Sicilia: un risultato storico che cambia la vita delle persone LGBT

Il movimento LGBTI siciliano ha ottenuto oggi un risultato storico: è stata approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana, il parlamento più antico d’Europa, la legge “Norme contro la discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Istituzione del registro regionale delle unioni civili.”
Su 70 votanti, e con la maggioranza dunque a 36, ci sono stati 50 voti favorevoli, 15 astensioni e soli 5 voti contrari!
Tale legge contiene tutta una serie di norme contro l’omofobia e la transfobia che si applicano sulle materie di competenza della Regione: scuola, formazione, uffici regionali, sanità, comunicazione, politiche del lavoro, accesso ai servizi etc. La legge inoltre recepisce, all’articolo 1 il protocollo firmato dalla Regione Sicilia con l’UNAR (che fino ad oggi era rimasto lettera morta) e istituisce il registro regionale delle unioni civili. Il registro è uno strumento grazie al quale le coppie eterosessuali e omosessuali non sposate potranno accedere, senza più discriminazione, a tutti i servizi regionali.
L’esito ottenuto è frutto di un lavoro che va avanti dall’inizio della presente legislatura regionale, e affonda le sue radici nella legislazione regionale presente col ddl Apprendi sulle unioni civili (affossato dall’aula).
La legge è la sintesi di tre ddl:
– quello con La Rocca (M5S) come prima firmataria, scritto insieme ad Arcigay Palermo (nelle persone di Marco Carnabuci e Daniela Tomasino);
– quello con Ferrandelli (PD) primo firmatario, scritto con le associazioni del Coordinamento Palermo Pride in occasione del Pride Nazionale;
– quello con Cracolici (PD) primo firmatario, che riprende il vecchio ddl Apprendi.

Mirko Pace, presidente di Arcigay Palermo, dichiara: “Siamo riusciti a fare fronte comune con tutte le associazioni LGBTI dell’isola: da tutti i comitati Arcigay siciliani, a Famiglie Arcobaleno, Certi Diritti, Articolo Tre Palermo, Stonewall Siracusa, Agedo e quel gran contenitore di realtà sociali che è il Coordinamento Palermo Pride.
Questo solido fronte ha fatto sì che avvenisse quello che nel Parlamento nazionale non riesce ad avvenire: una convergenza tra il PD ed il Movimento 5 Stelle.
Di fatto si è creata una competizione virtuosa che ha permesso che il ddl (dopo due anni passati a languire in prima commissione)  subisse una brusca accelerazione da settembre 2014 nei lavori in commissione e poi in aula. Insomma, questa vittoria ci insegna che se impariamo a far fronte comune i risultati si ottengono veramente.”

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