26 giugno: Sdisonorate. Mafia e omosessualità

26 giugno ore 18.00 Caffè Letterario, Teatro Massimo, Piazza Verdi, Palermo

Palermo, la città della cultura dei diritti, della legalità, dell’accoglienza e dunque anche dell’orgoglio LGBT, è però anche una città in cui la piaga mafiosa non cessa di esercitare il suo controllo e di condizionare negativamente processi di emancipazione e di sviluppo.
Omosessualità e mafia sono, come si sa, concetti che si pongono agli antipodi l’uno rispetto all’altro.pp14_1
Cosa Nostra, ma anche la ‘Ndrangheta e la Camorra, organizzazioni basate su un vero e proprio culto eterosessista, hanno nei confronti dell’omosessualità un atteggiamento fortemente repressivo.
Non sono ammessi gay in Cosa Nostra. Eppure, la storia e le vicende giudiziarie testimoniano, anche all’interno delle cosche di mafia, numerose vicende di relazioni, sessuali e – seppur raramente – affettive, venute fuori da intercettazioni, rivelazioni di pentiti e di boss e confermate dai magistrati che da anni studiano a fondo le organizzazioni malavitose nel nostro Paese.


Vicende marginali, relazioni «pericolose» e vissute in clandestinità che confermano l’alto tasso di omofobia delle mafie.
Da qui, si comprende che la lotta all’omofobia e per i diritti lgbti, in Sicilia e nelle terre ancora inquinate dalla presenza mafiosa, riveste anche un importante ruolo nella lotta per la legalità e contro la «cultura» mafiosa dell’omertà, del silenzio e della violenza.

Con Tamara Ferrari (Vanity Fair), Umberto Di Maggio (Libera Palermo), Cristina Greco, Nadia Furnari (Associazione Antimafie Rita Atria)
A cura di Arcigay Palermo.

L’ingresso alla sala è dal giardino, con accesso dal cancello n.12, situato nel prospetto frontale del teatro.