Coming out: la storia di Marco

Marco, 18 anni, Palermo. Il mio coming out ormai risale a tre anni fa. Era il 18 marzo 2014, ricordo quel giorno come se fosse ieri. Tante tante emozioni in un sol momento. Gli amici più stretti lo sapevano già da un po’, conoscenti e famiglia no. Devo ammettere di essere sempre stato uno a cui fregava ben poco sia degli altri che del loro parere e dei loro commenti. A settembre 2013 iniziai il liceo e da lì è sempre stato un crescendo di “libertà” e menefreghismo (nei confronti di ciò che mi circondava). Però ad un certo punto ho sentito il bisogno di rendere partecipi della mia vita (al 100%) amici, conoscenti, mamma, papà e il mio fratellino che all’epoca aveva 11 anni. Così, supportato in tutto e per tutto dalle mie migliori amiche, decisi di comunicare al mondo la mia vera natura.verde-fabrizio

Per fortuna non è cambiato nulla nella mia vita: gli amici più stretti sono rimasti sempre quelli, i commenti dietro le spalle continuavano ad esserci, ma mi andava bene così, anche perché io ero diventato ancora più forte e sicuro di quanto non lo fossi già. Momento fatidico: perché tutto il mondo si e la mia famiglia no? Cena, frittata, mi viene negato di andare a dormire da una mia amica “perché tu sei maschio, lei è una ragazza”. Non ci vedo più. Con tanta rabbia, determinazione, ma anche tanta tanta paura dentro di me, sputo la verità. Attimi di panico. Il mio cervello pensava troppe cose: da “ma che cavolo hai fatto?!” a “ok coraggio, il peggio è passato”. Silenzio. Al quale sono seguite lacrime da parte di tutti.

Lacrime che hanno invaso casa nostra per una settimana esatta, durante la quale mi venne spiegato più e più volte che le lacrime erano dovute alla paura che gli altri potessero farmi male o trattarmi non proprio in modo carino. Sono stati comprensivi, hanno capito. Mi hanno fatto tante domande e alle tante domande ho risposto con tanto piacere. E dopo una settimana da quella sera, la serenità è tornata più di prima.

E la conferma l’ho avuta qualche mese dopo, a giugno, quando io ho partecipato al Palermo Pride con i miei amici e i miei genitori con i loro.
Ripenso spesso a quella sera e mi verrebbe da darmi una pacca sulla spalla da solo. Sono cambiate tante cose nell’arco di questi tre anni, sono cambiato io. Ma non mi sono mai pentito di aver detto a tutti la verità, e mai me ne pentirò. A volte mi dispiace solo di aver fatto questo passo così presto perché probabilmente se fossi stato più grande avrei usato altre parole, l’avrei detto magari in qualche occasione. Ma rancore zero, non ne ho.

[inviaci la tua storia a palermo@arcigay.it, la pubblicheremo!]