Statuto di Arcigay Palermo

 

Comitato Provinciale Arcigay Palermo

Statuto (Approvato dal Congresso del 5 marzo 2011)


 

 

Articolo 1 (Costituzione)

È costituito con sede in Palermo il Comitato provinciale Arcigay di Palermo. Il Comitato è una associazione di promozione sociale senza fini di lucro, che opera per la costruzione di una società laica e democratica in cui le libertà individuali e i diritti umani e civili siano riconosciuti, promossi e garantiti senza discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e ogni altra condizione personale e sociale, e in cui la personalità di ogni individuo possa realizzarsi in un contesto di pace e di sereno rapporto con l’ambiente sociale e naturale.

Esso aderisce alla Federazione ARCI – Associazione Nazionale di Cultura Sport e Ricreazione, riconosciuta con il D. M. del 2 agosto 1967 n. 1017022/12000A, di cui condivide le finalità statutarie.

Articolo 2 (valori)

I valori su cui si fonda l’azione di Arcigay sono:

– il rispetto e la promozione dei diritti umani e civili;

– la laicità e la democraticità delle istituzioni;

– l’inclusione sociale di ogni persona e il rifiuto di ogni discriminazione, ivi comprese omofobia e transfobia;

– il sereno rapporto fra ogni individuo e l’ambiente sociale e naturale;

– la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, la non violenza, la pace, il rifiuto di ogni totalitarismo;

– la democrazia interna, la partecipazione delle socie e dei soci alla vita dell’associazione, la trasparenza dei processi decisionali;

– il rispetto e la tutela della legalità, e di una cultura ad essa improntata.

Articolo 3 (scopi)

Arcigay si impegna in modo specifico a:

– creare le condizioni per l’affermazione della piena realizzazione e della piena visibilità di ogni persona gay, lesbica, bisessuale e transgender;

– combattere il pregiudizio, le discriminazioni e la violenza in ogni loro forma, anche attraverso la formazione e l’aggiornamento di volontari e delle volontarie, operatori sociali, educatori ed insegnanti, lavoratori pubblici e privati, operatori sanitari, medici, psicologi (ECM)

– fornire servizi di supporto socio-psicologico, esistenziale, di promozione della salute, linee di telefono amico, produzione e programmazione culturale;

– promuovere la socializzazione delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali attraverso attività e strutture aggregative e ricreative;

– promuovere una maggiore consapevolezza sui temi dei diritti civili, del superamento del pregiudizio e della lotta alle discriminazioni nell’opinione pubblica tramite l’intervento sui mass media e l’attivazione di propri strumenti e occasioni di informazione;

– lottare per l’abolizione di ogni forma di discriminazione normativa relativa all’orientamento sessuale e all’identità ed espressione di genere e per il pieno riconoscimento legale dell’uguaglianza dei diritti delle coppie lesbiche e gay;

– prestare attenzione e cura ai temi della relazione familiare, nel rapporto tra genitori e figli lgbt;

– essere forza di pressione verso le istituzioni e le forze politiche affinché siano messe in atto buone pratiche antidiscriminatorie, supporti all’azione dell’associazione;

– costruire un dialogo e realizzare alleanze con le altre associazioni, i sindacati, le forze sociali e i movimenti al fine di rafforzare la lotta contro le discriminazioni e i pregiudizi e contribuire ad un ampliamento della libertà e dell’uguaglianza di tutti gli individui;

– sostenere le azioni e le rivendicazioni delle persone bisessuali e transgender e del movimento delle donne;

– promuovere l’inserimento sociale e la valorizzazione delle persone con HIV, favorendone il lavoro e la presenza a tutti i livelli dell’associazione;

– combattere le discriminazioni verso le persone affette da malattie sessualmente trasmissibili con particolare riferimento all’HIV;

– promuovere una sessualità libera, consapevole e informata

– favorire l’educazione sessuale e la conoscenza e la diffusione delle pratiche di sesso sicuro

– partecipare ad iniziative a livello europeo e internazionale per ampliare i diritti umani e civili con particolare riferimento a quelli delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender;

– organizzare e promuovere attività sportive LGBT

Articolo 4 (Attività)

Conseguentemente, l’Associazione potrà:

– lottare contro ogni forma di discriminazione relativa all’orientamento sessuale e all’identità ed espressione di genere anche attraverso il ricorso all’autorità giudiziaria in sede civile, penale ed amministrativa;

– creare, organizzare, promuovere e gestire, in proprio o per conto terzi biblioteche, centri ed iniziative di produzione e programmazione culturale, ospitalità e scambi, anche organizzando e gestendo sul territorio centri polivalenti di cultura gay, lesbica, trans e queer,

– favorire la piena integrazione delle persone LGBT disabili, sieropositive o altri possibili soggetti a discriminazione multipla

+ sostenere le rivendicazioni e la protezione dei diritti delle famiglie LGBT, ed in particolare dei diritti dei figli delle persone LGBT

+ promuovere la produzione culturale e artistica, i gender studies, e la diffusione della cultura della comunità LGBT locale, nazionale ed internazionale

+ preservare e promuovere la memoria storia del movimento LGBT e  di Arcigay in particolare

+ promuovere scambi e confronti con associazioni, istituzioni e istituzioni accademiche locali, nazionali ed internazionali, nel rispetto delle prerogative e delle competenze del Presidente e della Segreteria nazionale

+ promuovere, organizzare, gestire, attività ed eventi connessi al pride LGBT

+ promuovere con ogni possibile modalità (informativa, orientativa, formativa ed educativa) promuovendo altresì la tutela dei diritti civili e lo sviluppo delle libertà e dei diritti dell’umanità sanciti dalla Costituzione italiana e dalle carte internazionali, con particolare attenzione per le giovani generazioni, le minoranze, i deboli e gli emarginati e nel rispetto dei diritti delle altre specie viventi e degli equilibri ambientali, in una dimensione transnazionale e interculturale.

+ Promuovere e gestire centri di aggregazione sociale, culturale, ricreativa, con eventuali annessi pubblici servizi per la somministrazione di bevande ed alimenti, sale di ritrovo e di ricreazione,  ecc. che accrescano il benessere e il grado di integrazione sociale dei propri soci, delle loro famiglie e della comunità in genere;

+ Svolgere attività di informazione, di sensibilizzazione e di ricerca mediante l’organizzazione di conferenze, seminari, manifestazioni, mostre, spettacoli, concerti, fiere, interventi nelle scuole e/o nelle università, manifestazioni pubbliche di vario genere anche in collegamento o con il contributo di enti pubblici e privati, o la realizzazione e distribuzione di materiale informativo, pubblicazioni, libri, riviste, opuscoli, siti Web ed altri strumenti multimediali, per incentivare la diffusione fra i soci e i terzi delle più ampie conoscenze con riguardo allo scopo sociale;

+ Realizzare di studi, analisi, pubblicazioni, incontri, dibattiti, filmati e prodotti multimediali, convegni, gemellaggi, missioni, raccolte di fondi, ed azioni di sensibilizzazione in genere

+ Progettare, ideare, promuovere, realizzare e gestire per conto proprio o di terzi, sia pubblici che privati, programmi e progetti comunitari, nazionali e locali, nell’ambito delle proprie finalità istituzionali

+ L’Associazione incoraggia inoltre la solidarietà fra gli associati e promuove attività che favoriscano la reciproca conoscenza e il soddisfacimento degli interessi culturali, il benessere e lo sviluppo formativo e professionale dei soci.

+ L’Associazione sviluppa rapporti di collaborazione con i singoli, le associazioni e gli enti pubblici e privati che perseguano finalità analoghe o complementari in Italia e nel mondo e partecipa, ove esistano, a consorzi, reti, coordinamenti, raggruppamenti temporanei, associazioni,  consulte di associazioni e organismi interessati e ne promuove, ove utile e possibile, la costituzione

+L’Associazione potrà, inoltre, aderire e/o affiliarsi anche temporaneamente ad organismi e/o federazioni che abbiano scopi analoghi e/o connessi ai propri e/o che facilitino, direttamente o indirettamente, il conseguimento degli obiettivi dell’Associazione. Il tutto nel modo più ampio, senza limitazioni, riserve o eccezioni di sorta, sia in Italia che all’estero, nel pieno rispetto della legalità.

Per il perseguimento dei suoi scopi sociali, l’associazione potrà inoltre: organizzare iniziative,  corsi, attività di orientamento e formazione professionale, attività culturali e sociali nelle scuole, progetti educativi scolastici ed extra-scolastici, produrre strumenti audiovisivi e multimediali, o tutto quanto sia utile per favorire l’approfondimento tecnico o divulgare la conoscenza ad un più vasto pubblico di tutti gli argomenti relativi alle finalità dell’associazione; assegnare borse di studio e/o premi per particolari ricerche e/o studi d’interesse generale effettuare ricerche e pubblicare sociali, indagini statistiche mappature territoriali, analisi di contesto, analisi di comunità, analisi dei fabbisogni, analisi territoriali e di mercato individuazioni di bisogni ed istanze sociali, strategie di risposta ed azione, studi e approfondimenti dei contesti di mutamento sociale ed istituzionale.

L’Associazione può utilizzare contributi liberamente erogati da Enti Pubblici e da privati finalizzati ai programmi di sviluppo dei settori di cui al presente articolo e accettare in donazione o in lascito, beni mobili e immobili. Conformemente a ciò l’Associazione potrà compiere tutti gli atti inerenti e connessi al proprio scopo assumendo tutte le relative obbligazioni e acquistando qualsiasi diritto.

Articolo 5 (Durata)

L’Associazione ha durata illimitata. L’esercizio finanziario dell’Associazione ha inizio dal primo gennaio e termina il trentuno dicembre di ciascun anno.

 

Articolo 6 (Domanda di ammissione)

Ad Arcigay possono aderire le persone fisiche, che abbiano compiuto sedici anni di età, nonché quelle giuridiche che ne condividano gli scopi, presentando domanda scritta di ammissione al Presidente del Comitato provinciale.

Con la richiesta di ammissione si dichiara di conoscere e voler rispettare il presente statuto e le deliberazioni legittimamente prese dagli organi sociali. Il Direttivo conferma l’adesione entro trenta giorni. In caso di mancata risposta nei termini previsti, vige la regola del silenzio-assenso. La presentazione della domanda di ammissione dà diritto immediato a ricevere la tessera sociale.

La tessera è di proprietà di Arcigay. Il rifiuto di iscrizione di un socio va motivato per iscritto; la persona non ammessa è tenuta a restituire la tessera sociale, ma può chiedere per iscritto che la sua domanda venga valutata dal Collegio nazionale dei Garanti, secondo le regole e nei tempi stabiliti nello Statuto nazionale di Arcigay. Le somme versate per la tessera sono rimborsabili esclusivamente nel caso in cui l’iscrizione non vada a buon fine.

Articolo 7 (Associati)

Le socie e i soci sono tenuti alla partecipazione alla vita associativa alla corresponsione di una quota associativa annuale nella misura tempo per tempo fissata dal Consiglio nazionale Arcigay.

Del Comitato fanno parte le socie ed i soci Arcigay residenti nella provincia di Palermo, e quelle socie e quei soci che richiedano, al momento dell’iscrizione, di essere iscritte a questo Comitato provinciale, anche se diverso da quello competente in base alla residenza.

Il Consiglio nazionale Arcigay, inoltre, può attribuire l’iscrizione a questo Comitato provinciale alle socie e ai soci residenti in altre province qualora e fino a quando le stesse resteranno prive di un proprio Comitato provinciale.

Articolo 8 (Organizzazione interna)

Il Comitato provinciale di Palermo si articola internamente secondo propri criteri per il perseguimento degli obiettivi statutari propri e nel rispetto del Statuto nazionale di Arcigay.

L’associazione garantisce il massimo apporto dei soci ed delle socie alla formazione della propria linea politica, dei programmi, delle decisioni,  nonché della verifica sull’attuazione delle stesse. Per questo, in ogni istanza, deve essere garantita piena libertà di espressione sulle questioni poste all’ordine del giorno, favorito il dibattito ed il confronto delle idee, garantito il rispetto delle opinioni politiche, delle convinzioni ideologiche e religiose di ciascuno e di ciascuna, rispettata la manifestazione di dissensi sulle decisioni prese, assicurata la circolazione di tutte le informazioni. L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutte le socie e tutti i soci.

Le cariche associative sono elettive, e tutti gli associati possono esservi nominati. Le attività sono svolte in forma volontaria, libera e gratuita dai soci e dalle socie.

In casi di particolare necessità l’associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o professionale, anche ricorrendo ai propri soci.

Il Comitato Provinciale, tramite i suoi organi, opera in autonomia, ma è legato agli organi nazionali di Arcigay ed agli altri comitati provinciali da vincoli di trasparenza, oltre che da principi di solidarietà e collaborazione.

Articolo 9 (Sede)

L’Associazione avrà sede legale a Palermo e può istituire sedi secondarie, filiali, rappresentanze ed agenzie, oltre che sedi operative e/o amministrative all’interno delle provincie attribuite al comitato dal Consiglio Nazionale. La variazione di indirizzo non costituisce motivo di variazione dello statuto. La sede legale può essere cambiata con delibera del Direttivo.

 

Articolo 10 (Obbligazioni)

Il Comitato risponde con il proprio patrimonio delle obbligazioni assunte in suo nome, e per suo conto, nel rispetto delle norme del presente statuto, dagli organi sociali.

Articolo 11 (Diritti dei soci)

Le socie ed i soci tesserati all’associazione, in regola con il pagamento della quota sociale, hanno diritto a: a)partecipare, rispettando le norme previste, a tutte le attività promosse dall’associazione ivi comprese le attività di servizio;b) promuovere, organizzare, proporre attività corrispondenti ai principi e alle finalità dell’associazione;c) eleggere gli organi direttivi e di controllo ed essere eletti negli stessi; d) appellarsi per ogni questione disciplinare in prima istanza al Collegio dei Garanti, e in seconda istanza al Collegio nazionale dei Garanti

Articolo 12 (Doveri dei soci)

Le socie ed i soci sono tenuti:

a) al pagamento della quota sociale annuale;

b) alla osservanza del presente statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli organi sociali.

Tutti i soci sono tenuti a far conoscere ed affermare gli scopi dell’associazione e contribuire a definire e realizzare i programmi; risolvere eventuali questioni controverse nell’ambito degli organismi stabiliti dallo statuto. Le socie ed i soci non possono cedere a terzi la tessera di partecipazione all’Associazione.

Articolo 13 (Cessazione del rapporto associativo)

Il rapporto associativo cessa per i seguenti motivi:

a) recesso; b) esclusione; c) morte.

Le socie ed i soci che intendano recedere dall’associazione devono darne comunicazione scritta alla o al Presidente del Comitato provinciale. Il recesso viene formalizzato dal Consiglio direttivo nella sua prima riunione utile. Il Consiglio direttivo del Comitato può escludere una socia o un socio con deliberazione motivata quando non ottemperi alle disposizioni del presente statuto, ai regolamenti interni e alle deliberazioni prese dagli organi sociali. L’esclusione è decisa dal Consiglio direttivo a maggioranza assoluta dei membri.

Una socia o un socio può anche essere escluso dal Consiglio Nazionale Arcigay a norma dell’articolo 22 dello Statuto Nazionale di Arcigay.

Le socie ed i soci esclusi possono ricorrere contro il provvedimento di esclusione al Collegio provinciale dei Garanti, e in seconda istanza al Collegio nazionale dei Garanti, secondo quanto stabilito nello Statuto nazionale Arcigay. Il Collegio dei Garanti decide in via definitiva.

Articolo 14 (Organi sociali)

Sono organi del Comitato:

–      Il Congresso

–      L’Assemblea ordinaria dei soci;

–      Il Consiglio Direttivo;

–      Il Presidente;

–      Il Segretario

–      Il Collegio dei Revisori dei Conti

–      Il Collegio dei Garanti

 

Articolo 15 (Congresso Provinciale)

Il Congresso Provinciale è il massimo organo deliberativo del Comitato

provinciale. Ad esso spetta:

a) discutere e approvare il progetto associativo; b) discutere ed approvare le proposte di modifica dello Statuto provinciale; c) eleggere il o la Presidente;d) eleggere il Segretario;e) eleggere il Consiglio Direttivo; f) eleggere il Collegio dei Revisori dei conti; g) eleggere il Collegio dei Garanti; h) approvare le linee generali del programma triennale di attività;

La convocazione del Congresso provinciale va affissa all’interno del locali dell’associazione e in tutte le sedi delle Associazioni  affiliate presenti sul territorio di competenza, almeno 30 giorni prima della data dello stesso.

Il Congresso provinciale è convocato dal/la Presidente del Comitato provinciale:

– almeno ogni tre anni e, comunque, tutte le volte che viene convocato il Congresso nazionale, per eleggere i propri delegati; in caso di elezione dei delegati al Congresso nazionale partecipa un componente della Segreteria nazionale o suo delegato.

– quando viene richiesto con ordine del giorno motivato da un 1/5 dei soci e delle socie.

Al fine di rendere possibile la partecipazione di tutte le socie e di tutti i soci, la convocazione del Congresso provinciale dovrà essere pubblicizzata nella maniera più ampia possibile e dovrà comunque essere affissa almeno 30 giorni prima nella sede del Comitato provinciale, e inviata, con lo stesso preavviso, alle Associazioni affiliate presenti sul territorio di competenza perché venga esposta.

 

In prima convocazione, il Congresso provinciale è regolarmente costituito con la presenza di metà più uno dei soci e delle socie, mentre in seconda convocazione è regolarmente costituito qualunque sia il numero degli/delle intervenuti/e. Il Congresso provinciale delibera validamente a maggioranza assoluta dei voti dei soci e delle socie presenti su tutte le questioni poste all’ordine del giorno.

Le votazioni del Congresso provinciale possono svolgersi a scrutinio segreto con richiesta di almeno un quinto dei presenti o 1/10 qualora il numero dei presenti sia superiore a 500.

Le deliberazioni del Congresso provinciale devono essere riportate su apposito libro dei verbali.

 

Articolo 16 (Assemblea ordinaria)

L’Assemblea ordinaria dei soci è convocata dal presidente nel periodo intercorrente, di norma, fra il 15 gennaio e il 30 marzo di ogni anno, secondo le stesse modalità di convocazione del Congresso disciplinate all’articolo 14.

Essa ha il compito di approvare il programma annuale di attività, nel rispetto delle linee generali indicate dal Congresso provinciale; approvare il bilancio consuntivo e preventivo.

Articolo 17 (Consiglio direttivo)

Il Consiglio direttivo eletto dal Congresso provinciale resta in carica, di norma, fino al successivo Congresso. Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di 5 a un massimo di 9 consigliere o consiglieri eletti fra i soci. Tra i membri del Consiglio Direttivo può essere individuato un o una vicepresidente, che coadiuva il/la presidente e lo sostituisce su sua delega, ovvero in caso di impedimento temporaneo.

In caso di dimissioni di uno o più delle consigliere o dei consiglieri, la/il Presidente provvede alla reintegrazione del Consiglio per cooptazione. Il potere di cooptazione del Presidente non può superare la soglia della metà dei componenti del direttivo. Oltre tale soglia si rientra nell’ipotesi di convocazione del Congresso. Il Presidente coopta i nuovi componenti del Direttivo su gradimento espresso dal Direttivo medesimo con parere unanime.

In caso di dimissioni dell’intero Consiglio, la/il Presidente procede a convocare il Congresso provinciale.

 

Articolo 18 (Riunione del Consiglio direttivo)

Il Consiglio direttivo si riunisce ogni qualvolta lo ritenga necessario la/il Presidente, o ne facciano richiesta almeno 2 delle o dei consiglieri.

La seduta è valida se costituita dalla presenza della metà più 1 delle o dei consiglieri.

Articolo 19 (Compiti del Consiglio direttivo)

Il Consiglio direttivo ha funzioni esecutive ed operative, e in particolare:

a) redige i programmi di attività sociale previsti dallo statuto sulla base delle linee approvate dal Congresso Provinciale

b) cura l’esecuzione delle deliberazioni del Congresso provinciale;

c) redige i bilanci;

d) stipula tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività sociale;

e) redige il regolamento di funzionamento del Consiglio direttivo ed ogni altro regolamento che ritiene necessari per le attività dell’associazione, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;

f) delibera circa l’ammissione, la sospensione, la radiazione e l’espulsione di socie e soci;

g) favorisce la partecipazione di socie e soci alle attività dell’associazione

h) indica i consiglieri nazionali, in numero stabilito dal Consiglio Nazionale o dagli organi a ciò preposti dallo Statuto nazionale dell’associazione.

i) ove presente e attivo, nomina i Consiglieri regionali per il Coordinamento regionale Arcigay (il Presidente di diritto, salvo espressa rinuncia), che restano in carica per un anno

l) nomina delegati e rappresentanti in coordinamenti, ATS, associazioni, Consulte o altri organismi in cui l’associazione sia rappresentata

Nell’esercizio delle sue funzioni il Consiglio direttivo può avvalersi di responsabili da esso nominati.

Articolo 20 (Presidente)

La/il Presidente rappresenta l’Arcigay nel territorio provinciale di competenza, ha funzioni di rappresentanza legale del Comitato provinciale ed assicura il regolare funzionamento degli organi di direzione e ne convoca e ne presiede le riunioni.

Ha facoltà di delega alla firma di atti legali, convenzioni o contratti. È di diritto Consigliere regionale di Arcigay, salvo espressa rinuncia.

La carica di presidente è incompatibile con cariche istituzionali elettive. Il mandato del presidente dura tre anni, ed è rinnovabile per un massimo di due volte consecutive.

 

Articolo 21 (Presidente onorario)

Su indicazione del Presidente eletto e del Direttivo, il Congresso può eleggere un Presidente onorario in riconoscimento di particolari meriti verso l’Associazione.

La/il Presidente onorario può partecipare alle riunioni del Direttivo senza diritto di voto.

 

Articolo 22 (Segretario)

Il Segretario provinciale svolge, d’intesa con il Presidente, funzioni di coordinamento dell’attività dell’Associazione, e si può avvalere di staff o gruppi operativi. Il Segretario, qualora non sia stato nominato un vicepresidente,  può sostituire il Presidente su sua delega, ovvero in caso di impedimento temporaneo. In caso di dimissioni o impedimento permanente della o del Presidente, il Segretario convoca, entro e non oltre tre mesi, un Congresso straordinario per procedere all’elezione di una o un nuovo Presidente.

Articolo 23 (Collegio dei revisori dei conti)

Il Collegio dei Sindaci revisori dei conti è eletto dal Congresso, e si compone di due componenti effettivi ed un supplente ed elegge al suo interno una o un Presidente.

La/il Presidente del Collegio può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo senza diritto di voto. Il Collegio si riunisce ordinariamente una volta all’anno, convocato dalla sua o dal suo Presidente, per controllare il bilancio consuntivo redatto dal Consiglio direttivo. Il Collegio, verificato l’andamento dell’amministrazione, la regolare tenuta delle scritture contabili e la corrispondenza dei bilanci alle stesse, riferisce all’assemblea con relazioni scritte, trascritte nell’apposito registro dei revisori dei conti.

Articolo 24 (Collegio dei Garanti)

È eletto dal Congresso provinciale, e giudica su tutti i casi di controversie relative all’interpretazione od all’applicazione dello Statuto provinciale, oltre che nelle ipotesi di conflitto tra soci, o tra soci e Direttivo, relativamente a situazioni che attengano all’attività del Comitato. Avverso alle decisioni del Collegio è sempre possibile ricorrere al Collegio nazionale dei Garanti, che decide in via definitiva. Il Collegio provinciale è composto da tre componenti, ed elegge al suo interno un Presidente. La/il Presidente del Collegio può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo senza diritto di voto.

Articolo 25 (Patrimonio)

Il patrimonio sociale è indivisibile ed è costituito:

a) dalle quote associative versate ogni anno dalle socie e dai soci;

b) dall’eventuale patrimonio mobiliare e immobiliare di proprietà dell’Associazione;

c) dai contributi pubblici e privati, dalle erogazioni e lasciti diversi;

d) da ogni provento previsto dalle vigenti leggi, da specifiche attività di autofinanziamento, dai proventi di altre attività, in qualsiasi modo intese, purché non in contrasto con la normativa vigente e finalizzata prioritariamente all’attuazione delle finalità proprie dell’associazione.

I proventi delle attività dell’associazione non possono in nessun caso essere divisi tra le socie e i soci.

Articolo 26 (Bilancio)

Il bilancio consuntivo comprende l’esercizio sociale dal 1 Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno e deve essere presentato all’Assemblea delle socie e dei soci entro il 30 Aprile dell’anno successivo.

Il bilancio consuntivo può essere consultato da ogni socia o socio. Il Direttivo ha l’obbligo di inviare una copia del bilancio approvato al tesoriere nazionale entro 30 giorni dalla sua approvazione. L’associazione non ha finalità di lucro e pertanto non può distribuire utili agli associati. Eventuali avanzi di gestione dovranno essere reimpiegati nelle attività sociali o destinati al rafforzamento della base patrimoniale, o potranno essere devoluti ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, nei modi e nei termini stabiliti dal Direttivo.

Articolo 27 (Commissariamento dell’Associazione)

Il commissariamento del  Comitato provinciale  può essere disposto dal Consiglio nazionale su proposta della Segreteria nazionale solo qualora il Comitato non riuscisse a svolgere le sue attività ordinarie e a perseguire le finalità statutarie a causa dell’inattività del Consiglio direttivo o di atti gravi o di gravi inadempienze.

Prima di proporre il commissariamento la Segreteria nazionale deve aver chiesto al Comitato o al Coordinamento di indire entro 30 giorni un Congresso straordinario per il rinnovo delle cariche sociali.

I Commissari devono convocare, entro e non oltre tre mesi dalla loro nomina, un Congresso straordinario che elegga nuove cariche sociali.

Avverso al provvedimento di commissariamento il Consiglio Direttivo del Comitato  può proporre ricorso al Collegio nazionale dei Garanti.

Articolo 28 (Scioglimento del Comitato)

Lo scioglimento del Comitato è deliberato dal congresso provinciale con il voto favorevole di almeno 3/4 delle socie e dei soci.

Articolo 29 (Destinazione del residuo)

In caso di scioglimento dell’associazione l’Assemblea delibera con la maggioranza prevista dall’articolo 26 sulla destinazione del patrimonio residuo, dedotte le passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente statuto, che comunque è devoluto ad associazioni, fondazioni o enti senza scopo di lucro che operino per gli stessi scopi.

Articolo 30 (marchio)

Arcigay è la denominazione dell’Associazione e suo simbolo e marchio è il cavallo alato detto “Pegaso” accompagnato dal nome dell’associazione, così come riportato in figura.

Il simbolo di norma è accompagnato dalla dicitura “associazione lesbica e gay italiana” e può essere utilizzato esclusivamente da Arcigay e dalle Associazioni ad essa affiliate. L’uso del nome e del simbolo pertanto è tassativamente precluso a qualsiasi soggetto che non faccia parte di Arcigay o che comunque non sia stato dalla stessa a tanto autorizzato. Il Comitato provinciale, le socie e i soci si impegnano a:

a) diffondere i principi dell’Associazione collegandoli costantemente al suo nome e al suo simbolo;

b) utilizzare il nome e il simbolo in armonia con i valori e le finalità espresse nello Statuto;

c) tutelare il nome e il simbolo dell’Associazione, vigilando affinché non vengano mai fatti oggetto di scherno, offesa o minaccia e denunziando qualsiasi uso contrario ai suoi fini.

Il Comitato provinciale sceglie di adottare prioritariamente il marchio Arcigay, non escludendo tuttavia l’uso di marchi connotati localmente o modificati per particolari ricorrenze o eventi.

Articolo 31 (Denominazione)

Il Comitato provinciale Arcigay di Palermo sceglie di mantenere solo tale denominazione e di non adottare una denominazione ulteriore rispetto a quello di Arcigay.

 

 

Articolo 32 (disposizioni finali)

Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le disposizioni dello statuto di Arcigay nazionale e, per quanto non previsto da questo, le disposizioni del Codice Civile e delle leggi vigenti in materia.