DDL regionale antidiscriminazione: precisazioni

Il ddl contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere e sulle unioni civili, frutto di un lavoro portato avanti dalle associazioni LGBTI siciliane, dopo più di due anni dall’essere stato depositato all’ARS, e dopo la sua approvazione in prima commissione a settembre, approda finalmente all’ARS.
Questo bel testo, che prevede l’istituzione di un registro regionale delle unioni civili (il primo in Italia), interventi in materia di istruzione, formazione professionale, politiche del lavoro, integrazione sociale, formazione del personale, prestazioni sanitarie (con la possibilità di designare una persona, indipendentemente dal legame di parantela, che abbia accesso alle strutture di ricovero e cura e a cui gli operatori sanitari possano riferirsi per ogni comunicazione riguardante il designante), accesso ai servizi pubblici e privati, comunicazione istituzionale e promozione culturale, è il frutto di un lavoro che ha coinvolto attivamente tutte le associazioni LGBTI, che sono riuscite a promuovere una mediazione virtuosa tra i tre disegni di legge presentati all’ARS (5stelle, Ferrandelli e Cracolici).

Durante questo lungo lavoro di mediazione, che ha portato come frutto uno splendido DDL, il sedicente comitato “Esistono i diritti” non è MAI stato presente.

Oggi La Repubblica di Palermo pubblica un articolo in cui si dà il merito della calendarizzazione all’ARS ad uno sciopero della fame, ignorando il lavoro intenso che le associazioni hanno portato avanti in questi giorni per ottenere la calendarizzazione;
ma dei meriti, francamente, non mi importa molto: ciò a cui tengo è che il DDL venga approvato dall’ARS.

Il problema è che in quest’articolo si parla di “perplessità delle associazioni” in quanto il ddl avrebbe “subito nel suo iter in commissione alcune variazioni che lo rendono poco chiaro”: bene, tutti i passaggi in commissione Affari Istituzionali sono stati visionati, concordati e avallati dal gruppo di associazioni che ha lavorato al disegno di legge, che è assolutamente positivo, moderno, rivoluzionario, rappresenta quasi il massimo di quanto una regione possa legiferare in materia di diritti civili e posizionerebbe la Sicilia all’avanguardia nello scenario nazionale.

Per concludere: le associazioni siciliane che hanno lavorato al ddl sono pienamente favorevoli all’approvazione senza emendamenti del ddl licenziato dalla prima commissione e appena approdato all’Assemblea Regionale Siciliana. Qualsiasi altro gruppo non ha il diritto di parlare a nome delle “associazioni” minando un delicato lavoro portato avanti da anni.
Confidiamo che la stampa usi maggiore accortezza rivolgendosi, per informazioni e opinioni sull’argomento, a chi lavora ogni giorno nei territori per migliorare le condizioni di vita delle persone LGBTI, offrendo servizi gratuiti e frutto di lavoro volontario alla comunità LGBTI e facendo un lavoro di advocacy ogni giorno con le forze politiche al fine di ottenere le migliori leggi per i diritti di TUTTA la cittadinanza.

Mirko Pace, presidente Arcigay Palermo

Annunci