Le dodici domande ai candidati sindaco

Arcigay Palermo e UAAR Palermo hanno stilato un documento composto da dodici questioni – o dodici punti – da sottoporre ai candidati a sindaco di Palermo perché venga aperto un confronto sui diritti dei cittadini LGBT e sulla laicità.

Si tratta di dodici questioni chiave sulla non discriminazione nell’attività della macchina comunale, su sensibilizzazione e formazione del personale e della pubblica opinione, su strutture di supporto al lavoro ed ai servizi delle associazioni e a necessità che non trovano risposte nelle strutture esistenti (come una comunità alloggio che accetti le persone trans maltrattate), la sensibilizzazione su Hiv e altre malattie a trasmissione sessuale, il Pride, sulla laicità, etc.

Oltre alla redazione dei dodici punti sottoposti ai candidati in collaborazione con l’UAAR (Unione Atei, Agnostici e Razionalisti) e al coordinamento del Palermo Pride, l’associazione intende raccogliere e monitorare le dichiarazioni e i programmi dei candidati sindaci, consiglieri comunali e di circoscrizione.

Alcuni di questi impegni erano già stati approvati ben 7 anni fa a larga maggioranza dal consiglio comunale, ma sono rimasti lettera morta: è proprio da questi impegni già assunti che vogliamo che la prossima amministrazione comunale riparta.

Negli ultimi 5 anni si sono fatti diversi passi avanti (adesione a “Ready – Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere”, registro comunale delle unioni civili con equiparazione degli uniti civilmente alle coppie sposate, programmazione culturale, supporto al pride), ma è arrivato il momento, a nostro avviso, di procedere oltre, concretizzando servizi necessari.

LE DODICI QUESTIONI:

1. Predisporre e organizzare campagne di sensibilizzazione e formazione rivolte al personale comunale ed all’opinione pubblica contro omofobia, transfobia e
discriminazione (NB: impegno già contenuto nella mozione antiomofobia approvata nel 2010)

  1. Contribuire alla realizzazione di una sede polifunzionale per le associazioni LGBT.

  2. Contribuire alla realizzazione ed al funzionamento di una casa-famiglia o di un’altra soluzione per minorenni LGBT maltrattati, abbandonati o cacciati da casa.

  3. Sostenere e promuovere i servizi di ascolto e consulenza (counseling psicologico, medico, legale, per migranti LGBT, etc.) realizzati gratuitamente dalle associazioni.

  4. Aumentare l’impegno rispetto l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e
    delle altre malattie a trasmissione sessuale, mediante campagne di comunicazione mirate ai diversi target, distribuzione di profilattici anche in ambito scolastico, interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV.

  5. Patrocinare e agevolare la realizzazione dei Pride cittadini e di tutte le manifestazioni a esso connesse.

  6. In un’elezione caratterizzata dall’assenza o dalla diminuita presenza di partiti politici “tradizionali” o dalle alleanze larghe, comprendenti persino candidati o partiti dichiaratamente omofobi o con posizioni palesemente omofobe (contro le unioni civili, la stepchild adoption, i pride, le leggi antidiscriminazione, etc.), in che modo, se eletto, pensa di poter rappresentare anche i cittadini LGBT e difenderne i diritti?

  7. Monitoraggio e recupero dei tributi locali, anche arretrati, evasi dalle scuole private paritarie e da altri enti religiosi.

  8. Realizzazione in tempi certi e rapidi del secondo crematorio e di spazi e modi adeguati e decorosi per il commiato laico.

  9. Osservatorio sul rispetto delle indicazioni ONU riguardo all’Insegnamento della Religione Cattolica e i diritti del fanciullo.

  10. Fermezza nel far rispettare le regole senza “eccezioni religiose”: processioni non autorizzate con blocco abusivo del traffico veicolare, interruzione dei servizi di trasporto pubblico, manifesti anche di grandi dimensioni, lancio di “coriandoli”
    recanti invocazioni religiose a soffocare aiuole e intasare tombini. Non ci risulta (ma ameremmo essere smentiti) che tali violazioni siano state mai perseguite.

  11. Potenziamento degli spazi comunali per cerimonie laiche: oltre alla già citata Sala del Commiato pubblica, la cui mancata realizzazione è un vulnus non più tollerabile, è doveroso che l’Amministrazione Comunale offra alle sue cittadine e ai suoi cittadini spazi non meramente decorosi ma belli e ben tenuti, a disposizione per cerimonie aconfessionali: non solo le unioni, che ci si augura la prossima amministrazione valorizzi almeno quanto quella uscente, e non soltanto i funerali non religiosi, che sarebbe auspicabile potessero svolgersi anche in luoghi non necessariamente interni o adiacenti alle aree cimiteriali tra i tanti immobili, adatti e prestigiosi, nelle disponibilità del Comune, ma anche riti meno codificati ma non per questo meno importanti, come l’accoglienza dei nuovi nati da parte della comunità (cosiddetto “battesimo laico”) o la celebrazione dell’ingresso nell’età adulta.

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