Il comune di Palermo da’ il via alle trascrizioni dei matrimoni

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha reso pubblico ieri di aver disposto la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso, sfidando il diktat del ministro Alfano: “Una circolare ministeriale non può annullare la tutela dei diritti umani, universalmente riconosciuti, né disattendere il principio di non-discriminazione che deve essere alla base di tutte le scelte della pubblica amministrazione

In diversi Paesi in tutto il mondo, infatti, una coppia dello stesso sesso può regolarmente sposarsi; i problemi possono sorgere nel caso in cui, come tutti i cittadini sposati all’estero, si richieda poi la trascrizione nel matrimonio nel comune di residenza, per la colpevole assenza di una legge italiana che riconosca a tutti il diritto di sposarsi.
La decisione del sindaco di Palermo si affianca alle reazioni dei sindaci di Bologna, Roma, Bari, Napoli, Grosseto, Udine, Milano, che hanno dichiarato che la circolare emanata dl ministro Alfano, che tenta di impedire le trascrizioni, è illegittima oltre che incostituzionale: Alfano non ha i poteri di impedire quello che è, a tutti gli effetti, un atto dovuto da parte degli uffici comunali. Con l’hashtag #iononobbedisco i sindaci hanno dato vita a una campagna di resistenza a una disposizione ministeriale da Merola definita “tragicomica” e “stupida”.

La circolare del Ministro appare un’incomprensibile attacco ad un procedimento che di fatto si limita a registrare l’esistenza di un matrimonio contratto all’estero senza conseguenza alcuna sul piano concreto nel nostro Ordinamento. – dichiara Paolo Patanè, coordinatore del Palermo Pride – Proprio per questo non può sottrarsi dall’apparire per nulla ministeriale e decisamente ideologica. Sono personalmente certo che l’Italia sia culturalmente e maggioritariamente altrove: in una coscienza europea che il matrimonio omosessuale lo vive e l’approva semplicemente perché non distingue tra omosessuali ed eterosessuali ma riconosce i diritti dei cittadini e punto. Queste scelte non restituiscono autorevolezza al Ministro e tanto meno consenso al politico. Orlando conferma invece che Palermo è nel mondo progredito e che l’Italia dei Comuni riesce ancora a contribuire alla bellezze civile e all’identità’ europea del Paese

Mirko Pace, presidente di Arcigay Palermo ribadisce: “Con questo provvedimento Palermo si conferma all’avanguardia sul tema dei diritti civili: Orlando si colloca, assieme a Merola e ad altri sindaci italiani, in trincea contro la pietosa circolare di Alfano e lo fa non solo con una dichiarazione, ma con un atto politico forte quale la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero.
Confidiamo che quest’esempio sia seguito da tanti altri sindaci, soprattutto in Sicilia, visto che Orlando è il presidente dell’ANCI della nostra regione. Ancora una volta gli enti locali si dimostrano più attivi del parlamento e del governo sul fronte dei diritti civili
.”