico, la nostra sede. Giuseppina Cacciatore era un’attivista instancabile sempre pronta ad accogliere tutt* con il sorriso e chi ha avuto il privilegio di conoscerla sa bene a cosa mi riferisco; dedicarle la sede è stato per noi un atto necessario perché ogni angolo, ogni stanza e ogni spazio delle officine arcobaleno ci riporta a lei.

Il tema della salute e del benessere delle persone LGBTIQ, tuttavia, non può ridursi solo alla prevenzione delle IST, occorre riflettere insieme su molti temi: le numerose solitudini, l’invecchiamento LGBTQI, il sesso e la sessualità, le disabilità, lo sport, e perché no, anche il tempo libero, oggi quasi criminalizzato e che però per molti di noi è evasione da una quotidianità oppressiva in casa, a scuola, nel lavoro, nelle reti amicali.

L’altro gruppo di cui sentiamo forte la necessità è il Gruppo Scuola, per tante ragioni differenti: negli anni i nostri interventi nelle scuole sono stati costanti ma insufficienti, l’unico accesso nelle scuole era rappresentato dagli inviti dagli stessi studenti e dalle stesse studentesse che, nel loro libero spazio delle assemblee d’istituto, chiedevano la nostra presenza; al contempo, sempre più di frequente, ci arrivavano segnalazioni di episodi di bullismo omo-lesbi-bi-transfobiche spesso accompagnati da altrettanto episodi di negligenza o disinteresse da parte delle dirigenze scolastiche che spesso preferiscono voltare la faccia altrove, per paura o non so cos’altro.

Questa chiusura da parte della dirigenza scolastica alla presenza delle associazioni LGBTQ la troviamo intollerabile.

Non possiamo più sopportare l’idea che in spazi così fondamentali per la crescita degli studenti e studentesse possano diventare luoghi di emarginazione e bullismo. Alle difficoltà che solitamente si attraversano durante la fase di formazione non si possono né si devono associare discriminazioni legati all’orientamento sessuale e identità di genere.

Davanti ai dati raccolti l’anno scorso da Arcigay nazionale, dovremmo seriamente allarmarci: negli ultimi 12 mesi, un giovane LGBTQ su quattro ha avuto pensieri suicidi. Un adolescente LGBTQ su due ha avuto esperienze di depressione.

Anche qui parliamo di salute, anche qui parliamo di benessere.
Ecco, molti e molte di noi, dobbiamo dircelo chiaramente, vivono un distanziamento sociale – non fisico ma sociale! – da ben prima della pandemia.  E sebbene ci auspichiamo una legge efficace, una legge giusta, per avere strumenti di contrasto all’odio omo-lesbo-bi-transfobico, riteniamo che non sia la legge il punto d’arrivo: è necessario un cambiamento radicale della nostra società, le cui radici affondano in una cultura sessista, misogina, razzista e omo-lesbo-bi-transfobica; un cambiamento nel lungo termine non può che avvenire attraverso un lavoro costante e capillare nelle scuole.

Questa urgenza l’abbiamo riscontrata  nel corso degli ultimi anni anche grazie alla nascita del Gruppo Giovani e del Gruppo Trans che, contro ogni aspettative, già dai loro primi incontri hanno visto una grandissima partecipazione di ragazzi e ragazze che negli spazi della nostra associazione hanno trovato una seconda casa, un porto sicuro e che evidenziano come ci sia ancora il bisogno e la voglia di stare insieme, come Comunità.

Su questo mi piacerebbe aggiungere una considerazione personale, avendo avuto la fortuna di vedere muovere i primi passi dei gruppi: dopo pochi mesi ho visto e percepito la loro necessità di uscire dagli spazi sicuri della sede e, con grande determinazione e volontà, portare la nostra bandiera in molti luoghi di Palermo, durante le attività di socializzazione, come a volersi riappropriare di tutto.

La presenza del Gruppo Giovani e del Gruppo Trans è stata per l’associazione nuova linfa vitale: mentre pensavamo di rispondere ad un bisogno dei più giovani, ci siamo resi conto che il loro entusiasmo fosse ciò di cui avevamo tutti e tutte di bisogno.

Se volessi riassumere veramente in poche parole le dieci pagine di questo documento potrei farlo in tre parole: Noi vogliamo tutto.

Noi vogliamo scuole e università più sicure ed inclusive, vogliamo docenti ma anche personale sanitario capace di accogliere i bisogni e le necessità delle persone LGBTQI; vogliamo dei servizi per i percorsi di transizione che non siano labirinti dalla quali se ne esce solo uniformati agli stereotipi che ci vogliono tutti incasellati in un sistema binario; vogliamo servizi a misura delle nostre esigenze; vogliamo che la Regione si faccia carico dei farmaci in uso nelle terapie sostitutive ormonali, come già accade in altre regioni.

La crisi sanitaria mondiale non può diventare un pretesto per frenare il riconoscimento dei diritti, non può e non deve essere l’escamotage per ignorare le nostre richieste né una scusa per cercare capri espiatori, come sta accadendo in queste settimane rispetto alle politiche dell’accoglienza dei/delle migranti per sfuggire alle responsabilità rispetto alla gestione della crisi.

A tal proposito non possiamo che continuare il lavoro svolto dallo sportello La Migration, e rafforzarne l’opera con formazioni per nuovi volontari e volontarie: tra i tanti obiettivi vorrei inoltre far presente il nostro desiderio di agevolare la creazione di uno SPRAR che possa accogliere migranti LGBTQ che, allo stato attuale, dopo il viaggio, spesso rischiano di subire violenze anche all’interno dei centri nei quali sono accolti.

Palermo, lo dice già il suo nome, è una città tutto porto, una città accogliente: il nostro impegno non può che essere costante nel contrastare l’unica reale invasione, e cioè le politiche razziste e xenofobe che ormai sembrano non essere più unico appannaggio della Lega. Se Palermo è la città accogliente che conosciamo non lo dobbiamo però al suo nome, ma al lavoro delle tante associazioni come l’Arci, la rete del Forum Antirazzista e tante altre realtà inclusive.

Associazioni sulle quali troppo spesso vengono scaricate le responsabilità dei bisogni della collettività delle quali la politica continua a non farsi carico e faccio riferimento in particolare alla questione dell’emergenza abitativa: la nostra associazione ha più volte provato e cercato interlocuzioni con l’Amministrazione Comunale per dare una risposta a chi si ritrova da un giorno all’altro per strada, ogni volta con un nulla di fatto, tavoli e tavoli di lavoro che spesso scompaiono dall’oggi al domani avvilendo il lavoro di tanti e tante che nel frattempo cercano, come possono, anche attraverso le proprie reti, di trovare soluzioni provvisorie e precarie. Non siamo disposti a cedere di un solo passo su questa richiesta, come ho già detto, vogliamo tutto.

Permettetemi quindi, per concludere, di citare liberamente Nino Gennaro, a venticinque anni dalla sua scomparsa: Vogliamo essere felici, non complici! Perché voler meno di tutto vuol dire tradire i nostri desideri.

Saluti della presidente Ana Maria Vasile

Pubblichiamo a seguire il discorso di fine mandato di Ana Maria Vasile, fatto al congresso di Arcigay Palermo del 6 settembre:

Sono entrata in Arcigay Palermo in punta di piedi circa undici anni fa. Non sapevo cosa aspettarmi, non avevo mai fatto parte di un’associazione ma sentivo il bisogno di trovare una comunità che mi potesse dare un senso di appartenenza. All’inizio è stato complicato, non riuscivo ad entrare in sintonia con nessun*: un po’ per il mio carattere, un po’ di timidezza, la mia paura di sbagliare a parlare (per il mio italiano), per i rifiuti avuti per il fatto di essere straniera, mi mettevo in disparte e quasi non socializzavo con nessun*.  Ma piano piano ho imparato a superare la timidezza e a farmi spazio dentro questa associazione che nel giro di qualche anno è diventata casa, famiglia per me. Essendo lontana dai familiari e dagli affetti questo vuoto è stato riempito in Arcigay. Qui dentro ho scoperto me stessa, la mia sessualità e ho trovato la libertà di esprimerla senza i tabù e le vergogne che mi portavo dietro avendo vissuto per 22 anni in un paese chiuso che aveva ancora forte l’impronta di un dittatore che per tanti anni ci ha tolto la libertà.

Quello che ho amato e amo in Arcigay Palermo è stato il senso di inclusione e di accoglienza che negli anni ho sentito sulla mia pelle. All’inizio non erano preparati e l’impatto è stato duro per me ma abbiamo imparato insieme e siamo cresciuti insieme. Daniela Tomasino per me è stata e lo è tutt’ora un pilastro e una guida, che ha saputo accogliermi e tendermi una mano, pur impacciata com’è. Se non ci fosse stata lei probabilmente oggi io non sarei qui.

Prima del mio mandato c’è stato quello di Mirko Pace: la responsabilità non era poca, ne avevo timore, e non mi sentivo all’altezza. Mirko ha fatto crescere molto Arcigay Palermo, abbiamo iniziato a partecipare a bandi e progetti e ha intensificato i rapporti con le istituzioni e con le associazioni sul territorio. Mi ha fatto capire cosa vuol dire fare parte di una grande associazione e l’importanza del Pride a livello politico. Ha contribuito molto alla mia crescita dentro l’associazione.

Qualcuno ha detto che il mio mandato sarebbe stato solo di passaggio, da un grande presidente a un prossimo grande presidente, probabilmente è stato così non so, ma guardando indietro a tre anni e mezzo fa sono orgogliosa di quello che abbiamo creato.

La cosa più importante è stata la sede che oggi porta il nome di una grande compagna che ci ha lasciati troppo presto, Giuseppina Cacciatore. Abbiamo passato insieme settimane per poter rendere decente lo spazio che adesso è alla disposizione della comunità: abbiamo pulito, tinteggiato e arredato insieme con tanto amore, come se fosse la nostra casa, perché per noi è veramente come una seconda casa. Questo spazio ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti, di aumentare le nostre attività e servizi e dare accoglienza a tante persone nuove.

Grazie a questo nuovo spazio, al lavoro del direttivo uscente e alle nuove persone che si sono avvicinate in Arcigay siamo riusciti a creare il Gruppo Giovani, che oggi sono il nostro orgoglio. Io personalmente ho imparato tanto da loro, ho aperto il mio orizzonte e schiacciato qualche pregiudizio. Per me sono il futuro di questa associazione e sarei doppiamente orgogliosa se in futuro prendessero le redini di Arcigay Palermo.

Un altro grande orgoglio per l’associazione è la creazione del gruppo T*: C’era la richiesta da parte della comunità ma nessuno riusciva a prendersi la responsabilità e a noi sembrava giusto che a dirigerlo fossero delle persone T*.

I due gruppi sono in continua crescita, anche se con la quarantena purtroppo molte delle attività sono state sospese e molt* ragazz* hanno vissuto un disagio maggiore dentro le mura domestiche, senza possibilità di sfogo, dovendo convivere con dei famigliari omo/lesbo/bi/transfobici.

Un altro servizio a cui tengo particolarmente è La Migration (che sento un po’ come se fosse figlio/figlia mia) lo sportello rivolto ai migranti LGBTI. Il servizio, sin dal 2015, è sostenuto dalla Chiesa Valdese con i fondi dell’otto per mille. In questi tre anni è cresciuto molto grazie all’ampliamento dell’equipe di operatori, mediatori e psicologi che si sono aggiunti alla nostra squadra portando un valore aggiunto con la loro professionalità e impegno. Si sono intensificate anche le collaborazioni con le associazioni sul territorio ed è stata creata una rete di sportelli per migranti lgbti a livello nazionale, grazie al progetto Migranet di Arcigay Nazionale, di cui siamo parte attiva: abbiamo condotto una formazione ai comitati Arcigay siciliani e calabresi e alle associazioni lgbti+ siciliane che si occupano o vorrebbero occuparsi dei migranti lgbti. In questi anni, infatti, abbiamo gestito e continuiamo a gestire diversi casi da tutta l’isola con le difficoltà di spostamento per la lontananza con altri territori: la formazione ha cercato di offrire strumenti di base da disseminare su tutto il territorio.

Per quanto riguarda la progettazione abbiamo preso in eredità dalla vecchia dirigenza PrevenGo, approvato con i fondi della Fondazioni con il Sud, progetto in cui ho creduto fortemente e per cui ho dato il mio contributo sia nell’ideazione che nella progettazione, per poi coordinarlo per due anni. Un progetto molto impegnativo che ci tolto tante energie ma ci ha dato anche tante soddisfazioni: abbiamo formato tanti volontari/e che adesso fanno parte della nostra associazione e acquistato un ambulatorio mobile che ci ha permesso e ci permette ancora di andare in giro per la Sicilia, nelle piazze, Università, scuole, centri di accoglienza, zone di prostituzione e battuage per fare i test rapidi, gratuiti e anonimi per l’Hiv, Sifilide e HCV e fare prevenzione sulle IST. Dall’anno scorso la Chiesa Valdese ha approvato il finanziamento della prosecuzione del progetto con i fondi dell’otto per mille.

Un altro progetto che ci siamo portati dal precedente mandato è Palermo Non Conventional Tour, progetto finanziato dal bando Occupiamoci, ed. 2015: sviluppo di itinerari e servizi turistici rivolti ad un target LGBT. Il progetto, finanziato da Fondazione Mission Bambini, Fondazione Canali Onlus, Fondazione San Zeno, UniCredit Foundation e Manageritalia Milano – Gruppo Volontariato Professionale, ha permesso l’assunzione di 3 giovani (under 30) per 18 mesi. Il progetto non è andato come avevamo previsto, purtroppo, ma ci ha permesso di acquisire esperienza sul turismo LGBTI.

In questi anni abbiamo partecipato a diversi Erasmus+ come partner e nel 2017 siamo stati l’ente promotore del progetto 2016-3-IT03-KA105-009632 “United Colours – Creating an European support netowrk for LGBTI Migrants, con la partecipazione di 5 partner internazionali provenienti da Ungheria, Bulgaria, Turchia, Estonia, Grecia.

Arcigay Palermo come sappiamo tutti è una associazione che offre dei servizi alla comunità:

consulenza psicologica: sin dal 2010 l’associazione, grazie al lavoro volontario di psicologhe/psicoterapeute fornisce un servizio di counseling psicologico, uno spazio di ascolto e supporto rivolto a persone e coppie LGBT che si trovano ad affrontare problematiche inerenti l’orientamento sessuale e/o l’identità di genere. Dal 2016 il servizio si rivolge anche alle persone trans, per accompagnarle nel percorso di transizione

consulenza legale: dal 2010 lo sportello legale di Arcigay Palermo offre un servizio di consulenza e assistenza legale a tutte le persone LGBT, sia per problematiche inerenti il diritto civile (unioni civili, adozioni, etc.) che per quelle penali (diffamazione, minacce, etc.)

centro di documentazione: il primo centro di documentazione LGBT+ in Sicilia, realizzato presso le Officine Arcobaleno e non ancora fruibile al pubblico.

All’associazione l’11 maggio 2017 è stato conferito il riconoscimento di Tessera preziosa del mosaico Palermo dal Comune di Palermo “per la promozione e la difesa dei diritti umani e civili, per la lotta all’omofobia, all’eterosessismo, al pregiudizio e alla discriminazione, per l’impegno nella realizzazione della pari dignità e delle pari opportunità tra individui a prescindere dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere e di ogni altra condizione”.

Nel 2017 ci è stato assegnato un bene confiscato alla mafia che da progetto doveva diventare una casa rifugio per le persone che si trovano senza una fissa dimora perché buttati fuori di casa. Questo progetto è stato una vera sconfitta per me come presidente di quest’associazione: non siamo riusciti a trovare i fondi e finanziamenti per poter ristrutturare l’appartamento. Stavamo lavorando contemporaneamente su più progetti e per questo non abbiamo impiegato abbastanza energie per poterlo portare a buon fine: abbiamo deciso di ridare alla comunità il bene perché non ci sembrava giusto tenerlo occupato senza poterne usufruire. Una progettazione del genere ha bisogno di più sostegno sia dalle associazioni sul territorio che dalle istituzioni: non basta avere il patrocinio ma servirebbe un aiuto più concreto, per permettere la realizzazione di quello che è un servizio sociale vero e proprio, che dovrebbe essere già fornito dal Comune.

Oggi è una giornata importate per me, non solo perché finisce il mio mandato (il più lungo della storia recente di Arcigay Palermo: ho anche scatenato una pandemia – come dice qualcuno – per rimanere ancora in carica!) ma perché si candida una persona molto importante per me: Marco Ghezzi, un grande compagno, un ottimo amico. La prima volta in cui l’ho sentito parlare in pubblico è stato in una scuola in cui ha fatto coming out raccontando la sua storia: mi ha fatto emozionare e da lì è stato un continuo crescendo. Sin dai suoi primi passi in associazione ho visto molto potenziale in lui e ho sempre provato a sostenerlo e spronarlo. Ha una spiccata intelligenza, è brillante e riesce a dare tutto se stesso per una causa in cui crede (anche con il rischio di crollare). Si è anche fratturato un gomito per andare ad un incontro nelle scuole! Piano piano Arcigay Palermo è diventata casa anche per lui e anche se l’associazionismo lo sfinisce e gli toglie tutte le energie tenendolo spesso lontano dagli affetti, dalla famiglia e dal fidanzato lui continua ad esserci e a lottare per i diritti di tutt* perché ci crede. Sono sicura che la sua sarà un’ottima presidenza che passerà alla storia perché ha tutte le caratteristiche che servono per riuscire. In bocca al lupo e io continuerò ad essere la tua spalla: se ne avrai bisogno, sarò sempre lì!

Mozione del Congresso di Arcigay Palermo del 6 settembre 2020

Pubblichiamo, in allegato, l’unica mozione pervenuta a norma di regolamento, che vede le seguenti candidature:

Presidente – Marco Ghezzi

Segretario – Mirko Pace

Vice Presidentecon delega all’inclusione delle persone migranti LGBTQI+ – Ana Maria Vasile

Tesorieracon deleghe Rete donne transfemminista e Formazione – Daniela Tomasino

Consiglierecon delega alle politiche Trans* e Gruppo Trans* – Lorenzo Barbaro

Consiglier*con delega alle politiche Giovani e Gruppo Giovani – Shu De Francesco

Consiglierecon delega alla Scuola e Cultura – Daniele Pappalardo

Collegio dei Revisori dei Conti:

Daniela Di Miceli

Fabrizio Pitarresi

Collegio dei Garanti:

Luigi Carollo

Massimo Milani

Paolo Patanè

Di seguito il link per scaricare la mozione:

Ricordiamo a tutte e tutti che il Congresso del Comitato provinciale Arcigay Palermo si terrà il 6 settembre 2020 presso Arci Tavola Tonda (Cantieri Culturali della Zisa Padiglione 18A, Via Paolo Gili 8, Palermo). Il Congresso è convocato in prima convocazione alle ore 16.00 e in seconda convocazione alle ore 16.30.

11 Agosto: intitolazione della sede a Giuseppina Cacciatore

Mercoledì 11 agosto, dalle ore 16:30 presso le Officine Arcobaleno, site in Via della Rosa alla Gioiamia n.2, si terrà la cerimonia di intitolazione della sede del Comitato Provinciale Arcigay Palermo a Giuseppina Cacciatore, attivista per i diritti LGBTQI dall’instancabile energia e dal profondo valore umano: grazie a lei Arcigay Palermo ha una casa.

 

Vi invitiamo a partecipare, nel rigoroso rispetto delle norme anti COVID.

6 settembre: congresso di Arcigay Palermo

CONVOCAZIONE CONGRESSO DEL COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY PALERMO

Il Congresso del Comitato provinciale Arcigay Palermo è convocato giorno 6 settembre 2020 alle ore 16.00 in prima convocazione ed alle 16.30 in seconda presso ARCI Tavola Tonda, nel Padiglione 18A dei Cantieri Culturali alla Zisa – Via P. Gili n. 8 a Palermo con il seguente ordine del Giorno:
1) Modifiche statutarie
2) Rinnovo delle cariche sociali
3) Varie ed eventuali
Il Congresso è convocato secondo le norme dello Statuto del Comitato provinciale Arcigay Palermo e dello Statuto nazionale di Arcigay.

È obbligatorio l’uso delle mascherine e il rispetto delle norme anti COVID.
Palermo, 3 agosto 2020
La Presidente
Ana Maria Vasile

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23, 24, 25 luglio: Altriménti – Rassegna LGBTIQ+

f55c4ff2-8d9f-4826-b21f-2e1d64a1003e“Altriménti”: a Palermo la mini rassegna organizzata da Arcigay Palermo che affronta la storia, l’attualità e la politica attraverso i libri. 

La biografia di un impressionista che si ribella alla famiglia nella Francia di fine Ottocento, la storia un matrimonio e la prima inchiesta che indaga la violenza omobitransfobica in Italia: tre libri per tre autori in tre giorni, da giovedì 23 a sabato 25 luglio, a partire dalle 18.30 negli spazi di Moltivolti a Palermo c’è la mini rassegna “Altrimènti”. 

Organizzata da Arcigay Palermo in collaborazione con Moltivolti, che ospita l’evento, Libreria Europa, Palermo Pride e Fandango Libri, la mini rassegna ospita tre autori di libri che aprono altrettante finestre sulle relazioni, la comunità Lgbt+ e l’omofobia in Italia a quarant’anni dalla nascita di Arcigay a Palermo. Continua a leggere

27 maggio: L’Omosessualità nel Dar Al-Islam

FB_IMG_1590523893583L’Omosessualità nel Dar Al-Islam. Seminario online di Vivere Lettere

Domani, 27 maggio, dalle ore 11:00 alle ore 13:00:

  • Ana Maria Vasile (Arcigay Palermo – Sportello “La Migration”)
    -Lyaas Laamari e Rosanna Maryam (Il Grande Colibrì)

🏳️‍🌈☪️ Si propone una riflessione in merito allo status quo della comunità LGBT+ nei territori islamici, con uno sguardo particolare alla realtà di area palestinese e maghrebina.

💻 Il Seminario si svolgerà sulla Piattaforma Microsoft Teams.

CALENDARIO E FORM DI ISCRIZIONE http://www.viverelettere.it/2020/05/14/seminario-3-cfu-lomosessualita-nel-dar-al-islam-tra-storia-letteratura-e-societa/

17 maggio: Libertà S.O.S.pese

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🏳️‍🌈 Domenica 17 maggio 2020 – h. 16.00
Assemblea “Libertà S.O.S.pese – Le Bimbe di Conte” 🏳️‍🌈

Tra i temi affrontati nei diversi dibattiti sembra non emergere mai chiaramente il bisogno di vivere la sessualità anche se, al contempo, assistiamo ad una sessualizzazione delle figure di potere (le bimbe di Conte è un esempio lampante). Quanto spazio è concesso ad un bisogno così diffuso e fondamentale per alcuni di noi? Come la sessualizzazione potenzia il messaggio e le scelte politiche di un Governo?

Ricordiamo a tutt* che l’assemblea di Arcigay Palermo è anche il luogo del confronto e della proposta di iniziative e temi da sviluppare insieme: verrà dedicato un apposito spazio per questo.

L’incontro si svolgerà su Zoom: contattaci per avere le informazioni di accesso!

16 maggio: Music Party

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‼️ RIUNIONE GRUPPO GIOVANI ‼️🏳‍🌈🏳‍🌈

Quante canzoni a tematica Lgbti+ conosci? Confrontiamoci e condividiamo insieme le canzoni che ci piacciono e ci fanno emozionare! 🏳️‍🌈
Ma sopratutto con cui creare una playlist favolosa e unica del nostro Gruppo Giovani da poter ascoltare in ogni momento! 🎧

⏰Vi aspettiamo oggi alle 16:30 su Zoom! ‼️

Contattaci per avere i dati di accesso

Palermo centro Rainbow su Radio mia

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Dal 15 maggio ogni venerdì dalle 11 alle 13 saremo ospiti fissi nella rubrica “Palermo Centro Rainbow” di Radio Mia 98.6 FM per parlare di tematiche LGBT+ in uno spazio nuovo tra musica e chiacchiere. Una collaborazione tutta da ascoltare! Feel the Rainbow, feel the Music!

Ascoltaci su 98.6 FM o on line su https://www.radiomia.it/