17 maggio: Giornata Internazionale contro l’Omo-bi-trans-fobia

impa A3 transIl 17 maggio è IDAHOBIT: International Day Against Homophobia, Biphobia e Transfobia.
In occasione della Giornata Mondiale contro l’Omo-bi-transfobia Arcigay ha pubblicato un allarmante report dei casi di discriminazione omobitransfobica degli ultimi 365 giorni in Italia: 104 avvenimenti riportati dai mass media, tra cui due suicidi e due omicidi.
In Commissione Giustizia al Senato giace la legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere, approvata in modo pessimo dalla Camera dei Deputati nel settembre del 2013: la famosa legge Scalfarotto, deturpata vilmente dall’emendamento di governo Verini-Gitti, e poi lasciata cadere nel dimenticatoio.
Due anni dopo si è accelerata la discussione sulla legge sulle unioni civili (approvata anche questa con un pessimo emendamento del governo due mesi fa al Senato e pochi giorni fa alla Camera dei Deputati) senza recuperare la legge contro l’omotransfobia, creando un insolito precedente mondiale: l’Italia è il primo paese a dotarsi di una legge che regolamenta le unioni tra persone dello stesso sesso senza aver prima approvato una legge di tutela per le persone LGBTI.
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DDL Unioni Civili: il testo approvato

Ieri, 25 febbraio 2016, il Senato italiano ha approvato il disegno di legge “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.

Si tratta della prima legge che regola i rapporti di coppia omosessuali, molto diversa da qualsiasi legge richiesta dal movimento LGBTI e molto diversa anche dall’originario DDL 2081 ovvero il Cirinnà: questo testo è il risultato del maxiemendamento presentato da Maria Elena Boschi su cui il governo ha posto il voto di fiducia.
Ne riportiamo integralmente il testo, pubblicheremo successivamente analisi e commenti.

NB: ovviamente questo è il frutto del primo passaggio al Senato, per diventare legge dello Stato lo stesso testo dovrà essere approvato dalla Camera dei Deputati, altrimenti  ogni variazione dovrà essere sottoposta a un nuovo voto del Senato.

Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze
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Palermo pride 2016: tutte le novità

Con l’assemblea pubblica in piazza Verdi si è aperto ufficialmente ieri il percorso verso il Palermo Pride 2016, che culmina il 18 giugno 2016 con il pomeriggio della parata.

Oltre 500 persone, chiamate a raccolta in soli due giorni, hanno dibattuto sugli ultimi avvenimenti in Senato in occasione della discussione sul ddl Cirinnà sulle unioni civili: “Una legge che non ci appartiene e che non abbiamo voluto noi, ma che va comunque difesa: In Senato in questi giorni stanno decidendo del nostro destino, delle nostre vite, dei nostri corpi – ha dichiarato Massimo Milani, nuovo coordinatore del Palermo Pride -. Noi siamo per la parificazione dei diritti per tutti, matrimonio e adozione per tutti. Ci sono persone che aspettano questa legge e, nonostante sia un ripiego, non possono attendere oltre: i senatori hanno il dovere di approvarla“.
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Il Palermo Pride 2016 ha una struttura differente da quella degli scorsi anni. Sono stati creati dei gruppi tecnici di lavoro che, riunendosi regolarmente, approfondiscono temi e argomenti e pianificano gli eventi che si snoderanno in diversi ambiti di interesse: salute e benessere, spazi pubblici, migrazioni, diritti civili, educazione all’affettività, giorno della parata.
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21 febbraio: Oltre la Cirinnà, verso il Palermo pride

Domenica 21 alle 16.30 a piazza Verdi (teatro Massimo) è convocata l’assemblea cittadina del Palermo pride.
Inizieremo a costruire in pubblico un percorso, di cui si sono già gettate le fondamenta nei mesi scorsi, che porterà al Pride di Palermo del prossimo giugno, discuteremo dell’evoluzione (o meglio involuzione) del dibattito in Senato sulla legge Cirinnà sulle Unioni Civili e parleremo di ciò che vogliamo noi: lo faremo in piazza perché è in piazza che noi, noi froci, noi lesbiche, noi trans, noi bisessuali, noi queer dobbiamo stare per essere visibili, per urlare la nostra rabbia per un dibattito parlamentare che ci mortifica passeggiando sui nostri corpi e sulle nostre famiglie, per rivendicare con forza ciò che noi vogliamo in un momento in cui la voce del movimento LGBTI è stata troppo debole e accomodante. Siateci.

Al termine leggeremo pubblicamente i “famosi” emendamenti alla legge Cirinnà.

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Unioni civili: la data storica trasformata in mortificazione

Siamo onorati di pubblicare un articolo di Caterina Coppola sul disegno di legge sulle unioni civili


Lo scorso 14 ottobre il DDL Cirinnà-bis sulle unioni civili è arrivato in Senato. Un fatto salutato da molti con entusiasmo. Certo, non era mai successo prima che un disegno di legge che tenta di riconoscere le coppie omosessuali (sebbene con un istituto apposito di rango inferiore al matrimonio egualitario) e i loro figli (ma escludendo le adozioni), arriva in una delle due camere per essere discusso. Senza volere smorzare gli entusiasmi, però, è bene ricordare come stanno davvero le cose.

Il senatore Malan interviene contro la calendarizzazione del DDlL Cirinnà

Il senatore Malan interviene contro la calendarizzazione del DDlL Cirinnà

Da quando Matteo Renzi è diventato premier è stato un continuo rinvio del provvedimento di cui lui stesso aveva fatto un cavallo di battaglia fin dalle due primarie del centrosinistra a cui si è candidato. Qualcuno ha contato otto rinvii. L’ultimo, dopo che era stato promesso che la legge sarebbe andata in Senato “prima della pausa estiva”, viene sancito all’assemblea nazionale del Pd di luglio, a Milano. Da quel palco Renzi assicura che la legge Cirinnà sarà stata approvata dal Senato “entro del 15 ottobre”, ovvero dopo le riforme costituzionali e prima dell’inevitabile arrivo in aula della legge di stabilità (quella che una volta si chiamava “finanziaria”), per essere licenziata anche dalla Camera “entro l’anno”. Il dato è che questo non è successo. Ancora una volta.

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