Giovedì 30 ottobre: presentazione de “Il Confine sminato”

Arcigay Palermo ed Amnesty International Sicilia – Centro di Documentazione Peter Benenson, sono lieti di invitarvi domani, giovedì 30 alle 17.30 alla presentazione de “Il Confine sminato”, un libro in cui la giornalista Tamail confine sminato_locandinara Ferrari raccoglie cronache da Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Sud Sudan, Bosnia ed Erzegovina e Italia.
La presentazione si svolgerà presso la sede di Libera Palermo contro le mafie – Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità (Piazza Castelnuovo, 13).

Sarà presente l’autrice, Tamara Ferrari, giornalista di Vanity Fair Italia
Intervengono:

  • Giuseppe Provenza, Esperto di diritti Umani in Europa di Amnesty International – Italia
  • Daniela Tomasino, del direttivo di Arcigay Palermo

«Scende giù dalla collina stringendo a sé la sua bambina morta. La testa poggiata sul petto come se stesse dormendo, un braccio abbandonato lungo un fianco, i folti capelli raccolti a coda, all’estremità della gamba destra il piedino mancante».

Tamara Ferrari è una giornalista curiosa e intraprendente. È una donna di frontiera che, prima di raccontarla, ha imparato a viverla, la guerra, percorrendo le distese desolate dei campi profughi in Africa, leggendo l’orrore nell’espressione impaurita degli orfani e sentendo i gemiti dei piccoli scampati alle esplosioni in Medio Oriente. In questo libro, tratteggia storie che sono la diretta conseguenza della barbarie e dell’odio, affidandosi anche agli occhi di un militare italiano, specialista nel mettere in sicurezza i campi minati, convinto per esperienza personale che un genitore non dovrebbe mai seppellire un figlio. Così la pensano anche i parenti di Homa e Makema, due bimbette consumate da stenti e malaria in un accampamento di rifugiati. Lo afferma con forza Zuhur, padre di una studentessa saltata in aria su un pullman finito nel mirino dei terroristi. Lo sostiene Ahmet che piange i cinque maschi di famiglia, trucidati dopo essersi arruolati in fazioni contrapposte. A tutti fa eco Dimitri che compie un viaggio all’inferno, schivando proiettili e pregiudizi, pur di riportare il suo ragazzo a casa. Ed è ciò che sembrano suggerirci queste pagine: sulla linea spessa del dolore, là dove è passato il vento della follia umana, svanisce il confine che distingue razze, culture, religioni.