Amministrative 2012: Mila Spicola

Sono contenta e onorata di essere stata designata nella squadra d* assessor* dal mio partito per le prossime amministrative di Palermo a sostegno del candidato del PD, Fabrizio Ferrandelli.

Dovrei raccontare chi sono e cosa ho fatto.
E’ facile.
La mia rubrica su L’Unità, dove da più di due anni, quasi ogni giorno, racconto il mondo della scuola, i problemi, le difficoltà delle scuole di Palermo, è esattamente il racconto della mia vita.
Il mio “programma” è quello lì.
Non ho figl* e i miei figl* sono tutti i ragazz* che frequentano la mia casa: la scuola italiana.
Io voglio che * mie* figl* stiano a scuola come a casa: e oggi non è così.
Io voglio per loro la migliore istruzione e nelle migliori condizioni possibili: e oggi non è così.
Io voglio che grazie a questo diventino motori di miglioramento della loro vita , personale e di cittadini, e , attraverso questo grande obiettivo, ricostruiscano questa città per come è stata: grande, bella, unita, inclusiva, “splendida e felicissima” come nei suoi periodi migliori.
Perché oggi non è così.

A Palermo solo due bimb* su cento vanno all’asilo.
A Palermo trenta ragazz* su cento non prendono il diploma.
A Palermo per quei trenta ci sono tre vie: andarsene, fare la fame o diventare un criminale.
Io mi batto per una quarta via, semplice, artigianale e potente: farl* studiare.
E farl* studiare bene.
In modo che possano amare i loro pensieri e le stelle. E interrogarsene.
Conosco ogni scuola, ogni numero, ogni misura, ogni disagio, ogni singolo problema di ciascuna delle 281 scuole comunali di Palermo.
E lo sapete perfettamente perché in questi anni ho tentato di bloccarvi in un angolo per raccontarveli.

E’ per loro che ho scelto di impegnarmi in politica, gliel’ho promesso. E non ero una politica. Il mio partito, in cui credo, che sia chiaro, non è la mia religione, è il mezzo per raggiungere gli obiettivi di sopra. L’ho sempre detto e sempre lo dirò.
E per questi obiettivi io lotto, ho lottato e lotterò come una leonessa: con la stessa rabbia e con la stessa ostinazione.
Dicono che ho carattere difficile. Se questo significa avere carattere è vero. Se questo significa avere credito per portare avanti ciò in cui spero allora anche questo è vero.

Molti mi accusano di parlare solo e sempre di scuola. Molti, sorridendo mi dicono che “rompo le scatole e girano strada appena mi vedono perché parlo… solo e soltanto di scuola”.
Scusatemi: è vero. Io non ho altro che questa magnifica ossessione.
E’ il mio impegno, è il mio giuramento. Fatto ai miei ragazzi e alle mie ragazze.

Su quel blog, a rileggerne gli articoli, troverete i miei temi, i contenuti delle mie battaglie, le proposte per la scuola e per i ragazzi e le ragazze di Palermo. Perché ne ho mille e più.
Se sperate di trovare o leggere fondamentalismi partitici o prese di posizione contro gli altri candidati lasciatelo subito.
La mia è una campagna di contenuti, di programma e di speranza. Voglio portare il mondo delle donne nel modo migliore nella politica, il mondo delle donne che nella scuola è rappresentato nel 90% delle docenti.
A loro, al nostro lavoro artigianale e potente e a tutti gli alunni e le alunne di Palermo va il mio pensiero, il mio impegno e la mia gioia.

Non penso ci sia altro da raccontare.
Non farò manifesti, pizzini, depliant, o cose simili… Bastano i miei scritti, per chi volesse leggerli.

In ogni articolo pubblicato trovate la scuola, Palermo, le mie idee e le mie proposte, come anche le battaglie e le azioni di questi anni.
Dico anche: se non sarò assessore, la mia strada continua: uguale uguale. Tra i banchi e nelle classi di questa città infame e bella.
#sesaròassessore è il mio hashtag su twitter

http://laricreazionenonaspetta.comunita.unita.it/

Non ho mai amato le discriminazioni ma mi piace esaltare le differenze e valorizzarle. La comunità LGBT? Ne faccio parte: sono socia convinta dell’associazione Art.3.
Come faccio parte del Comitato Promotore di Se Non Ora Quando.
Perché la mia religione laica mi obbliga a pensare, vivere e agire in un ‘ottica di rispetto di genere.
Cosa vuol dire l’asterisco? Se sei su questa pagina non ho bisogno di spiegartelo.
Il linguaggio è sostanza: il mio è già cambiato. E l’asterisco è la sostanza della mia vita: il rispetto delle uguaglianze e dei diritti. Tutti. Compresi i “certi”.
Aggiungo solo che, quando sono tornata a Palermo nel 2007, avendola lasciata nel 1992, ho fatto mia una frase che è anche una scommessa:

“Io non amo Palermo così com’è, la detesto, proprio per questo motivo non me ne vado, per cambiarla, per renderla migliore”
Paolo Borsellino

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