DDL Unioni Civili: il testo approvato

Ieri, 25 febbraio 2016, il Senato italiano ha approvato il disegno di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.

Si tratta della prima legge che regola i rapporti di coppia omosessuali, molto diversa da qualsiasi legge richiesta dal movimento LGBTI e molto diversa anche dall’originario DDL 2081 ovvero il Cirinnà: questo testo è il risultato del maxiemendamento presentato da Maria Elena Boschi su cui il governo ha posto il voto di fiducia.
Ne riportiamo integralmente il testo, pubblicheremo successivamente analisi e commenti.

NB: ovviamente questo è il frutto del primo passaggio al Senato, per diventare legge dello Stato lo stesso testo dovrà essere approvato dalla Camera dei Deputati, altrimenti  ogni variazione dovrà essere sottoposta a un nuovo voto del Senato.

Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze
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Unioni civili: la data storica trasformata in mortificazione

Siamo onorati di pubblicare un articolo di Caterina Coppola sul disegno di legge sulle unioni civili


Lo scorso 14 ottobre il DDL Cirinnà-bis sulle unioni civili è arrivato in Senato. Un fatto salutato da molti con entusiasmo. Certo, non era mai successo prima che un disegno di legge che tenta di riconoscere le coppie omosessuali (sebbene con un istituto apposito di rango inferiore al matrimonio egualitario) e i loro figli (ma escludendo le adozioni), arriva in una delle due camere per essere discusso. Senza volere smorzare gli entusiasmi, però, è bene ricordare come stanno davvero le cose.

Il senatore Malan interviene contro la calendarizzazione del DDlL Cirinnà

Il senatore Malan interviene contro la calendarizzazione del DDlL Cirinnà

Da quando Matteo Renzi è diventato premier è stato un continuo rinvio del provvedimento di cui lui stesso aveva fatto un cavallo di battaglia fin dalle due primarie del centrosinistra a cui si è candidato. Qualcuno ha contato otto rinvii. L’ultimo, dopo che era stato promesso che la legge sarebbe andata in Senato “prima della pausa estiva”, viene sancito all’assemblea nazionale del Pd di luglio, a Milano. Da quel palco Renzi assicura che la legge Cirinnà sarà stata approvata dal Senato “entro del 15 ottobre”, ovvero dopo le riforme costituzionali e prima dell’inevitabile arrivo in aula della legge di stabilità (quella che una volta si chiamava “finanziaria”), per essere licenziata anche dalla Camera “entro l’anno”. Il dato è che questo non è successo. Ancora una volta.

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