Amministrative 2012:Titti de Simone

Il mio percorso politico nasce nel movimento LGBT. Ho cominciato ad essere un’attivista del movimento alla fine degli anni ottanta nell’arcigay, a Palermo. Il mio impegno è continuato a Bologna, dove mi sono trasferita negli anni novanta: qui nel ‘96 sono stata, con altre compagne, fondatrice di Arcilesbica di cui sono stata presidentessa nazionale fino al 2002.

Sono stata tra le organizzatrici del World Pride del 2000 ed il mio impegno è continuato in parlamento dal 2001 al 2008, quando da deputata Prc (prima lesbica dichiarata del parlamento italiano) ho firmato e portato in aula proposte di legge sulle unioni civili, contro le discriminazioni motivate dall’identità di genere o dall’orientamento sessuale, per l’adozione e la responsabilità genitoriale delle persone singole e delle coppie di fatto, per il riconoscimento della omogenitorialità, per l’istituzione di una Giornata nazionale contro l’omofobia, per il riconoscimento dei diritti e delle libertà delle persone trans genere.

Oggi il mio impegno prosegue: sono fondatrice del circolo Arci Nzocché e presidente del Sicilia Queer Filmfest, il primo festival del cinema Queer nel sud Italia, entrambi membri del coordinamento Palermo Pride e sono vicepresidente di Parti Friendly, associazione con sede a Bari composta da 5 donne con l’obiettivo di promuovere il turismo LGBT.

Le battaglie del movimento  e della comunità LGBT sono dunque da sempre le mie battaglie e mi impegno a portarle adesso anche in consiglio comunale.

Non si parte da zero: in questi anni il movimento LGBT, anche grazie ai due straordinari Pride del 2010 e del 2011, è riuscito ad ottenere importanti risultati: su tutti, al Comune di Palermo, la mozione contro l’omofobia e l’istituzione del registro delle coppie di fatto.  Occorre adesso impegnarsi – come giustamente scrivete – perché non restino lettera morta, renderli effettivi e farne discendere diritti concreti. Ma è necessario naturalmente fare anche di più, insieme: nel campo della promozione dei diritti, dell’adozione di strumenti reali di contrasto della violenza e del bullismo omofobico, di un nuovo welfare cittadino che includa realmente tutt*, del sostegno alle espressioni artistiche e culturali del mondo LGBT, della promozione del turismo LGBT e dell’accoglienza (importanti anche per le potenziali ricadute economiche sul territorio oltre che sotto il profilo culturale e sociale). Sempre attraverso il confronto e con il contributo delle realtà associative e di movimento del mondo LGBT.

Vivo e ho vissuto l’impegno politico e la militanza a sinistra globalmente, misurandomi in tante battaglie e portando me stessa e il mio sguardo in tutti gli ambiti del mio impegno, perché penso che le istanze di liberazione e promozione dei diritti delle persone LGBT non possono essere separate da quelle delle donne, dei lavoratori, dei migranti, dei precari, di tutti i soggetti che sfuggono e resistono allo sguardo normalizzante e alle pratiche repressive e discriminatorie di una società ingiusta.

Non dimentico che quando sono andata via da Palermo, quasi vent’anni fa, cercavo un luogo in cui poter esprimere liberamente, da lesbica, me stessa. Lavoro anche affinché questo non porti più nessun* a lasciare Palermo.

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