16 febbraio: assemblea cittadina per Non Una Di Meno a Palermo

non una di meno PalermoDAL GRIDO DELLE SORELLE ARGENTINE ALLA SFIDA DI PALERMO

Sabato 16 febbraio – aula Rostagno (Comune di Palermo, piazza Pretoria) alle 17.00

Non Una Di Meno è un movimento femminista nato in Italia nel 2016 che, mutuando il nome dal grido delle sorelle argentine, invita le donne a tornare a occupare lo spazio pubblico, riappropriandosi dei propri linguaggi e delle pratiche femministe, elaborando percorsi di resistenza e lotta contro le molteplici forme della violenza maschile e maschilista sulle donne, della violenza di genere e dei generi nonché dei ruoli sociali imposti.

Noi siamo un gruppo di donne che provengono da esperienze e vissuti differenti. Insieme abbiamo deciso di fondare NUDM Palermo aderendo al Piano femminista contro la violenza, facendo nostri i principi fondamentali dell’elaborazione e delle pratiche femministe, ossia il “partire dal sé” e la relazione tra donne, scegliendo di posizionarci, cioè riconoscendo che ognuna “parte sempre da una prospettiva situata, non imparziale, definita dalle diverse condizioni materiali e simboliche in cui ognun* vive. Partire da sé vuol dire assumere le differenze che ci caratterizzano, quindi fare luce sui propri privilegi (privilegio bianco, eterosessuale, etc.) per scardinare la riproduzione delle dinamiche di potere”.
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Aderisci alla lettera delle lesbiche italiane, stanche dall’ideologia sulla GPA

Pubblichiamo il testo integrale dell’intervento apparso su “Il Manifesto” il 18 maggio e firmato, per ora, da oltre 100 donne lesbiche. Perché sia chiaro che chi dichiara di rappresentare tutte lesbiche rappresenta in realtà solo sé stessa.

Puoi ancora firmare, ad esempio mandando un’email a palermo@arcigay.it


Facciamo parte di una rete di lesbiche stanche. Devastate da un anno e mezzo di insistente e imposta emersione, nel nostro movimento, di un unico tema: la gestazione per altri (Gpa), che alcune chiamano con spregio “utero in affitto”. È l’obbiettivo polemico di concioni espresse spesso in un linguaggio sprezzante, condito di una retorica ottocentesca sul materno, da parte di un femminismo lesbico che si autodefinisce radicale, la cui critica al neoliberismo ha come sede centrale, e vorremmo dire unica, la crociata contro la Gpa. A noi pare evidente la sempre maggiore convergenza fra queste posizioni e il linguaggio e gli scopi della destra familista Salvini-Meloni: la Gpa sarebbe la Matrice da cui deriva ogni possibile Male, ogni sfruttamento delle donne, viste ovviamente solo come ricettacolo di Maternità. Continua a leggere

8 marzo: saremo la marea che vi travolgerà

otto marzoConcentramento ore 17:30 – Piazza Verdi (teatro Massimo)
Arcigay Palermo aderisce allo sciopero globale ed alla manifestazione dell’8 marzo a Palermo.

Come donne (cis o trans) bisessuali o lesbiche, come molteplici soggettività  gay, lesbo, trans, queer, non binarie, come persone a rischio di discriminazione e sfruttamento per orientamento sessuale e pregiudizi e stereotipi di genere, come attivist* per i diritti LGBTQI: scioperiamo e manifestiamo contro i ruoli di genere imposti dalla società sin dalla nascita, contro le discriminazioni, contro la precarietà, contro le violenze e le molestie. Manifestiamo e scioperiamo per l’autodeterminazione e per la libertà di essere noi stess*, di decidere in autonomia le nostre vite, di andare dove vogliamo senza paura, di attraversare i confini.

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“Il Complesso di Penelope – Le donne e il potere in Italia”

Domani, 17 ottobre, saremo presenti alla presentazione del libro di Laura Cima “”Il Complesso di Penelope – Le donne e il potere in Italia”, presso al Fonderia Oretea, piazza Fonderia, alle 17.00

Una riflessione comune sul rapporto tra le donne e la politica in Italia, dal dopoguerra fino ad oggi.

Moderatrice:
Lidia Tilotta

Relatrici/Relatore
Daniela Tomasino
Valentina Morici
Guido Noto La Diega

Nella storia individuale e collettiva, come nel mito per Penelope, può essere necessario fare e disfare la propria tela, tessere e ritessere continuamente, per giungere alla comprensione dei problemi e, soprattutto, immaginare una realtà diversa. Oggi la crisi economica mondiale sembra rimettere in discussione, ovunque, strutture di potere e paradigmi consolidati. Modelli di pensiero e di azione che hanno contribuito a perpetuare l’esclusione o a segnare la marginalità della presenza femminile nei luoghi decisionali.
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