Amministrative 2017: Ismaele e il fantasma del gender

Continua, a pochi giorni dalle elezioni, la nostra disamina dei programmi elettorali dei candidati sindaco. Ovvero di quei documenti che dovrebbero aiutare gli elettori a comprendere qual è il progetto che ogni candidato porta avanti per la città, ma che quasi sempre restano ai margini, se non completamente al di fuori, della campagna elettorale.

Nel programma di Ismaele La Vardera, disponibile on line, in mezzo a vari errori di ortografia, oltre a proposte illegali (l’assunzione dei parcheggiatori abusivi) o incostituzionali e divertenti come la tessera a punti del cittadino, che, come un Grande Fratello, registra ogni accesso al centro città(!) e che vincola  la possibilità di accedere a beni e servizi comunali all’acquisizione di misteriosi punti, fa la sua comparsa il famoso, e ormai vintage, fantasma del gender.

La nostra associazione si è occupata già di questo fenomeno: un paio di anni fa si è diffusa la bufala della “propaganda gender” nelle scuole italiane, che avrebbe indotto i bambini delle elementari a cambiare sesso ogni giorno, e che avrebbe insegnato agli stessi bambini le migliori tecniche per masturbarsi. Si è trattato di una propaganda da parte di alcuni fondamentalisti (alcuni dei quali, ancora adesso, guadagnano proprio vendendo libri o partecipando a incontri sull’argomento fasullo), che ha creato una vera e propria psicosi di massa. (per approfondire: ma quale gender, linee guida della SIPSIS)
Ma il giovane Ismaele sembra crederci sul serio, inserendo nel programma: “evitando di sprecare energie e risorse in promozioni ideologiche come l’assurda propaganda gender che ha cominciato a diffondersi in alcuni contesti scolastici, difendendo il primato della libertà educativa dei genitori.” Quali siano queste risorse o energie, o cosa sia la “assurda propaganda gender” non è dato saperlo.
Quest’affermazione, insieme all’alleanza con due partiti campioni della lotta contro i diritti umani ed LGBT in Italia come Lega e Fratelli d’Italia, bastano a definire la posizione del candidato in maniera esaustiva.

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