Arcigay Catania: non ci fermeremo!

IL COMUNICATO DI ARCIGAY CATANIA

Il 26 pomeriggio, aprendo la sede, abbiamo trovato dentro un uccello morto e un cartoncino con una scritta volgare (pezzi di puppi sucativi sta ceddu), sicuramente immessi nel locale attraverso la feritoia della posta.
Trattasi del secondo atto vandalico e intimidatorio di chiara marca omofoba che si registra ai danni della sede a distanza di pochi mesi.
E’ evidente che il presidio del territorio e i servizi che la sede offre ed eroga alle tante persone che passano o restano a parlare con noi costituiscono un fastidio per tutti gli omofobi e ignoranti circolanti a Catania.
Un fastidio perché trattasi di persone che ancora NON SI SONO FATTE UNA RAGIONE della esistenza e dignità di persone gay, lesbiche e transessuali, ma sicuramente non se la sono fatta questa ragione poiché non possiedono una ragione né una mente capace di ragionare.
Per quanto ovvio, noi non ci fermeremo nel nostro lavoro ma, anzi, lo intensificheremo consapevoli come siamo dei grandi impegni che attendono la comunità lgbt tutta: in primis l’estensione della legge Mancino proprio ai reati di omofobia, la parità dei diritti, la salute etc…
Non abbiamo voluto scrivere nulla prima di oggi, per lasciare passare il dolore e lo svolgersi dei funerali di Salvatore Adelfio Rizzuto, grande esempio di coraggio e limpida militanza.
In questi giorni abbiamo ricevuto tanti attestati di solidarietà e stima da associazioni, esponenti del movimento e da singole persone.
A queste ultime, alle singole persone, a queste noi vogliamo dire: se davvero le vostre non sono parole di circostanza, se davvero l’omofobia e gli atti che ne conseguono (oggi a noi, ma domani forse anche a voi mentre passeggiate, mentre guardate qualcuno del vostro stesso sesso) vi ripugnano e volete che questa barbarie abbia termine, se davvero volete che in Italia non possa mai avvenire quello che sta avvenendo in Russia, se davvero volete vivere le vostre vite in serenità e con dignità, allora non limitatevi a un “mi piace” o a una frasetta di circostanza, aderite al nostro Comitato, unendovi a noi per il vostro e nostro interesse, per la vostra e nostra dignità e libertà, arruolatevi, come diceva Milk, con noi e diventate volontarie e volontari, diventate combattenti per i diritti e la vita di ciascuno di noi.
L’Italia va sempre più alla deriva, ostaggio di un pregiudicato, e incapace di porre le basi per un vero risanamento, prima morale e politico, poi economico: aiutateci a far sentire anche le nostre voci in merito.
Alle associazioni e ai diversi esponenti del movimento vogliamo, invece, dire: basta con la politica lgbt fine solo alle ambizioni personali, basta alle guerre fratricide fra di noi, basta a eventuali rancori personali e concludiamo con le parole di Dario Accolla:
“credo che il miglior gesto di solidarietà tra associazioni sia quello della collaborazione e del rispetto per il lavoro svolto, a livello reciproco. Se accadono atti vandalici contro questa o quella sede, ieri ad Arcigay Catania, domani chissà, è anche per lo stato di guerriglia permanente tra tutte le realtà LGBT italiane. Io non sono solidale con i miei amici e le mie amiche di Catania, io sono incazzato nero PER loro e, sinceramente, delle belle parole di tizio, caio e sempronio non so cosa farmene se, passato lo sdegno, si torna alle vecchie dinamiche.”
Riprendiamo il nostro cammino, la nostra marcia, con menti aperte e libere davvero, guardando alle nostre origini radicali e rivoluzionarie, riprendiamo a fare politica.
Solo questo e soltanto questo porterà frutti e impedirà in futuro altri atti omofobi e, soprattutto, eviterà che qualche ragazzino di 14 anni preferisca uscire di scena piuttosto che calcare questa scena.
AZIONE E NON COMODI “MI PIACE” grazie!