Speciale amministrative 2017

Come annunciato, Arcigay Palermo, in collaborazione con UAAR Palermo e con il Coordinamento Palermo Pride, ha avviato un percorso di sensibilizzazione sui temi della laicità e del rispetto dei diritti umani nonché di informazione su programmi e candidati, in modo da aiutare gli elettori ad una scelta consapevole.

L’elezione diretta del sindaco di Palermo e del consiglio comunale, nonché dei consigli circoscrizionali si svolgerà domenica 11 giugno 2017.  L’eventuale turno di ballottaggio tra i due candidati più votati avrà luogo domenica 25 giugno.
I candidati sindaco sono: Leoluca Orlando, Fabrizio Ferrandelli, Ciro Lo Monte, Ismaele La Vardera, Nadia Spallitta, Ugo Forello.

L’associazione sottoporrà delle domande ai candidati sindaco, e sta raccogliendo le presentazioni dei candidati consiglieri comunali o di circoscrizione. Potete inviare i vs. contributi a palermo@arcigay.it.

Ci rivolgiamo non solo ai circa 50.000 lesbiche, gay, bisessuali e trans di Palermo, ma a tutte le persone che considerano la laicità, il rispetto e la promozione dei diritti umani e civili come la base dell’amministrazione della cosa pubblica, e che rivendicano l’eguaglianza come valore fondante della civiltà.

Tra i candidati consiglieri anche ex componenti del direttivo del Palermo Pride, come Mariangela di Gangi, e attivisti storici del movimento LGBT palermitano, come Massimo Milani, fondatore di Arcigay.

Le dodici questioni per i candidati 

  1. Le risposte di Forello

 

I candidati consiglieri (in ordine cronologico):

Programmi e dichiarazioni:

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Unioni civili: ci siamo!

Dopo la pubblicazione del decreto “ponte”, ieri in Gazzetta Ufficiale, oggi  sono state pubblicate le formule da utilizzare per la celebrazione delle unioni civili  (Decreto del Ministero dell’interno del 28 luglio 2016).

Quindi da oggi, 29 luglio, le unioni civili  tra persone dello stesso sesso possono essere celebrate in tutta Italia.  L'”obiezione di coscienza” esiste solo nelle sconclusionate dichiarazioni di qualche sindaco estremista, ma non è praticabile.

Non è sicuramente la legge che vorremmo, e sancisce la “non parità” tra coppie e famiglie formate da persone dello stesso sesso e di sesso diverso. Ma è sicuramente una svolta, e per molte persone sarà un riconoscimento importante e atteso da decenni.

Il comune di Palermo è pronto a celebrare le unioni, e sta raccogliendo le prenotazioni da ieri. Vi preghiamo di segnalarci eventuali disservizi, a Palermo o in altri comuni siciliani.

Cosa prevede la legge?

L’unione civile tra persone dello stesso si costituisce attraverso una dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile in presenza di due testimoni. I partner dell’unione civile saranno coniugi  a tutti gli effetti, dovranno contribuire ai bisogni comuni e potranno optare per l’adozione di un solo cognome.

I diritti dei coniugi valgono e naturalmente anche in caso di malattia, ricovero e morte. Il partner superstite avrà diritto alla pensione di reversibilità, al Tfr dell’altro e anche alla quota legittima di eredità. In mancanza di decisioni differenti, alle coppie unite si applicherà il regime della comunione dei beni, sempre che non optino espressamente per la separazione dei beni..

Oltre all’unione civile, la convivenza di fatto, che riguarda anche le coppie di sesso diverso: uno dei due conviventi può presentare il modello di dichiarazione di residenza all’ufficio anagrafico del Comune dove si intende fissare la propria residenza, dichiarando che si tratta di una «Convivenza per vincoli affettivi».

Vi rimandiamo per i dettagli alle guide di Gaylex e di Articolo 29.

17 maggio: Giornata Internazionale contro l’Omo-bi-trans-fobia

impa A3 transIl 17 maggio è IDAHOBIT: International Day Against Homophobia, Biphobia e Transfobia.
In occasione della Giornata Mondiale contro l’Omo-bi-transfobia Arcigay ha pubblicato un allarmante report dei casi di discriminazione omobitransfobica degli ultimi 365 giorni in Italia: 104 avvenimenti riportati dai mass media, tra cui due suicidi e due omicidi.
In Commissione Giustizia al Senato giace la legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere, approvata in modo pessimo dalla Camera dei Deputati nel settembre del 2013: la famosa legge Scalfarotto, deturpata vilmente dall’emendamento di governo Verini-Gitti, e poi lasciata cadere nel dimenticatoio.
Due anni dopo si è accelerata la discussione sulla legge sulle unioni civili (approvata anche questa con un pessimo emendamento del governo due mesi fa al Senato e pochi giorni fa alla Camera dei Deputati) senza recuperare la legge contro l’omotransfobia, creando un insolito precedente mondiale: l’Italia è il primo paese a dotarsi di una legge che regolamenta le unioni tra persone dello stesso sesso senza aver prima approvato una legge di tutela per le persone LGBTI.
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15 maggio: Bagheria rainbow*

Domenica 15 Maggio 2016, alle ore 16 presso P.zza Larderia (Bagheria) in collaborazione con Arcigay Palermo e Coordinamento Palermo Pride, il Gruppo Italia 291 Di Amnesty International organizza BAGHERIA RAINBOW *

L’iniziativa, organizzata in vista della Giornata Internazionale Contro l’Omo – bi – transfobia del 17 Maggio e del Palermo Pride 2016, è volta a sensibilizzare la cittadinanza sui diritti LGBTI e sulla campagna My Body My Rights di Amnesty International, affinché i diritti sul proprio corpo, sul proprio orientamento sessuale e sulla propria salute non siano più violati o discriminati.
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21 febbraio: Oltre la Cirinnà, verso il Palermo pride

Domenica 21 alle 16.30 a piazza Verdi (teatro Massimo) è convocata l’assemblea cittadina del Palermo pride.
Inizieremo a costruire in pubblico un percorso, di cui si sono già gettate le fondamenta nei mesi scorsi, che porterà al Pride di Palermo del prossimo giugno, discuteremo dell’evoluzione (o meglio involuzione) del dibattito in Senato sulla legge Cirinnà sulle Unioni Civili e parleremo di ciò che vogliamo noi: lo faremo in piazza perché è in piazza che noi, noi froci, noi lesbiche, noi trans, noi bisessuali, noi queer dobbiamo stare per essere visibili, per urlare la nostra rabbia per un dibattito parlamentare che ci mortifica passeggiando sui nostri corpi e sulle nostre famiglie, per rivendicare con forza ciò che noi vogliamo in un momento in cui la voce del movimento LGBTI è stata troppo debole e accomodante. Siateci.

Al termine leggeremo pubblicamente i “famosi” emendamenti alla legge Cirinnà.

Evento facebook

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#SVEGLIATITALIA: 5.000 persone in piazza a Palermo per la piena uguaglianza

12622279_835067166602650_2131604973890639356_oSabato 23 gennaio si è svolta SVEGLIA PALERMO!, manifestazione nell’ambito della mobilitazione nazionale #SVEGLIATITALIA che ha contato un milione di persone nelle cento piazze italiane. A piazza Verdi a Palermo si sono contate fino a 5.000 persone che alle 18.00, accompagnati dal suono delle sveglie, hanno gridato il loro invito al parlamento italiano a legiferare al più presto per codificare i diritti delle persone omosessuale e transessuali. L’Italia è rimasta, infatti, fanalino di coda in Europa nel riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI.
12628503_835058536603513_2628465197704220252_o<<Questa settimana comincia il dibattito al Senato sulla legge per le unioni civili. Siamo scesi in piazza a Palermo – ha dichiarato Mirko Pace, presidente di Arcigay Palermo – aderendo alla mobilitazione nazionale ma rivendicando con forza quello che per noi è il minimo: una legge contro l’omo/transfobia che preveda interventi educativi nelle scuole, una legge sul matrimonio egualitario e il riconoscimento del diritto alla genitorialità per tutte e tutti, quindi adozioni e accesso alle tecniche di riproduzione assistita per single e coppie omosessuali.>>

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#SVEGLIAPALERMO! 23 gennaio ore 16.30 piazza Verdi

#SvegliatiItalia è una mobilitazione nazionale che, da Aosta a Siracusa, si svolgerà il 23 gennaio in quasi 90 città italiane e in 7 ambasciate (Londra, Francoforte, Monaco, Berlino, Copenaghen, Dublino, Limerick: qui tutte le piazze) per dare forza al traguardo dell’uguaglianza: in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, le associazioni nazionali LGBT (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit – Movimento Identità Transessuale) si preparano a mettere in campo una mobilitazione capillare nelle principali piazze del Paese. Inoltre, nei giorni caldi della discussione a Palazzo Madama, cioè dal prossimo 28 gennaio, è previsto un presidio nei pressi del Senato, per testimoniare l’attenzione e l’apprensione per il dibattito in corso.

svegliati italia locandinaMa le rivendicazioni del movimento LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Trans) italiano non si fermano alle unioni civili:  legge contro omofobia e transfobia, matrimonio egualitario, accesso a adozioni e fecondazione assistita senza discriminazioni, depatologizzazione del transessualismo.
E’ su questi temi che si realizza la piena parità delle persone LGBT.
A Palermo la mobilitazione si svolgerà il 23 gennaio alle ore 16.30 in piazza Verdi (teatro Massimo), ed ha già raccolto le adesioni della Giunta del Comune di Palermo, Fond
azione Teatro Massimo, Amnesty Italia, Coordinamento Palermo Pride, Arci Palermo e di molti altri, in un elenco in continuo aggiornamento.

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Unioni Civili: anche Piana degli Albanesi approva il registro

Venerdì 15 gennaio il consiglio comunale di Piana degli Albanesi ha approvato il “Regolamento comunale sull’istituzione e sulla disciplina del registro delle unioni civili”.

Il regolamento, che contiene riferimenti alla legge Regionale Siciliana n.6 del 20 marzo 2015 (“Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Istituzione del registro regionale delle unioni civili”), istituisce il registro comunale delle Unioni civili che ricevono così tutele, riconosciuta loro dignità di famiglia, negli ambiti di intervento del Comune.
A differenza dall’iter che ha caratterizzato altri comuni siciliani, il regolamento è un’iniziativa del consiglio comunale che l’ha approvato all’unanimità.

“È davvero importante – ha dichiarato Mirko Pace, presidente di Arcigay Palermo – che anche in piccoli comuni (Piana degli Albanesi conta poco più di 6.000 abitanti) le amministrazioni mostrino attenzione per tutta la cittadinanza e che si impegnino attivamente per il contrasto e il superamento di ogni tipo di discriminazione. A pochi giorni dall’apertura del dibattito al Senato sul dl Cirinnà, Piana degli Albanesi si inserisce in quell’ampio gruppo di Comuni che hanno già dato un segnale forte al Parlamento. Segnali del genere sono ancora più importanti quando provengono da comunità di forti e antiche tradizioni come quella arbëreshe di Piana. Adesso è importante realizzare un’iniziativa pubblica per far conoscere alla cittadinanza il registro e portare all’attenzione della comunità la tematica dei diritti civili per tutte e tutti.”

Unioni civili: la data storica trasformata in mortificazione

Siamo onorati di pubblicare un articolo di Caterina Coppola sul disegno di legge sulle unioni civili


Lo scorso 14 ottobre il DDL Cirinnà-bis sulle unioni civili è arrivato in Senato. Un fatto salutato da molti con entusiasmo. Certo, non era mai successo prima che un disegno di legge che tenta di riconoscere le coppie omosessuali (sebbene con un istituto apposito di rango inferiore al matrimonio egualitario) e i loro figli (ma escludendo le adozioni), arriva in una delle due camere per essere discusso. Senza volere smorzare gli entusiasmi, però, è bene ricordare come stanno davvero le cose.

Il senatore Malan interviene contro la calendarizzazione del DDlL Cirinnà

Il senatore Malan interviene contro la calendarizzazione del DDlL Cirinnà

Da quando Matteo Renzi è diventato premier è stato un continuo rinvio del provvedimento di cui lui stesso aveva fatto un cavallo di battaglia fin dalle due primarie del centrosinistra a cui si è candidato. Qualcuno ha contato otto rinvii. L’ultimo, dopo che era stato promesso che la legge sarebbe andata in Senato “prima della pausa estiva”, viene sancito all’assemblea nazionale del Pd di luglio, a Milano. Da quel palco Renzi assicura che la legge Cirinnà sarà stata approvata dal Senato “entro del 15 ottobre”, ovvero dopo le riforme costituzionali e prima dell’inevitabile arrivo in aula della legge di stabilità (quella che una volta si chiamava “finanziaria”), per essere licenziata anche dalla Camera “entro l’anno”. Il dato è che questo non è successo. Ancora una volta.

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