Riconosciuta l’adozione a favore della mamma non biologica in una coppia dello stesso sesso

Antonio Rotelli, Rete Lenford:

Per la prima volta un Tribunale italiano riconosce l’adozione di una minore da parte della convivente dello stesso sesso della madre biologica. L’adozione è disposta in base all’articolo 44 della legge italiana sull’adozione, il quale consente l’adozione in casi particolari ovvero quando non è possibile quella che è chiamata adozione legittimante riconsociuta solo in presenza di un rapporto di coniugio tra gli adottanti e dello stato di abbandono del minore. Nel caso dell’articolo 44, invece, la legge intende salvaguardare gli interessi dei minori in tutti quei casi, specificamente previsti, in cui la situazione di fatto richiede che l’adozione venga pronunciata.

Nel caso concreto, le due donne hanno portato avanti insieme il progetto di genitorialità, realizzato in Spagna facendo ricorso alla fecondazione medicalmente assistita. Pur essendo sposate in Spagna, per la legge italiana esse sono una mera coppia convivente che – per rafforzare le reciproche garanzie e i diritti della minore – hanno stipulato accordi economico-assistenziali e si sono iscritte nel registro delle coppie di fatto di un municipio della loro città.

La bambina riconosce entrambe come proprie mamme, è accudita anche dai nonni ed è inserita con profitto nella scuola materna.

Secondo i giudici del Tribunale per i minorenni di Roma vi sono tutti i presupposti per accogliere la domanda della co-mamma (step-chil adoption), che è sostenuta anche dalla madre biologica.

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