Informazioni su Arcigay Palermo

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10 dicembre: Forum Human Rights Defender

Domani, 10 dicembre, saremo al Forum Human Rights Defenders di Amnesty International, a palazzo Cefalà: un pomeriggio sugli hate speeches, i discorsi d’odio che promuovono le discriminazioni e sono alla base della violenza.
Nel corso della manifestazione verranno premiate come “human rights defender” Porpora Marcasciano, presidente del Movimento identità transessuale (MIT) e Daniela Tomasino, del direttivo di Arcigay Palermo.
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Il premio è dedicato alle persone che “costituiscono inestimabile patrimonio per il movimento per la tutela dei diritti umani“.

Il programma completo è disponibile nel sito di Amnesty Sicilia

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Diritti LGBT, solo un’invenzione

Questo è quel genere di notizia che potrebbe lasciare spiazzati in molti e nessuno ne parla:

“I diritti LGBT non esistono o meglio esistono solo in quanto invenzione mediatica”.

A pronunciarsi in questo modo è l’inconfutabile esperta di diritto Avril Poisson, durante l’ultimo summit internazionale sui diritti umani tenutosi oggi in Nowhereland.

I gruppi più reazionari si dichiarano fortemente perplessi su tale sentenza e sulle possibili conseguenze.

“Se tali diritti non esistono non avremmo più matrimoni gay da osteggiare”

afferma Stefano Ricettivo, presidente del WTF.

“In questo modo si annullano le differenze, col rischio di porre fine ad anni di battaglie”

è l’opinione di Tomas Ino, ambasciatore per l’Italia del PFUDOR.

Non manca il commento di chi non è razzista ma…

“… non crediamo che gli omosessuali siano in tal senso omologabili”.

I primi sentori di tale risoluzione erano arrivati dall’oltremanica dove da qualche tempo viene riconosciuto un unico tipo di matrimonio.
In molti gli stati nel mondo dove i gay e le lesbiche possono sposarsi fra di loro, volendo anche in chiesa, in piena equiparazione alle coppie di sesso opposto.

In Italia i primi ad annunciare le proprie nozze sono Fulvio e Daniela, omosessuali attivisti di Arcigay Palermo.

Studentessa scopre PACS borbonici

Milano: Secondo alcune norme del Regio Decreto n°142012 risalente al 1861 non entrato più in vigore a causa della disfatta del Regno (ndr: in parte iniziata tramite le spedizioni garibaldine e dei suoi Mille uomini), sarebbe potuto diventare possibile, solo per parte della più alta nobiltà ed in condizioni particolari, avere una forma primitiva di patti di convivenza. La peculiarità di queste norme sarebbe dovuto essere che NON contemplavano distinzioni di genere fra i componenti della coppia e quindi di orientamento sessuale. Continua a leggere