Diritti LGBT, solo un’invenzione

Questo è quel genere di notizia che potrebbe lasciare spiazzati in molti e nessuno ne parla:

“I diritti LGBT non esistono o meglio esistono solo in quanto invenzione mediatica”.

A pronunciarsi in questo modo è l’inconfutabile esperta di diritto Avril Poisson, durante l’ultimo summit internazionale sui diritti umani tenutosi oggi in Nowhereland.

I gruppi più reazionari si dichiarano fortemente perplessi su tale sentenza e sulle possibili conseguenze.

“Se tali diritti non esistono non avremmo più matrimoni gay da osteggiare”

afferma Stefano Ricettivo, presidente del WTF.

“In questo modo si annullano le differenze, col rischio di porre fine ad anni di battaglie”

è l’opinione di Tomas Ino, ambasciatore per l’Italia del PFUDOR.

Non manca il commento di chi non è razzista ma…

“… non crediamo che gli omosessuali siano in tal senso omologabili”.

I primi sentori di tale risoluzione erano arrivati dall’oltremanica dove da qualche tempo viene riconosciuto un unico tipo di matrimonio.
In molti gli stati nel mondo dove i gay e le lesbiche possono sposarsi fra di loro, volendo anche in chiesa, in piena equiparazione alle coppie di sesso opposto.

In Italia i primi ad annunciare le proprie nozze sono Fulvio e Daniela, omosessuali attivisti di Arcigay Palermo.

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Coppie di fatto e norme della Regione Siciliana: comunicato congiunto

Le associazioni LGBT chiedono un incontro con il presidente Crocetta e la I Commissione dell ARS.

L’approvazione dell’articolo 26 (che facilita l’accesso alla prima abitazione alle giovani coppie, anche di fatto, tramite l’integrazione di fondi preposti dall’Irfis) e dell’articolo 39 (che estende alle coppie di fatto l’applicazione di tutte le disposizioni in materia di contribuzioni, agevolazioni e benefici previsti per la famiglia, anche in ambito sanitario) della finanziaria apre degli scenari nuovi per l’ambito del riconoscimento della parità dei diritti in Sicilia.

Se la finanziaria supera la verifica del Commissario dello Stato, in assenza di leggi e normative statali, ovvero di fronte a un Parlamento inerte e ambiguo, le norme appena approvate possono contribuire ad avviare un percorso positivo verso la parità effettiva tra coppie sposate e coppie non sposate, tra coppie omosessuali ed eterosessuali.
Un percorso che deve però necessariamente proseguire con un confronto diretto tra le associazioni per la promozione dei diritti delle persone LGBT e la Regione.

Non possiamo non chiedere con forza che quest’approvazione preluda a una prossima discussione dei due progetti (del Pd e del M5S) che giacciono inerti da mesi all’ARS e che affrontano in maniera più complessiva il tema della discriminazione, uno dei quali prevede che “l’estensione del sistema integrato dei servizi destinati alla famiglia sia esteso ai nuclei di persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione, tutela e da vincoli affettivi, purché aventi una coabitazione abituale e continuativa e dimora nello stesso Comune”, ai sensi del D.P.R. 223/1989 (Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente).

In mancanza di una normativa regionale sui registri delle unioni civili, le norme della finanziaria rischiano infatti da una parte di restare prive di efficacia, mentre dall’altra rischiano di creare nuove discriminazioni tra chi risiede in un comune che ha istituito il registro comunale e chi risiede in un comune che questo registro non l’ha istituito.

Alla luce di quanto sopra esposto, le associazioni firmatarie chiedono un incontro con la Commissione Affari Istituzionali dell’Assemblea Regionale Siciliana, alla presenza del presidente della Regione Rosario Crocetta in modo di avviare un percorso condiviso.

Arcigay Agrigento
Arcigay Catania
Arcigay Messina
Arcigay Palermo
Arcigay Siracusa
Circolo affiliato Arcigay Pegaso’s club
Articolo Tre “Salvatore Rizzuto Adelfio”
Famiglie Arcobaleno Sicilia
Associazione antimafie “Rita Atria”
Agedo Palermo
Hot club Palermo associazione
Associazione Left Palermo

Mutui agevolati: un commento di Arcigay Palermo

Con un’ampia maggioranza, sabato notte l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato una norma della finanziaria voluta dal presidente Rosario Crocetta, che prevede la possibilità di ottenere mutui agevolati per l’acquisto della casa alle giovani coppie, sposate o no, eterosessuali o no.
Una norma che non discrimina tra le famiglie bisognose, e che in questo momento di crisi può incidere favorevolmente sulla vita quotidiana di migliaia di persone, e che pone la Sicilia accanto a regioni tradizionalmente più attente al rispetto dei diritti, come Toscana, Emilia, Umbria e Marche, in cui già da anni è prevista la concessione di mutui a coppie non sposate o omosessuali.
In assenza di leggi e normative statali, ovvero di fronte a un Parlamento che non riesce ad approvare leggi per la tutela dei diritti umani e civili, ancora una volta un’amministrazione locale interviene a colmare lacune e a promuovere i diritti dei cittadini.
L’auspicio è che questa norma possa fungere da stimolo per le amministrazioni comunali che, a differenza del Comune di Palermo e di molti altri comuni siciliani, ancora non si sono dotate del registro delle unioni civili, strumento indispensabile per poter richiedere le agevolazioni. Continua a leggere

In risposta al cardinale Romeo

Ieri 1 gennaio, durante la tradizionale messa di inizio anno al Comune di Palermo, il Cardinale Romeo ha commentato nell’omelia la recente approvazione da parte del Consiglio comunale di una mozione a favore delle unioni civili. Il cardinale ha dichiarato “a proposito della famiglia, lasciate che, come padre e pastore di questa amata Chiesa di Palermo, rivolga proprio oggi e proprio all’interno di questo Palazzo di città, un accorato appello perché tutte le istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell’unione fra un uomo e una donna: è all’interno della famiglia che il dono della vita può fiorire e svilupparsi perché essa è punto di riferimento, è il primo ambiente in cui l’uomo si relaziona, è il primo luogo di formazione psicologica e morale di ogni persona. La sua legge non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell’uomo stesso“.

Rispettiamo tutte le opinioni, e difenderemo sempre il diritto di tutt* di esprimere la propria opinione, anche quelle di chi discrimina.

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protesta “goliardica” contro il ddl: la risposta delle associazioni LGBT

Apprendiamo che oggi, mentre all’ARS sarà in discussione il disegno di legge per il riconoscimento delle unioni civili presentato da Pino Apprendi e Alessandrò Aricò, è prevista  una manifestazione contro il ddl davanti a palazzo dei Normanni.

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Coppie di fatto all’ARS: l’attacco alle persone LGBT

Il disegno di legge presentato all’ARS da Pino Apprendi Francesco Musotto, Giulia Adamo, Alessandro Aricò e Alberto Campagna prevede l’istituzione in Sicilia di un registro delle coppie di fatto (formate da persone di sesso diverso o dello stesso sesso) presso l’Assessorato regionale alla Famiglia.

Il Coordinamento Stop Omofobia, di cui Arcigay Palermo fa parte, ha più volte espresso pubblicamente forti perplessità su un ddl che non sostiene e non aiuta in alcun modo le coppie di fatto o la vita quotidiana delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans), pur riconoscendo che poteva costituire un punto di partenza per una discussione più ampia.
Ad un riconoscimento puramente formale, infatti, non corrisponde alcun diritto, e nessun riconoscimento sostanziale.
All’ARS continuiamo a chiedere una legge contro l’omofobia, la transfobia e la discriminazione legata al genere, che promuova i diritti delle persone nelle materie in cui la Regione ha piena autonomia: sanità, istruzione e formazione, assistenza sociale.
Una legge sul modello di alcune leggi regionali già approvate (Puglia, Toscana, Piemonte, ad es.), in grado di incidere sull’esclusione sociale e sui diritti delle persone, più completa ed articolata del ddl presentato al Parlamento regionale siciliano.

Ma non possiamo restare indifferenti di fronte ad attacchi volgari come quello di alcuni esponenti del Pdl, sobillati dalla “Giovane Italia” (l’organizzazione giovanile del partito di Silvio Berlusconi, naturalmente non il glorioso movimento di Mazzini), diffusi un paio di giorni fa durante una conferenza stampa.
Nel corso di questa conferenza è stato annunciato “l’avvio di una campagna incentrata sulla sensibilizzazione ed il coinvolgimento dei cittadini siciliani attraverso una petizione popolare che verra’ diffusa nei gazebo organizzati su tutto il territorio. Contemporaneamente il gruppo parlamentare del Pdl all’Assemblea regionale siciliana avviera’ una forte opposizione con il preciso obbiettivo di creare un fronte trasversale, tra tutti i deputati cattolici dei partiti, per bloccare la legge.”
Tutto ciò allo scopo di dimostrare “che i siciliani sono contro qualsiasi tentativo di creare nuovi istituti familiari alternativi alla famiglia naturale” (senza considerare che la famiglia mononucleare è costruzione storica relativamente recente).

Si tenta cioè di fare notizia combattendo i diritti, ribadendo che in Sicilia esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, che non devono aspirare nemmeno ad un minimo riconoscimento istituzionale.
Questa non è politica: è grettezza. Il compito degli amministratori risiede esclusivamente nel migliorare il benessere dei cittadini che rappresentano, ogni altra iniziativa è un tradimento del mandato ricevuto.

Continuiamo a lavorare per leggi regionali e nazionali differenti da questo ddl, ma non possiamo restare in silenzio di fronte a quest’ennesimo attacco al buon senso, alle istituzioni, ai principi della costituzione europea ed italiana, ai diritti di centinaia di migliaia di gay, lesbiche, bisessuali e trans siciliani.

Coppie di fatto: Pdl Sicilia ottuso e sordo di fronte a Europa dei diritti

Coppie di fatto: Pdl Sicilia ottuso e sordo di fronte a Europa dei diritti – comunicato stampa

Comunicato stampa. Coppie di fatto: Pdl Sicilia ottuso e sordo di fronte a Europa dei diritti
“Pensiamo che la buona politica sia quella che aggiunge e garantisce diritti e favorisce la convivenza civile; al contrario è una pessima politica quella che costruisce la propria elaborazione sull’ingiustizia, il conflitto civile e la negazione dei diritti” , così dichiarano Luigi Carollo portavoce Coordinamento Palermo Pride, Enzo Cucco coordinatore Comitato ILGA Torino 2011,Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay.
Il lancio di una petizione popolare, da parte lo stato maggiore del PDL palermitano, contro qualunque forma di riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, soprattutto quelle dello stesso sesso, manifesta dunque non soltanto una brutta prassi politica, ma svilisce ed offende lo strumento democratico della petizione popolare utilizzandolo a fini esclusivamente elettorali e non a favore del bene comune.
Questa petizione trascina Palermo e la Sicilia non solo fuori dalla realtà italiana, per la quale la sentenza della corte costituzionale n. 138 del 2010 ha definitivamente chiarito che le famiglie lgbt sono tutelate costituzionalmente. Ma anche dalla realtà europea che, da Torino dove si sta svolgendo la XV conferenza annuale di Ilga- europe, continua a stupirsi dell’ottusità di una classe politica italiana sorda, cieca e muta di fronte alla realtà lgbt del nostro paese.
Noi rappresentanti delle associazioni lgbt italiane ed europee riteniamo che compito della politica debba essere quello di fornire risposte serie alle richieste della comunità lgbt sia sul piano dei diritti dell’individuo che del riconoscimento delle coppie attraverso concreti interventi legislativi. Temiamo che iniziative folkloristiche e sicuramente accattivanti, come la petizione, possano forse essere utili per giocare una compagna elettorale sula pelle delle persone omosessuali e transessuali,ma denuncino al contempo un triste e totale vuoto di elaborazione di questa destra .

Luigi Carollo portavoce Coordinamento Palermo Pride
Enzo Cucco coordinatore Comitato ILGA Torino 2011
Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay

“una legge per compiacere l’arcigay”

La legge per i diritti delle coppie di fatto in Sicilia tutelerà i diritti di migliaia di persone, e non quelli di un’associazione.

Secondo un comunicato AGI, la Giovane Italia, il movimento giovanile del Popolo della Liberta’, tramite il suo presidente regionale, ha affermato oggi che “la maggioranza guidata da Raffaele Lombardo invece di risolvere i reali problemi della Sicilia si occupa di scrivere leggi per compiacere unicamente l’ArciGay”. La legge in questione mira
a tutelare i diritti di una comunità che conta in Sicilia molte decine di migliaia di persone: i cittadini e le cittadine gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Una minoranza che ha pari dignità rispetto alla maggioranza, e che deve essere tutelata dalla legge e dalle istituzioni.
Non è una legge per l’Arcigay, o per le molte associazioni LGBT che operano nel territorio regionale, ma per delle persone che chiedono di non essere più discriminate.

Riconoscere i diritti a qualcuno, non vuol dire toglierli a qualcun altro: vuol dire semplicemente costruire
una comunità più giusta e felice.

Rinnoviamo alla Giovane Italia l’invito che abbiamo fatto in occasione del Pride Regionale 2010: incontriamoci, in un dibattito pubblico su diritti e doveri dei cittadini.

Arcigay: Sicilia, bene accordo per ddl coppie di fatto

Comunicato stampa. Arcigay. Sicilia, bene accordo per ddl coppie di fatto.

Arcigay esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto oggi per la presentazione di un disegno di legge regionale che intende dotare la Sicilia di una norma favorevole al riconoscimento delle unioni civili, di un registro regionale delle coppie di fatto e a condanna di “qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione e all’orientamento sessuale”. “E’ un segnale di apertura politicamente rilevante quello che viene oggi dalla Sicilia”, spiega Daniela Tomasino, vicepresidente di Arcigay Palermo, “e risponde direttamente a una richiesta delle associazioni che compongono il Coordinamento Stop Omofobia sostenuta nella piattaforma politica del pride regionale 2010 di Palermo, al quale avevano aderito tutte le realtà LGBT siciliane. Il disegno di legge prosegue la strada tracciata dal protocollo anti-discriminazione firmato dalla Regione con l’Unar ed è in linea con le recenti approvazioni, da parte dei consigli comunali di Palermo e di Milazzo, rispettivamente di una mozione contro l’omofobia e del registro delle unioni civili.”.

Per Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay è sorprendente “la trasversalità dei firmatari della proposta che vanno dall’Udc, al PD, a Futuro e Libertà fino al Pdl. Ci sembra esemplare di un metodo politico di condivisione che ha finalmente compreso che i diritti devono essere sostenuti indipendentemente da steccati ideologici o biografie politiche: i diritti di gay, lesbiche trans sono politicamente unificanti”.

Secondo i due esponenti l’accordo è un buon punto di partenza. L’ipotesi di uno strumento inedito come il registro regionale delle coppie di fatto, non dovrà rimanere nell’alveo del simbolico ma dovrà garantire diritti-doveri concreti alle coppie di fatto. L’auspicio è che prosegua e si rafforzi il coinvolgimento delle associazioni LGBT siciliane nell’iter di definizione del disegno di legge.

Stefano Bolognini, ufficio stampa Arcigay