Amministrative 2012: Milo Paternò

Mi chiamo Michelangelo Paternò, per tutti Milo, e ho 29 anni. Sono presidente del circolo culturale Barcollo e dirigente dell’Arci Palermo.
Mi sono diplomato al liceo scientifico Albert Einstein alternando gli studi all’attività agonistica nella lotta libera. Sono stato campione italiano nelle categorie giovanili e ho fatto parte anche della Nazionale. Terminata la carriera agonistica, mi sono dedicato a diverse attività e ho lavorato all’organizzazione di due campagne elettorali di Rita Borsellino (le Regionali del 2006 e le Europee del 2009).


Nel 2009, insieme a un gruppo di ragazze e ragazzi, ho fondato il circolo Arci Barcollo, in via Ammiraglio Gravina, e da allora il mio impegno è stato di contribuire alla promozione di iniziative culturali e sociali. Lo abbiamo fatto dando spazio a tutte quelle associazioni che, non potendo contare su una sede fisica, hanno trovato nel Barcollo un luogo di lavoro e di condivisione di esperienze. Associazioni come il Cerchio di Alice, che si occupa di riabilitazione psichiatrica, il gruppo di operatori sociali e ambientali di Città in rete, i ragazzi di Legambiente, ma anche gli speleologi di Nisida. Tante, poi, sono state le iniziative che abbiamo promosso o che abbiamo contribuito a organizzare: mostre, cineforum, spettacoli teatrali, contest musicali. In particolare, siamo stati tra gli organizzatori dei Pride 2010 e 2011 (e stiamo lavorando a quello del 2012). Un’attività su cui stiamo puntando molto è quella della promozione dei giovani gruppi musicali della città. Dal 2010 organizziamo il Garage Clash, un contest che in due edizioni ha coinvolto oltre 32 band, molte delle quali hanno avuto la possibilità di esibirsi per la prima volta in pubblico proprio sul palco del Barcollo.
Sono fiero del lavoro che abbiamo fatto finora. Il Barcollo è ormai un punto di riferimento per centinaia di giovani palermitani, uno spazio gratuito per le riunioni e le attività delle associazioni socio-culturali e per le band musicali, che utilizzano la struttura come sala prove.
Ho deciso di candidarmi per portare all’interno dell’amministrazione l’esperienza accumulata in questi anni al Barcollo. Credo che Palermo possa ripartire solo attraverso quella condivisione e quella spinta culturale che ho visto lavorando nel mio circolo e al fianco delle altre associazioni.
Sono convinto che il Comune debba essere gestito anche attraverso la partecipazione delle cittadine e dei cittadini e più in generale degli attori dello sviluppo economico, culturale e sociale della città. Per questo, nel programma di “Buongiorno, Palermo.”, che ho contribuito a scrivere, ho inserito un concetto chiave: la città deve essere policentrica. Per farlo, bisogna delegare alle circoscrizioni poteri in materia di sport, di programmazione degli interventi sociosanitari e di programmazione degli interventi urbanistici. Perché è solo dall’ascolto del territorio che si può ricostruire Palermo.