Una lettera per il sindaco di Trento

Abbiamo aderito e diffuso l’appello di famiglie arcobaleno per contrastare la proposta aberrante e illegale al comune di Trento di strappare i figli ai genitori omosessuali.

Ecco cosa abbiamo scritto:

Caro sindaco,

la mozione dei consiglieri Cia, Coradello, Giuliani etc. è indegna di una qualsiasi paese civile, e non dovrebbe nemmeno essere posta in discussione.
E’ necessario che tutte le persone per bene si oppongano a questa marea dilagante di omofobia, disprezzo per la vita, disinformazione.
I bambini devono essere sempre salvaguardati, e non devono divenire mai, in nessun caso, vittime di una guerra ideologica, profondamente sbagliata, clamorosamente ingiusta.
Lei, primo cittadino di Trento, rappresenta l’intera città. Compreso le persone omosessuali. Compreso i bambini che questi indegni consiglieri vorrebbero strappare ai loro genitori con la violenza.
Quale sarebbe il piano? Mandare i vigili casa per casa, controllando chi ci vive e portando via i bambini? E dopo i figli degli omosessuali a chi tocca? Ai figli degli analfabeti? Degli obesi? Dei vegani? Degli ebrei?
Mi unisco all’appello non perché spero che questa mozione non venga approvata: sarebbe del tutto illegale. Ma spero che non venga nemmeno discussa. Che venga rimandata al mittente, consiglieri comunali che non lavorano per la città, ma che agiscono per conto di organizzazioni omofobe e fanatiche.
Io vivo a Palermo, una città complessa e spesso difficile. Una città che ha saputo ospitare orgogliosamente il pride village più grande d’Europa (affollato per 10 giorni da oltre 120.000 persone, di qualsiasi tipo di età, orientamento sessuale, identità), uno dei cortei del pride più grandi mai fatti in tutto il mondo (150.000 persone – 125.000 secondo la Questura) e che ha saputo dortarsi di un registro per le unioni civili all’avanguardia. 
Spero che i cittadini di Trento possano sentirsi ugualmente fieri della propria città e della propria amministrazione.
 
Le auguro buon lavoro, e la ringrazio per l’attenzione
 
Daniela Tomasino, Palermo