In memoria delle vittime della transfobia

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo il Transgender Day of Remembrance, per ricordare le vittime dell’odio transfobico.

Ogni anno, in tutto il mondo (e in Italia), migliaia di persone trans vengono uccise, perseguitate, sfruttate, malmenate, minacciate, stuprate. In nome di un odio ossessionato dalla diversità, in nome di una cultura che respinge ai margini trans, donne, migranti, disabili, etc.

Solo pochi giorni fa la commissione Giustizia della Camera ha respinto, con i voti dei rappresentanti di Pdl, Lega e Udc il testo base per una nuova legge contro l’omofobia e la transfobia, che prevedeva l’estensione della legge Mancino e che era stato adottato con i voti di Pd e Idv. (qui il resoconto di Michele Darling, qui il bollettino della commissione)

In numerose città italiane si svolgeranno iniziative e manifestazioni. A Roma l’evento è promosso dall’Associazione Radicale Certi Diritti che sarà presente in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 18,30 insieme ad associazioni e personalità che si battono per la promozione e difesa dei diritti civili.

La celebrazione si svolgerà a Montecitorio per ricordare al Parlamento, dopo 30 anni dall’approvazione della prima legge in materia di rettificazione di attribuzione di sesso, la terribile situazione che ancora oggi sono costrette a vivere le persone transessuali; una situazione di violenza e maltrattamenti di natura transfobica che pone l’Italia ai primi posti al mondo, alla quale si aggiungono gravi difficoltà nel campo del lavoro e un atteggiamento di indifferenza e non conformità agli sviluppi in Europa sulla materia. Da diversi anni i Radicali hanno depositato una proposta di legge che chiede di non obbligare la persona transessuale a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale per avere il cambio di nome e genere nei documenti, così come già avviene in Spagna e Gran Bretagna.