Arcigay Palermo saluta Salvatore Rizzuto Adelfio

Arcigay Palermo esprime grande dispiacere per la morte di Salvatore Rizzuto Adelfio, uno dei padri della comunità LGBTI italiana, nonché padre, pungolo e attivista della comunità LGBTI palermitana. Persona straordinaria per il suo impegno costante, per la sua storia personale e pubblica, per il contributo che ha dato alla crescita culturale e civile di questo Paese e di questa città.

Ci piace ricordare Salvatore con delle brevi note biografiche, note che non lo rappresentano compiutamente ma che possono dare un’idea, a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo e di relazionarsi con lui, di quale fosse lo spessore di questa persona. 

Nasce a Palermo il 5 dicembre del 1951. Tra il 1968 e 1969 vive a Pisa dove frequenta il circolo anarchico.

Convinto antimilitarista, omosessuale che rivendicava il diritto di chiunque di essere se stesso, rifiutò di effettuare il servizio di leva allora obbligatorio, “disertò” e dovette rifugiarsi ad Amsterdam per fuggire alla carcerazione.

Proprio ad Amsterdam, tra il 1970 e il 1971, incontra Luciano Massimo Consoli (altro padre della comunità scomparso nel 2007) e insieme scrivono una serie di interventi sulla liberazione omosessuale dal titolo “Manifesto per una rivoluzione morale”, provocando reazioni nei gruppi anarchici italiani e movimenti per l’obiezione di coscienza al servizio militare obbligatorio. Il movimento fu tale che lo Stato Italiano dovette provvedere a scrivere una legge sull’obiezione di coscienza.salvatore adelfio3 Salvatore Adelfio torna in Italia, effettua il servizio civile, nel 1972 partecipa alla nascita della LOC (Lega obiettori di coscienza), partecipa al FUORI (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) di Milano e, nel 1976, alla fondazione del “FUORI!” di Palermo.

Ha sempre partecipato alla vita associativa LGBTI palermitana e ha contribuito all’evoluzione del movimento essendo tra i fondatori di più associazioni e coordinamenti che si sono succeduti negli anni: il “FUORI!”, gruppi di attivisti che hanno provato a rifondare Arcigay Palermo in anni in cui questa viveva periodi di instabilità, il Coordinamento GLBT di Palermo, Articolo Tre, Il Coordinamento Stop Omofobia e, infine, il primo Coordinamento Palermo Pride.salvatore adelfio5

Dal 1991 è fondatore e titolare della storica fumetteria “AltroQuando” di Corso Vittorio Emanuele, luogo che non è stato semplicemente una fumetteria ma sede di mostre, di presentazioni e, per tanti anni, anche luogo di servizi alla comunità LGBTI palermitana con la presenza di una sezione di pubblicazioni non presenti altrove, di bandiere e gadget Rainbow introvabili a Palermo e uno spazio dedicato agli strumenti di prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibili. Nell’ambito culturale di AltroQuando e con l’inseparabile compagno di vita e di lavoro Filippo, fonda “Woof: trimestrale di cultura ursina” e dal 2002 avvia una serie di mostre dedicate alla Bear Art.

Aver scelto di ringraziare Salvatore attraverso queste brevi note sul suo passato, non è scelta formale. Tutte e tutti noi LGBTI di Arcigay Palermo, ringraziamo Salvatore attraverso la narrazione della sua vita perché era una persona che non parlava mai del proprio passato almeno che non venisse stimolato a farlo, una persona che non amava ostentare meriti e fregiarsi di primati quando avrebbe avuto tutto il diritto di farlo, una di quelle persone che ha lavorato per una vita a favore di obiettivi di pace, della libertà di pensiero, della parità di trattamento delle minoranze di qualsiasi tipo e di quella gay, lesbica e transessuale in particolare, che è stato un referente costante per tante e tanti di noi che hanno avuto modo di apprezzarne storia e riflessioni.

A causa di una serie di eventi e circostanze, negli ultimissimi anni ha fatto la scelta di non essere parte di nessuna associazione o coordinamento e di continuare ad offrire il proprio contributo, insieme a quello di Filippo Messina, alla comunità LGBTI e alla costruzione dei Pride cittadini attraverso la propria opera, la fumetteria AltroQuando, gli strumenti fisici e virtuali.
Salvatore Adelfio è sempre stato animato da un profondo senso critico, detestava tutto ciò che era rito o convenzione e che, in qualche modo, offuscasse la capacità dell’individuo di valutare serenamente e mettere in discussione i pensieri preconfezionati, tutto ciò che limitasse la capacità di produrre pensieri propri, di condividerli ed elaborarli rispetto alla realtà contingente.

salvatore adelfio6Ci piace chiudere questo ricordo, riportando la prima parte della lettera dell’aprile del 1971, scritta durante la permanenza ad Amsterdam, contro il servizio di leva obbligatorio:
Io, sottoscritto Salvatore Adelfio, nato a Palermo il 5/12/51, dichiaro, in perfetta coerenza con le mie idee morali, di rifiutarmi di prestare il servizio militare perché anarchico e omosessuale. Come anarchico, profondamente radicato nella convinzione che ogni forma di autorità costituisca una violenza alla libera autodeterminazione, la mia coscienza si ribella anche al solo pensiero di dovere sottomettere la mia individualità a qualcosa o qualcuno (“patria”, “nazione”, “governo”, “esercito”, “generali”…) che di me userebbero come strumento dei loro fini di classe al potere. Come omosessuale mi sembra autolesionismo masochistico contribuire, sia pure in minima parte, alla difesa, al potenziamento o al mantenimento di un ordine sociale innaturalmente oppressivo e repressivo delle mie aspirazioni più profonde e più in me radicate, che m’impedisce il libero sviluppo della mia personalità nei modi e con i mezzi di cui la natura mi ha fornito e dei quali ha voluto concedermi l’uso…”

Ricordiamo che il funerale di Salvatore Adelfio avrà luogo domani, Martedì 27 Agosto, alle ore 9, presso la camera mortuaria dell’ospedale civico di Palermo (edificio 14), dove sarà recitata una preghiera buddista, secondo la volontà dello stesso Salvatore. Seguirà l’inumazione nel cimitero di Sant’Orsola.

Lorenzo Canale

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One thought on “Arcigay Palermo saluta Salvatore Rizzuto Adelfio

  1. Una persona coerente e libera. Non ha consentito a nessuno di ingabbiarlo entro recinti convenzionali. Non lo conoscevo, ma mi sarebbe piaciuto ascoltarlo.

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