LA NUOVA PRIMAVERA DEI DIRITTI CIVILI

Arcigay Palermo invita le proprie socie e i propri soci a partecipare al convegno:
LA NUOVA PRIMAVERA DEI DIRITTI CIVILI
Sabato 21 marzo alle 10 presso la Sala Gialla dell’ARS
Incontro di presentazione della legge:
“NORME CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DETERMINATA DALL’ORIENTAMENTO SESSUALE O DALL’IDENTITÀ DI GENERE.
ISTITUZIONE DEL REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI.”
Se ne discuterà con:
Antonello Cracolici (relatore della legge)
Gaetano Silvestri (già Presidente della Corte Costituzionale)
Giovanni Pitruzzella (ordinario di Diritto Costituzionale)
Nino Fasulo (direttore della rivista Segno)
Saranno presenti i deputati Claudia La Rocca e Fabrizio Ferrandelli
Coordina: Giovanni Pepi (condirettore del Giornale di Sicilia)
L’incontro è promosso dal Presidente della Prima Commissione – Affari Istituzionali
10949748_418946331613122_6506042323826338208_n[1]

Legge regionale antidiscriminazioni e registro unioni civili: il testo

Ecco il testo della rivoluzionaria legge approvata il 4 marzo dall’Assemblea Regionale Siciliana. Il prossimo passo è la redazione del Regolamento  di cui all’art. 2.

“NORME CONTRO LA DISCRIMINAZIONE DETERMINATA DALL’ORIENTAMENTO SESSUALE O DALL’IDENTITÀ DI GENERE.

ISTITUZIONE DEL REGISTRO REGIONALE DELLE UNIONI CIVILI.”

ARTICOLO 1

Finalità

  1. La Regione riconosce le formazioni sociali e culturali nelle quali si promuovono la personalità umana e il libero svolgimento delle sue funzioni e attività, rifiutando qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione, all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
  2. La Regione riconosce, altresì, ogni forma di convivenza e adotta politiche finalizzate a consentire ad ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, promuovendo il superamento delle situazioni di discriminazione, secondo le disposizioni della presente legge.
  3. La Regione, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, dell’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dell’articolo 19 del Trattato per il funzionamento dell’Unione europea, promuove la realizzazione e l’implementazione della Rete regionale di prevenzione e contrasto delle discriminazioni, anche attraverso le attività del centro regionale di coordinamento per la prevenzione e contrasto delle discriminazioni di cui al protocollo d’intesa adottato il 12 dicembre 2013 tra l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro – Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali e la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.
  4. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali, in conformità a quanto previsto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, dalla legge 8 novembre 2000 n. 328 e dal decreto del Presidente della Regione del 4 novembre 2002, concernente le linee guida per l’attuazione del piano socio-sanitario della Regione siciliana, ha carattere universale ed è teso a promuovere la parità di condizioni senza alcuna discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
  5. Gli enti sottoposti a controllo e vigilanza della Regione sono tenuti a uniformarsi ai principi della presente legge.

Continua a leggere

Sicilia: un risultato storico che cambia la vita delle persone LGBT

Il movimento LGBTI siciliano ha ottenuto oggi un risultato storico: è stata approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana, il parlamento più antico d’Europa, la legge “Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Istituzione del registro regionale delle unioni civili.”
Su 70 votanti, e con la maggioranza dunque a 36, ci sono stati 50 voti favorevoli, 15 astensioni e soli 5 voti contrari!
Tale legge contiene tutta una serie di norme contro l’omofobia e la transfobia che si applicano sulle materie di competenza della Regione: scuola, formazione, uffici regionali, sanità, comunicazione, politiche del lavoro, accesso ai servizi etc. La legge inoltre recepisce, all’articolo 1 il protocollo firmato dalla Regione Sicilia con l’UNAR (che fino ad oggi era rimasto lettera morta) e istituisce il registro regionale delle unioni civili. Il registro è uno strumento grazie al quale le coppie eterosessuali e omosessuali non sposate potranno accedere, senza più discriminazione, a tutti i servizi regionali.
L’esito ottenuto è frutto di un lavoro che va avanti dall’inizio della presente legislatura regionale, e affonda le sue radici nella legislazione regionale presente col ddl Apprendi sulle unioni civili (affossato dall’aula).
La legge è la sintesi di tre ddl:
– quello con La Rocca (M5S) come prima firmataria, scritto insieme ad Arcigay Palermo (nelle persone di Marco Carnabuci e Daniela Tomasino);
– quello con Ferrandelli (PD) primo firmatario, scritto con le associazioni del Coordinamento Palermo Pride in occasione del Pride Nazionale;
– quello con Cracolici (PD) primo firmatario, che riprende il vecchio ddl Apprendi.

Mirko Pace, presidente di Arcigay Palermo, dichiara: “Siamo riusciti a fare fronte comune con tutte le associazioni LGBTI dell’isola: da tutti i comitati Arcigay siciliani, a Famiglie Arcobaleno, Certi Diritti, Articolo Tre Palermo, Stonewall Siracusa, Agedo e quel gran contenitore di realtà sociali che è il Coordinamento Palermo Pride.
Questo solido fronte ha fatto sì che avvenisse quello che nel Parlamento nazionale non riesce ad avvenire: una convergenza tra il PD ed il Movimento 5 Stelle.
Di fatto si è creata una competizione virtuosa che ha permesso che il ddl (dopo due anni passati a languire in prima commissione)  subisse una brusca accelerazione da settembre 2014 nei lavori in commissione e poi in aula. Insomma, questa vittoria ci insegna che se impariamo a far fronte comune i risultati si ottengono veramente.”

Sicilia: legge regionale contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere

Si è finalmente riattivato l’iter in prima commissione dei disegni di legge contro l’omofobia e per l’istituzione dei registri delle unioni civili in tutti i comuni della regione Sicilia, iter fermo da quasi due anni.

L’impasse è stata sbloccata da un disegno di legge a firma Cracolici (PD): il testo istituisce un registro regionale delle unioni civili e prevede delle norme per il contrasto dell’omofobia.
Il testo è stato poi modificato con la collaborazione di Arcigay Palermo e dei deputati del Movimento 5 Stelle, fino ad ottenere una sintesi dei tre finora depositati su questo argomento: il testo Cracolici, quello che ha come prima firmataria La Rocca Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere: la cui stesura fu curata da Daniela Tomasino, Marco Carnabuci e Francesco Lupo) e il testo Ferrandelli (PD: Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere e Istituzione del registro anagrafico per le unioni civili).

biaQuesto testo di sintesi, che rappresenta un concreto passo avanti nella tutela dei diritti civili delle persone LGBT siciliane ed in generale nell’affermazione della cultura dei diritti nel Paese, nella seduta odierna della prima commissione è stato approvato come testo base per l’esame in commissione.

I testi (i tre presentati ed il testo di sintesi) sono scaricabili dal sito dell’ARS.

Mutui agevolati: un commento di Arcigay Palermo

Con un’ampia maggioranza, sabato notte l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato una norma della finanziaria voluta dal presidente Rosario Crocetta, che prevede la possibilità di ottenere mutui agevolati per l’acquisto della casa alle giovani coppie, sposate o no, eterosessuali o no.
Una norma che non discrimina tra le famiglie bisognose, e che in questo momento di crisi può incidere favorevolmente sulla vita quotidiana di migliaia di persone, e che pone la Sicilia accanto a regioni tradizionalmente più attente al rispetto dei diritti, come Toscana, Emilia, Umbria e Marche, in cui già da anni è prevista la concessione di mutui a coppie non sposate o omosessuali.
In assenza di leggi e normative statali, ovvero di fronte a un Parlamento che non riesce ad approvare leggi per la tutela dei diritti umani e civili, ancora una volta un’amministrazione locale interviene a colmare lacune e a promuovere i diritti dei cittadini.
L’auspicio è che questa norma possa fungere da stimolo per le amministrazioni comunali che, a differenza del Comune di Palermo e di molti altri comuni siciliani, ancora non si sono dotate del registro delle unioni civili, strumento indispensabile per poter richiedere le agevolazioni. Continua a leggere

protesta “goliardica” contro il ddl: la risposta delle associazioni LGBT

Apprendiamo che oggi, mentre all’ARS sarà in discussione il disegno di legge per il riconoscimento delle unioni civili presentato da Pino Apprendi e Alessandrò Aricò, è prevista  una manifestazione contro il ddl davanti a palazzo dei Normanni.

Continua a leggere

Coppie di fatto all’ARS: l’attacco alle persone LGBT

Il disegno di legge presentato all’ARS da Pino Apprendi Francesco Musotto, Giulia Adamo, Alessandro Aricò e Alberto Campagna prevede l’istituzione in Sicilia di un registro delle coppie di fatto (formate da persone di sesso diverso o dello stesso sesso) presso l’Assessorato regionale alla Famiglia.

Il Coordinamento Stop Omofobia, di cui Arcigay Palermo fa parte, ha più volte espresso pubblicamente forti perplessità su un ddl che non sostiene e non aiuta in alcun modo le coppie di fatto o la vita quotidiana delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans), pur riconoscendo che poteva costituire un punto di partenza per una discussione più ampia.
Ad un riconoscimento puramente formale, infatti, non corrisponde alcun diritto, e nessun riconoscimento sostanziale.
All’ARS continuiamo a chiedere una legge contro l’omofobia, la transfobia e la discriminazione legata al genere, che promuova i diritti delle persone nelle materie in cui la Regione ha piena autonomia: sanità, istruzione e formazione, assistenza sociale.
Una legge sul modello di alcune leggi regionali già approvate (Puglia, Toscana, Piemonte, ad es.), in grado di incidere sull’esclusione sociale e sui diritti delle persone, più completa ed articolata del ddl presentato al Parlamento regionale siciliano.

Ma non possiamo restare indifferenti di fronte ad attacchi volgari come quello di alcuni esponenti del Pdl, sobillati dalla “Giovane Italia” (l’organizzazione giovanile del partito di Silvio Berlusconi, naturalmente non il glorioso movimento di Mazzini), diffusi un paio di giorni fa durante una conferenza stampa.
Nel corso di questa conferenza è stato annunciato “l’avvio di una campagna incentrata sulla sensibilizzazione ed il coinvolgimento dei cittadini siciliani attraverso una petizione popolare che verra’ diffusa nei gazebo organizzati su tutto il territorio. Contemporaneamente il gruppo parlamentare del Pdl all’Assemblea regionale siciliana avviera’ una forte opposizione con il preciso obbiettivo di creare un fronte trasversale, tra tutti i deputati cattolici dei partiti, per bloccare la legge.”
Tutto ciò allo scopo di dimostrare “che i siciliani sono contro qualsiasi tentativo di creare nuovi istituti familiari alternativi alla famiglia naturale” (senza considerare che la famiglia mononucleare è costruzione storica relativamente recente).

Si tenta cioè di fare notizia combattendo i diritti, ribadendo che in Sicilia esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, che non devono aspirare nemmeno ad un minimo riconoscimento istituzionale.
Questa non è politica: è grettezza. Il compito degli amministratori risiede esclusivamente nel migliorare il benessere dei cittadini che rappresentano, ogni altra iniziativa è un tradimento del mandato ricevuto.

Continuiamo a lavorare per leggi regionali e nazionali differenti da questo ddl, ma non possiamo restare in silenzio di fronte a quest’ennesimo attacco al buon senso, alle istituzioni, ai principi della costituzione europea ed italiana, ai diritti di centinaia di migliaia di gay, lesbiche, bisessuali e trans siciliani.

Coppie di fatto: Pdl Sicilia ottuso e sordo di fronte a Europa dei diritti

Coppie di fatto: Pdl Sicilia ottuso e sordo di fronte a Europa dei diritti – comunicato stampa

Comunicato stampa. Coppie di fatto: Pdl Sicilia ottuso e sordo di fronte a Europa dei diritti
“Pensiamo che la buona politica sia quella che aggiunge e garantisce diritti e favorisce la convivenza civile; al contrario è una pessima politica quella che costruisce la propria elaborazione sull’ingiustizia, il conflitto civile e la negazione dei diritti” , così dichiarano Luigi Carollo portavoce Coordinamento Palermo Pride, Enzo Cucco coordinatore Comitato ILGA Torino 2011,Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay.
Il lancio di una petizione popolare, da parte lo stato maggiore del PDL palermitano, contro qualunque forma di riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, soprattutto quelle dello stesso sesso, manifesta dunque non soltanto una brutta prassi politica, ma svilisce ed offende lo strumento democratico della petizione popolare utilizzandolo a fini esclusivamente elettorali e non a favore del bene comune.
Questa petizione trascina Palermo e la Sicilia non solo fuori dalla realtà italiana, per la quale la sentenza della corte costituzionale n. 138 del 2010 ha definitivamente chiarito che le famiglie lgbt sono tutelate costituzionalmente. Ma anche dalla realtà europea che, da Torino dove si sta svolgendo la XV conferenza annuale di Ilga- europe, continua a stupirsi dell’ottusità di una classe politica italiana sorda, cieca e muta di fronte alla realtà lgbt del nostro paese.
Noi rappresentanti delle associazioni lgbt italiane ed europee riteniamo che compito della politica debba essere quello di fornire risposte serie alle richieste della comunità lgbt sia sul piano dei diritti dell’individuo che del riconoscimento delle coppie attraverso concreti interventi legislativi. Temiamo che iniziative folkloristiche e sicuramente accattivanti, come la petizione, possano forse essere utili per giocare una compagna elettorale sula pelle delle persone omosessuali e transessuali,ma denuncino al contempo un triste e totale vuoto di elaborazione di questa destra .

Luigi Carollo portavoce Coordinamento Palermo Pride
Enzo Cucco coordinatore Comitato ILGA Torino 2011
Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay

violenza di genere e unioni civili all’ARS

Il 12 luglio, nella seduta n. 173, la Commissione PRIMA – Affari Istituzionali dell’Assemblea Regionale Siciliana ha discusso due progetti di legge che riguardano da vicino la vita quotidiana di molte donne, gay, lesbiche e trans: quello sulla violenza di genere e quello sulle unioni civili, recentemente emendato con diverse aggiunte che, a quanto sembra, prendono a modello la legge della Liguria contro l’omofobia.

Continua a leggere

Arcigay: Sicilia, bene accordo per ddl coppie di fatto

Comunicato stampa. Arcigay. Sicilia, bene accordo per ddl coppie di fatto.

Arcigay esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto oggi per la presentazione di un disegno di legge regionale che intende dotare la Sicilia di una norma favorevole al riconoscimento delle unioni civili, di un registro regionale delle coppie di fatto e a condanna di “qualsiasi discriminazione legata all’etnia, alla religione e all’orientamento sessuale”. “E’ un segnale di apertura politicamente rilevante quello che viene oggi dalla Sicilia”, spiega Daniela Tomasino, vicepresidente di Arcigay Palermo, “e risponde direttamente a una richiesta delle associazioni che compongono il Coordinamento Stop Omofobia sostenuta nella piattaforma politica del pride regionale 2010 di Palermo, al quale avevano aderito tutte le realtà LGBT siciliane. Il disegno di legge prosegue la strada tracciata dal protocollo anti-discriminazione firmato dalla Regione con l’Unar ed è in linea con le recenti approvazioni, da parte dei consigli comunali di Palermo e di Milazzo, rispettivamente di una mozione contro l’omofobia e del registro delle unioni civili.”.

Per Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay è sorprendente “la trasversalità dei firmatari della proposta che vanno dall’Udc, al PD, a Futuro e Libertà fino al Pdl. Ci sembra esemplare di un metodo politico di condivisione che ha finalmente compreso che i diritti devono essere sostenuti indipendentemente da steccati ideologici o biografie politiche: i diritti di gay, lesbiche trans sono politicamente unificanti”.

Secondo i due esponenti l’accordo è un buon punto di partenza. L’ipotesi di uno strumento inedito come il registro regionale delle coppie di fatto, non dovrà rimanere nell’alveo del simbolico ma dovrà garantire diritti-doveri concreti alle coppie di fatto. L’auspicio è che prosegua e si rafforzi il coinvolgimento delle associazioni LGBT siciliane nell’iter di definizione del disegno di legge.

Stefano Bolognini, ufficio stampa Arcigay