Amministrative 2012: Ferdinando Gattuccio

(Ndr: candidato consigliere comunale, Lista Palermo per Ferrandelli con Vendola)

Premesso che Palermo è una città sorprendentemente evoluta sotto questo profilo (ha addirittura dato i natali all’Arcigay, come Lei mi insegna), si possono fare grandi cose; infatti, io muovo dall’osservazione – che può apparire un pregiudizio, ma è ogni giorno confermata – che tutti i miei amici “non eterosessuali” (non a caso, concentrati tra le mie frequentazioni in ambito teatrale, culturale e artistico in generale), per apertura mentale e sensibilità sono estremamente interessati e permeabili agli stimoli culturali, anche provenienti dall’estero, e non chiedono altro che vivere in una città europea, colta, divertente ma non in quanto “cool”: vogliono vivere con il “cervello acceso” e confrontarsi con altra gente di pari sensibilità (LGBT o meno), possibilmente incoraggiata a venire a Palermo da iniziative imprenditoriali LGBT-friendly e da eventi orientati alla libertà di espressione della propria sessualità e dei propri gusti sessuali, nella massima serenità e nella massima gioia.

Magnifica e sacrosanta la candidatura per il prossimo Gay Pride nazionale. E poiché io mi deprimo quando vedo una giovane coppia eterosessuale di sposini aggirarsi per un centro commerciale fra i televisori al plasma, mentre sono felice quando vedo due lesbiche che si tengono per mano mentre girano per la Galleria d’Arte Moderna o il Museo Riso, vorrei una Palermo della seconda specie.

Per fare questo: 1) agevolazioni economiche e burocratiche sul territorio agli operatori del turismo (agenzie, albergatori, centri agrituristici) e dell’indotto che si dichiarino LGBT-friendly; 2) realizzazione di eventi e concorsi artistici mirati alla diffusione della cultura LGBT; 3) Dichiarazione ufficiale comunale (un sogno realizzabile, con la giusta insistenza!) di “Palermo Città LGBT-friendly”, con cartellonistica verticale dedicata. Un discorso a parte (e più sofferto, purtroppo) deve però essere fatto per la “T”. Per troppe persone transgender non appartenenti a contesti evoluti, a Palermo come altrove, l’unica fonte di reddito possibile sembra essere, per colpa di radicati e strani pregiudizi, la prostituzione; in quell’ambito bisogna fare un lungo e delicato lavoro di avvicinamento al mondo del lavoro, con campagne di persuasione mirate per i possibili datori di lavoro.

Ma, su ogni punto che intendo affrontare, considero preziosissimo il Vostro contributo di idee.

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