“Nozze gay” ieri a Palermo

Di seguito pubblichiamo un comunicato stampa relativo alla benedizione dell’unione di due gay avvenuta ieri a Palermo presso la Chiesa Valdese, e celebrate da Maria Vittoria Longhitano, parroco della Parrocchia Gesù di Nazareth di Milano.
“Mentre la politica italiana, impastoiata in polemiche ideologiche e intenti discriminatori, stenta a riconoscere i diritti delle famiglie e delle persone LGBT, la vita delle persone non si ferma. Ci innamoriamo, creiamo famiglie, alleviamo figli, magari ci separiamo: ma senza alcun riconoscimento da parte dello Stato italiano. I migliori auguri agli sposi di un’unione lunga e felice, con la speranza che presto possa essere riconosciuta legalmente la loro piena parità con tutti i cittadini italiani” ha dichiarato Daniela Tomasino, presidente di Arcigay Palermo
Gli sposi hanno celebrato la loro unione insieme alle famiglie ed agli amici. E’ stata una cerimonia intima tra due persone che si amano, che assume un valore politico solo perché si è svolta in una nazione che nega il matrimonio civile e religioso ai cittadini omosessuali.
COMUNICATO STAMPA
30 luglio 2012. Una giornata come tante di questa lunga e afosa estate ha fatto da sfondo ad uno straordinario evento caratterizzato dall’Amore Universale, modello paradigmatico di  interreligiosità e interculturalità. Due giovani hanno chiesto la “Benedizione dell’Unione d’amore”; l’uno è impiegato e l’altro un professionista. Tutto normale… anche se la loro normalità, da alcuni, è considerata una normalità molto speciale. Due uomini, di religione Cattolica, hanno scelto di consacrare la loro Unione d’amore in una Chiesa vera, la Chiesa Valdese di via dello Spezio, a Palermo; questa ultima è stata messa a disposizione grazie alla approvazione unanime degli appartenenti alla stessa. Sostenuti e guidati dal gruppo LGBT interconfessionale “Ali d’aquila”, hanno giurato amore eterno alla presenza del celebrante, il Presbitero Maria Vittoria Longhitano della Parrocchia Gesù di Nazareth di Milano.
L’unione di questi due uomini rappresenta, per la Sicilia, un primato che ha richiesto l’intervento di un altro primato: la prima donna sacerdote d’Italia. Come ogni unione che si rispetti, gli intervenuti alla cerimonia sono stati graditi ospiti al ricevimento tenutosi presso “Harira Bistrot” di vicolo Gesù e Maria al Palazzo Reale n. 17.
Ancora emozionati e sorridenti, gli indiscussi protagonisti di questa giornata affermano: “il nostro obiettivo era quello di presentarci, a Dio ed alla comunità, insieme perché ci amiamo veramente; siamo certi che il passo compiuto da noi oggi può donare speranza a chi, per varie ragioni, ha dovuto rinunciare ad esprimere e ad esternare i propri sentimenti. La nostra felicità è completa: davanti all’altare, insieme a noi, c’erano amici, parenti, intere famiglie con bambini, persone di tutte le età e di vari credo; cattolici, vetero-cattolici, anglicani, valdesi, pentecostali, mussulmani, buddisti… È proprio vero che l’amore non può separare… L’amore unisce sempre!”
Anna Maria Dinolfo