Mr Gay World 2014: “bellezza è autenticità”

Entra nel vivo, per concludersi domani,  Mr Gay World 2014. Per la prima volta la kermesse si svolge a Roma, e si sono registrate alcune difficoltà burocratiche che hanno penalizzato il concorso: l’Italia non ha concesso il visto ai 4 finalisti di Camerun, Namibia, Siria e Pakistan. Gli organizzatori segnalano che hanno registrato atteggiamenti negativi legati al motivo del visto. Ed è significativo che si tratti dei finalisti provenienti da 4 nazioni in cui vigono legislazioni omofobe.

Selezionato a rappresentare l’Italia è il messinese Nicola La Triglia, che costituisce la grande novità di questa edizione. Nicola, ventotto anni, laureato in legge e con un dottorato conseguito a La Sapienza non obbedisce ai tradizionali canoni estetici di chi affronta queste passerelle: non è muscoloso, non è glabro, né capellone. nicola la triglia_2

La sua candidatura è nata da una riflessione interna al gruppo OUT,  gruppo giovani del Mario Mieli di Roma, riassunta nello slogan “bellezza è autenticità” per aiutare i tanti giovani (non solo gay) che anche esteticamente non si accettano e che per questo soffrono.

Dall’edizione 2014 di Mr Gay world, da un concorso di bellezza piuttosto tradizionalista e talvolta persino accusato di promuovere un modello eteronormativo, di essere basato sull’esasperata importanza dell’estetica e di favorire la mercificazione dei corpi, arriva invece un messaggio potentemente innovativo e rivoluzionario, rivolto non solo ai gay, ma a tutti senza nessuna esclusione.

La sfida di Nicola e del suo gruppo è stata diffusa su numerosi quotidiani nazionali (persino il foglio, sia pure con il solito “spirito critico” se ne è occupato), ed ha riscosso l’interesse delle associazioni lgbt. Il messaggio di Nicola è stato tradotto in quasi 30 lingue ed ha ricevuto numerosi consensi. 

Comunque vada il concorso, Nicola La Triglia, con la sua autenticità, ha già vinto. nicola la triglia_1

Mi domando: perchè creare un concorso come mister gay world, distinto da un concorso di Mister world? Del resto, non esiste un concorso di mister etero world! Dunque, qual è la differenza? Io penso che, se una differenza c’è, essa stia proprio nel messaggio politico e sociale che un concorso come questo dovrebbe trasmettere. Liberazione dai modelli eteronomici. Ma liberazione non è distruzione totale, piuttosto essa è impegno e responsabilità di dover costruire nuove idee con le proprie capacità. Liberazione è il difficile compito di dover reinterpretare la nostra vita con le nostre proprie idee. La liberazione, di cui il Movimento è foriero, deve riguardare anche le categorie estetiche predefinite e il concetto di bello. I corpi autentici sono liberi e dunque anche belli. In questo senso, la bellezza è autenticità. Il Mister gay, in quanto membro della comunità lgbtqi, dovrebbe essere portatore di questo messaggio di liberazione : io sono mister proprio perché io sono me stesso, sono bello perché sono me stesso. La bellezza è autenticità. Desidero partecipare a questo concorso per dare questo messaggio a tutti i miei amici della comunità lgbtqi e non solo.

Desidero partecipare con il mio corpo che presenta elementi che altri chiamerebbero imperfezioni estetiche e che, invece, per me sono veri segni di autentica bellezza. Con la mia pancia, un pò di grasso, i miei peli, le mie evidenti cicatrici sul corpo io sono me stesso e dunque sono bello e sono anche Mister. La nostra società ha bisogno di un messaggio di speranza e come dice qualcuno “la bellezza salverà il mondo”, non la bellezza stereotipata ma la ‘bellezza autentica’. Mister gay world deve dare questo messaggio di speranza a tutti i giovani che hanno disturbi alimentari, che non si accettano perché pensano che la vita vera sia come la presentano la tv e i media.

Spesso, noi siamo come gli schiavi nella caverna della Repubblica di Platone; noi guardiamo le immagini riflesse sulle pareti e pensiamo che esse siano belle perché sembrano vere. Invece, abbiamo bisogno di essere liberati dalle catene che ci tengono prigionieri (gli stereotipi) e abbiamo bisogno di scoprire che il mondo vero è fuori, alla luce del sole dove ciascuno di noi può vedere con i propri occhi il proprio corpo così come realmente esso è. In questo modo è possibile comprendere quanto esso sia bello proprio perchè è autentico. Tuttavia, per compiere questo gesto bisogna uscire dalla caverna, fare coming out! “Conoscere se stessi, accettare se stessi e amare se stessi in quanto autenticamente belli, così da poter amare”. Questo è il messaggio che l’Italia porterà a mister gay world 2014