Mozione per il Congresso Provinciale del 9 marzo 2014

Come da regolamento congressuale, pubblichiamo l’unica mozione pervenuta all’indirizzo palermo@arcigay.it entro la mezzanotte del 26 febbraio 2014.
Ricordiamo che il congresso è convocato per il 9 marzo 2014 alle ore 15,00 in prima convocazione ed alle 16.00 in seconda presso la sede del Coordinamento Provinciale Libera Palermo, piazza Castelnuovo 13 (C/O “I Sapori ed i Saperi della Legalità).

 

CONGRESSO PROVINCIALE, 9 MARZO 2014

MOZIONE CONGRESSUALE

La storia più che trentennale di Arcigay nasce proprio nella nostra città, Palermo, quando a cavallo tra il 1980 e il 1981, Massimo Milani, Gino Campanella, Franco Lo Vecchio, Enzo Scimonelli, Salvatore Trentacosti, Luigi Mutolo, Salvatore Scardina, Marco Bisceglia e alcuni altri fondarono l’ARCI-GAY (associazione per la liberazione sessuale) per “l’affermazione della libertà, dell’uguaglianza, dei diritti civili, della presa di coscienza nei rapporti umani”. Quest’atto coraggioso fu la premessa per la nascita di numerosi circoli in Italia, che nel 1985 si dotarono di una piattaforma nazionale fondando l’Arcigay che tutti conosciamo, con sede a Bologna.

Il circolo palermitano ha vissuto negli anni degli alti e bassi e, specialmente nel XXI secolo, ha per lungo tempo sospeso le sue attività.

Dobbiamo all’azione e al pizzico di follia messo da Daniela Tomasino e Annette Bansa la ricostruzione nel 2009 di un circolo Arcigay a Palermo. È impressionante tutto quello che è successo nella nostra città in questi cinque anni: incominciando dal corteo stop-omofobia del 2009 e passando dal Sicilia Pride del 2010 (il primo Pride nella forma del corteo cittadino, che ha avuto luogo nella nostra città), continuando per i Pride degli anni successivi culminati nello strepitoso Pride Nazionale del 2013, che ha portato in piazza 150.000 persone il 22 giugno, e che ha animato per dieci giorni i Cantieri Culturali della Zisa grazie al Pride Village, restituendo questi spazi alla città; bene, se diamo uno sguardo a tutto questo, non possiamo che dire grazie a Daniela Tomasino, Annette Bansa e a tutti i volontari che hanno ricostruito Arcigay Palermo. Ovviamente tutto ciò non sarebbe stato possibile se nella nostra città il movimento fosse morto totalmente con l’assenza di Arcigay: così non è stato, ed è grazie al lavoro di associazioni come Articolo Tre, Lady Oscar, Agedo, Famiglie Arcobaleno, all’enorme lavoro quotidiano svolto da Massimo Milani e Gino Campanella con la loro presenza visibile nel centro storico della nostra città, alla presenza di luoghi di aggregazione e di cultura LGBTI come l’Exit di Gaetano Marchese e la fumetteria AltroQuando di Salvatore Rizzuto Adelfio e Filippo Messina, che il movimento palermitano ha avuto continuità ed è stato possibile arrivare ad avere un Pride che nella sua prima edizione palermitana ha portato in piazza ben 15.000 persone.

In questi ultimi anni Arcigay Palermo ha svolto un enorme lavoro più nelle modalità di un collettivo che nella forma di un’associazione strutturata: scopo della presente mozione è di alzare l’asticella del livello rivendicativo e dei servizi offerti. È infatti assurdo che in una città come Palermo la nostra associazione abbia avuto vita unicamente grazie alla forza di volontà e alla generosità di poche persone, per cui pare indispensabile dare all’associazione una struttura forte e una sede, affinché le politiche promosse e i servizi offerti da Arcigay Palermo possano crescere e continuare a sussistere indipendentemente dal gruppo dirigente dell’associazione.

A questo proposito l’ottenimento di una sede diventa un obiettivo prioritario, per garantire continuità nell’erogazione dei servizi, per avere uno spazio autonomo per i momenti assembleari e per le iniziative culturali, per offrire uno stallo temporaneo alle tante ragazze e ai tanti ragazzi omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali che sono cacciati dalle loro famiglie per il proprio orientamento sessuale e per la propria identità di genere. Una sede che nella possibile condivisione con le altre associazioni LGBTI palermitane possa fare da stimolo per una maggiore integrazione delle azioni e delle politiche delle diverse associazioni, attraverso un confronto quasi quotidiano, e che possa dare il la alla nascita di un centro di documentazione di cultura LGBTI e queer che sia un centro di promozione culturale per tutta la cittadinanza. La dirigenza che si formerà con questo congresso s’impegna ad attivare ogni possibile canale di dialogo istituzionale con l’amministrazione comunale, affinché le associazioni LGBTI palermitane possano ottenere uno dei tanti immobili sfitti di proprietà del Comune di Palermo. Sarà necessario, a questo proposito, attivare strategie efficaci di fund raising, al fine di finanziare le attività dell’associazione e i costi di un’eventuale sede. In questi cinque anni la sede della nostra associazione è stata (ed è tuttora) il Blow Up, a cui va un grande ringraziamento per aver contribuito alla rinascita e al conseguente sviluppo della nostra associazione, avendo messo a disposizione i propri locali per le attività di Arcigay Palermo.

Quando parliamo di struttura forte, intendiamo un programma da seguire, che sarà tracciato dalla presente mozione, e la creazione di gruppi operativi dedicati a singole tematiche.

Pare urgente il consolidamento del progetto “la Migration” e la creazione del gruppo giovani e del gruppo salute.

La Migration” offre un servizio di accoglienza, consulenza legale e sostegno psicologico alle migranti e ai migranti LGBTI, tramite la collaborazione di mediatori culturali. Lo sportello ha sede presso il padiglione di medicina dell’immigrazione dell’Ospedale Civico. In quest’ultimo anno la sussistenza del servizio è gravata totalmente sulle spalle di Ana Maria Vasile, cui rivolgiamo un enorme ringraziamento: nostro obiettivo è il rafforzamento del servizio, attraverso il reclutamento e la formazione di nuove volontarie e nuovi volontari, affinché la coordinatrice del progetto possa riattivare quelle interlocuzioni con le comunità di migranti palermitane, che nell’ultimo anno non sono state riallacciate a causa della diminuzione di volontari per questo servizio, che ha bisogno di competenze alte. Ci proponiamo di aprire un canale di dialogo con la Consulta delle culture del Comune di Palermo da poco insediatasi a Palazzo Cefalà e di collaborare alla costituzione di un osservatorio contro le discriminazioni, sia esso “istituzionale” che gestito autonomamente dalle associazioni.

Un gruppo giovani è importante, vista la recente crescita dei volontari di Arcigay Palermo: è necessario individuare una persona, preferibilmente al di fuori del direttivo, che faccia da raccordo tra le politiche del direttivo e le proposte dei volontari e che permetta la costruzione di eventi su iniziativa dei giovani volontari e la creazione di percorsi di autoformazione. A questo proposito il direttivo uscente ha preparato un calendario d’incontri di formazione per i volontari, affinché tutte e tutti posseggano gli strumenti per affrontare al meglio l’impegno che hanno accettato di sostenere.

Negli ultimi anni Arcigay Palermo ha partecipato e co-organizzato iniziative legate alla prevenzione delle IST (infezioni sessualmente trasmissibili), collaborando con Anlaids e NPS. È giunto il momento che la nostra associazione si doti di un gruppo salute che abbia lo scopo di elaborare iniziative autonome per la promozione del benessere della comunità LGBTI: è infatti imprescindibile un punto di vista LGBTI per questo genere di iniziative e per elaborare e stimolare politiche di prevenzione, visto che molte IST tendono ad avere un’incidenza maggiore in termini di epidemiologia negli MSM (maschi biologici che fanno sesso con maschi biologici). Il gruppo salute effettuerà una ricognizione degli ospedali e delle cliniche delle province di Palermo e Trapani, per stilare una lista di quei luoghi in cui sia possibile effettuare test per l’HIV e per le altre IST con il minor costo e con la maggiore garanzia di privacy ed efficacia nella consulenza. Il gruppo dovrà organizzare una formazione permanente sulle IST, al fine di promuovere una sessualità libera e consapevole, partendo dall’assunto che “il rischio zero non esiste”. Sarà così necessario coordinarsi con i progetti nazionali promossi da Arcigay, e avviare (o continuare) il dialogo con Anlaids, NPS, LILA e con le altre associazioni che si occupano di prevenzione. Sarà necessario istituire un tavolo regionale con i comitati Arcigay e le altre associazioni LGBTI nei territori, al fine di concordare piani strutturali da proporre all’assessorato regionale alla salute.

Il prossimo direttivo sarà composto da sette componenti e avrà il compito di stimolare l’attività e il coinvolgimento del numero più ampio di soci, mantenendo l’impegno di convocare l’assemblea dei soci una volta al mese. Ecco gli obiettivi proposti:

–         potenziamento dello sportello legale: è necessario che il direttivo assicuri un maggiore supporto all’enorme attività svolta volontariamente da Marco Carnabuci, consistente nella consulenza gratuita per le questioni giuridiche riguardanti la tutela e l’affermazione dei diritti civili della comunità LGBT, nonché nell’assistenza legale alle vittime delle discriminazioni omofobiche e transfobiche. Lo sportello legale proporrà iniziative pubbliche (convegni, seminari di studi) di approfondimento degli aspetti giuridici delle questioni che riguardano direttamente la comunità LGBTI; produrrà materiale informativo; contribuirà all’elaborazione di strategie d’intervento contro le discriminazioni, in collaborazione con le istituzioni;

–         potenziamento del servizio di consulenza psicologica: in questi anni il servizio, coordinato dalla psicologa Liliana La Placa, ha offerto gratuitamente un servizio di counseling psicologico a più di cinquanta ragazze e ragazzi. È giunto il momento di strutturare il servizio, considerando la possibilità di far avvenire le consulenze presso il Centro A.Li.Fe., coordinandone le attività con un componente del direttivo che faccia da referente del servizio, stabilendo un protocollo rigoroso di accesso e di follow up, trovando nuovi volontari e vagliando la possibilità di fonti di finanziamento specifiche;

–         miglioramento della capacità di mobilitazione della comunità LGBTI: è necessario cercare di aggregare il maggior numero possibile di persone LGBTI. Da questo punto di vista è prioritaria una presenza visibile di Arcigay nei luoghi di ritrovo della comunità. Fondamentale è l’apertura di canali di dialogo con le persone transessuali e transgender che non si possono esaurire nella celebrazione del Transgender Day of Remembrance;

–         promozione della piena integrazione delle persone sorde LGBTI e contrasto della discriminazione multipla: attraverso l’indicazione di un responsabile che faccia da tramite tra le persone sorde e il resto dell’associazione, si cercherà di promuovere politiche inclusive per tutte e tutti. Arcigay Palermo s’impegna a impiegare un interprete LIS in ogni occasione pubblica, cominciando da questo congresso. In collaborazione col gruppo “la Migration” si promuoveranno azioni d’informazione e sensibilizzazione contro le forme di discriminazione multipla;

–         consolidamento del rapporto con l’Università degli Studi di Palermo attraverso la stipulazione di un protocollo d’intesa che permetta agli studenti di svolgere tirocini presso Arcigay Palermo e attraverso l’organizzazione d’iniziative presso l’Ateneo palermitano, sia formative (giornate di studi, convegni, presentazioni di libri, ecc …) sia ricreative al fine di raggiungere le studentesse e gli studenti omosessuali, bisessuali, transessuali e intersessuali dell’Università;

–         estendere le attività del comitato in provincia di Trapani, creando le condizioni affinché nasca il comitato provinciale di Trapani: a norma dello Statuto nazionale e provinciale, il Consiglio nazionale Arcigay ha attribuito al Comitato provinciale di Palermo la provincia di Trapani, fino a quando tale provincia resterà priva di un proprio Comitato provinciale. Il direttivo s’impegna a promuovere iniziative nella provincia di Trapani per stimolare la nascita di un comitato in quel territorio e a promuovere altresì iniziative nella provincia di Agrigento per favorire la ricostituzione del comitato agrigentino;

–         potenziare l’intesa e la collaborazione con le altre associazioni LGBTI, valutando la possibilità di fusioni con altre realtà: nei cinque anni che sono trascorsi dalla “rinascita”, Arcigay Palermo si è distinta per la capacità di “fare rete” collaborando intensamente con associazioni, istituzioni culturali ed enti LGBTI e queer sia a livello locale sia a livello regionale e nazionale. Queste collaborazioni vanno potenziate, attraverso la creazione di luoghi di confronto a livello regionale e tramite un maggior impegno all’interno degli organi nazionali di Arcigay. Questo modus operandi non si è realizzato unicamente con le associazioni LGBTI e queer ma anche con tutte le associazioni che si occupano di tutela dei diritti tout court, come dimostra la recente intesa con Amnesty Sicilia. Proprio la collaborazione con Amnesty apre le porte a una visione di più ampio respiro: intendiamo mantenere alta l’attenzione sulla situazione dei diritti umani nel mondo (con particolare attenzione ai diritti LGBTI); a tal fine il direttivo s’impegna ad aderire a ILGA;

–         migliorare il dialogo con le istituzioni per la promozione di politiche positive di contrasto dell’omofobia e della transfobia; Arcigay Palermo deve continuare a lavorare affinché possa essere presente in tutti i tavoli istituzionali come stakeholder;

–         potenziamento nella presenza nelle scuole: finora Arcigay Palermo ha promosso iniziative d’informazione e prevenzione del bullismo omofobico e transfobico nei licei in occasione di assemblee d’istituto; è il momento di avviare un dialogo con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’elaborazione di progetti organici di formazione dei docenti e dei genitori, e d’intervento attivo nelle scuole, affinché s’instaurino delle vere e proprie prassi per la prevenzione e il contrasto del bullismo omofobico e transfobico e per la promozione a scuola di una cultura delle differenze;

–         legge regionale contro l’omofobia e istituzione di un registro regionale delle unioni civili: insieme alle altre associazioni e realtà che hanno promosso e condiviso questo percorso, intendiamo lavorare per l’approvazione di una legge regionale contro l’omofobia. Una legge che, in attuazione del protocollo stipulato dalla Regione con l’UNAR, impegni le istituzioni regionali ad azioni di sensibilizzazione e promozione dei diritti, oltre ad azioni concrete contro le discriminazioni negli ambiti in cui la Regione ha ampi margini di controllo e di autonomia, oltre che nella stessa legislazione regionale. Parimenti, faremo pressioni affinché la proposta di legge per l’istituzione di un registro regionale delle unioni civili sia calendarizzata e approvata nel più breve tempo possibile;

–         attivazione di un servizio che miri alla progettazione e realizzazione di progetti internazionali, e in particolare di training e work camp e alla diffusione di opportunità di formazione e di esperienze all’estero nell’ambito di progetti e iniziative europee ed extraeuropee;

–         promozione di una cultura “arcobaleno” che superi le dicotomie divisive della cultura tradizionale e che punti alla valorizzazione della persona e alla formazione di una “comunità arcobaleno” che non faccia perdere al proprio interno le differenze, ma che anzi le valorizzi; l’identità di ogni persona è infatti composita e rifiuta la piena sussunzione sotto una o più categorie: la metafora dell’arcobaleno, spettro continuo di colori, è così pienamente calzante. La promozione di questa cultura è rivolta a tutta la cittadinanza, sulla scia delle azioni promosse storicamente da Arcigay Palermo e dal resto del movimento LGBTI palermitano. Da questo punto di vista è fondamentale la collaborazione con tutte le associazioni che nel territorio promuovono pratiche di resistenza al pensiero dominante: partiamo dall’assunto che la persona lesbica, gay, bisessuale, transessuale o intersessuale sia ontologicamente rivoluzionaria, in quanto porta in sé (con la sua identità di genere e con il suo orientamento sessuale) un germe di destabilizzazione dell’impianto tradizionale e reazionario della società: è dunque necessario portare la comunità LGBTI alla piena coscienza delle proprie potenzialità, rifiutando ogni pratica di normalizzazione, per diventare un fattore di cambiamento della società tutta.

Candidat*:

Presidente: Mirko Antonino Pace

Segretario: Ana Maria Vasile

Direttivo: Giulia Alagna, Michele Costagliola, Antonio Leone, Gianfranco Scavuzzo, Daniela Tomasino

Collegio dei Garanti: Gino Campanella, Massimo Milani, Paolo Patanè

Collegio dei revisori dei conti: Fulvio Boatta, Lorenzo Canale, Alessandro Graziano

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