Hiv: 10 nuovi casi al giorno. E’ colpa di qualcuno?

In occasione del primo dicembre, Giornata mondiale contro l’AIDS, Nps Sicilia e Arcigay Palermo, in collaborazione con L’Abattoir e con il Left, organizzano a Palermo tre giorni di iniziative di sensibilizzazione su HIV e IST (infezioni sessualmente trasmissibili).  Clicca qui per il programma.

10 nuovi casi ogni giorno.

Secondo i dati del Centro operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia ci sono circa 4.000 nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui 400 sotto i 25 anni. E continuano ad aumentare i contagi di sifilide, Clamidia, Trichomonas e Gonorrea. In Europa, dalla metà degli anni ’90, dopo un decennio di declino, c’è stata una inaspettata recrudescenza di MST (malattie sessualmente trasmissibili) batteriche.

All’aumentato numero di contagi corrisponde la diagnosi tardiva: in pochi fanno il test per l’Hiv (compreso quello salivare, che richiede pochi minuti e non prevede l’uso di siringhe) , e chi lo fa spesso non ha garantiti la gratuità e l’anonimato a cui ha diritto; pochi, sopratutto uomini, ricorrono al medico rapidamente. La diagnosi tardiva può avere delle conseguenze gravi ed in alcuni casi irreparabili per la salute.

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p>Questi dati, insieme all’alto numero di madri adolescenti (sopratutto in Sicilia, da cui proviene oltre un quarto del numero di madri al di sotto dei 19 anni dell’intera Italia) è la conseguenza della mancanza di qualsiasi forma di educazione alla sessualità nelle scuole, ed in particolare del tabù che continua a limitare l’uso del preservativo. Il preservativo maschile e femminile, che è l’unico metodo per prevenire gravidanze non desiderate ed insieme tutte le malattie a trasmissione sessuale, è un presidio sanitario indispensabile per tutti Non si fa educazione alla sessualità nelle scuole, non ci sono distributori di preservativi nelle scuole e nelle università, ed acquistarli è caro per molte tasche e persino, per i preservativi femminili, praticamente impossibile.

Questa situazione è causata da persone con nomi e cognomi. Parlamentari, ministri della Sanità, assessori regionali, presidi, etc.: sono loro i responsabili dell’assenza totale di politiche attive per la prevenzione dell’Aids e delle MST.
Elencare i preservativi tra i farmaci prescrivibili, effettuare campagne nelle scuole e per il pubblico generalista, inserire l’educazione alla sessualità (utile anche contro la discriminazione di genere e per l’orientamento sessuale) sono la base minima per una politica seria per la salute della popolazione relativa alle MST. Nell’eterna, e mai soddisfatta, speranza che le istituzioni politiche e sanitarie adempiano al proprio ruolo, tocca alle associazioni informare, sensibilizzare, distribuire preservativi e spiegarne l’utilizzo.