Amministrative 2012: Luca Nivarra

(Ndr: candidato al Consiglio comunale, lista la sinistra e gli ecologisti)

Il MIO IMPEGNO PER LA COMUNITA’ GAY

1. Rendere operativo il registro delle unioni civili, istituito sinora solo sulla carta. La sua attuazione dovrebbe andare di pari passo con la previsione di effetti concreti riconducibili alla registrazione come aiuti alle famiglie LGBT e possibilità, per i nuclei disagiati, di iscriversi alle liste per l’attribuzione di alloggi comunali;

2. Patrocinio del Pride e sponsorizzazione di tutte le iniziative culturali in esso contemplate;

3. Corsi di sensibilizzazione contro l’omofobia nelle scuole [educazione alle differenza, contro il bullismo, ecc.], ma anche campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza intera;

4. Rendere operativo l’Osservatorio antidiscriminazioni, anch’esso restato sulla carta;

5. Le associazioni LGBT di Palermo sono senza sede, si potrebbe istituire una “Pride House” o “Casa della ricchezza delle diversità” da mettere a disposizione a dette associazioni (i nomi sono del tutto improvvisati, si può senz’altro fare di meglio).

6. Patrocinare il Queer Festival e consentirgli così l’acquisto di pellicole anche documentarie e di organizzare proiezioni ad ingresso libero, favorendo in tal modo una maggiore diffusione della cultura omosessuale:

7. Organizzazione di iniziative culturali – proiezioni, mostre, dibattiti – nei quartieri più disagiati, dove i giovani hanno più difficoltà a vivere serenamente la propria sessualità.

8. Istituzione di uno sportello di ascolto per LGBT.

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4 thoughts on “Amministrative 2012: Luca Nivarra

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  2. Cosa potrebbe fare secondo me il Comune per la comunità LGBT?

    Ripensando a quando ero uno “scappato di casa” credo di potermi ritenere fortunato nell’aver trovato delle persone che mi hanno ospitato a casa loro, fra cui Francesca Marceca (Presidentessa di Agedo Palermo) e Daniela Tomasino (Presidentessa di Arcigay Palermo). Il fatto è che non tutti hanno di queste fortune e di certo non si può pretendere che persone come Francesca e Daniela e le loro famiglie aprano le loro case ad ogni malcapitato.

    Ecco perché dal Comune vorrei una casa Rainbow, tipo come le “case rosa” per le donne in difficoltà.
    Naturalmente non dovrebbe essere solo un tetto sotto cui stare, in cui trovare vitto e alloggio ma dovrebbe fornire dei servizi che in casi del genere credo siano indispensabili come ad esempio la possibilità di poter ricevere assistenza gratuita da uno psicologo, da un medico e da un avvocato oltre che da un esperto di “dinamiche familiari” specifico per casi del genere.
    In più, non potendo essere questa una soluzione per tutti i mali ma solo un punto di partenza per ritrovare un po’ di serenità e crearsi un indipendenza (specialmente nei casi in cui un rientro sereno nella propria famiglia non sia possibile) un posto del genere dovrebbe aiutare queste persone a trovare un lavoro. Trovare un lavoro in questo periodo non è facile ma è ancora più difficile se si risente di un trauma fisico e psicologico.
    Proprio per quanto riguarda il lavoro, da una persona avevo ricevuto il suggerimento di prostituirmi. Questa stessa persona a suo volta si prostituì quando da giovane fu costretta ad allontanarsi da casa.

    Forse più che casa Arcobaleno la mia è casa Utopia?
    Vorrei che qualcuno rendesse reale questa mia idea ma per quanto attive possano essere le associazioni di volontariato locali questo progetto è purtroppo per fattori economici (già calcolando solo l’affitto dei locali, le tasse e le bollette) e non solo al di fuori dalla loro portata senza l’aiuto delle Istituzioni!

  3. Per chi non conoscesse Luca Nivarra, ecco qui una breve presentazione. “Sono nato a Como nel 1958 e vivo a Palermo dal 1970. Insegno diritto civile nell’Università di Palermo, dove ho ricoperto vari incarichi (Consigliere d’Amministrazione, Direttore di Dipartimento, Coordinatore di Dottorato di Ricerca). Dal 2008 sono Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo. La mia attività di studioso si è sviluppata in una pluralità di direzioni, concentrandosi prevalentemente su temi diritto dell’economia (antitrust, proprietà intellettuale, beni comuni), di teoria generale del diritto e di storia della cultura giuridica. Dal 2006 al 2008 ho fatto parte, insieme con Ugo Mattei ed Alberto Lucarelli, della Commissione “Rodotà” per la riforma della disciplina codicistica dei beni pubblici: all’esito dei suoi lavori, la Commissione ha predisposto un disegno di legge delega nel quale, per la prima volta, figura la categoria giuridica dei beni comuni. Insieme con Rodotà, Mattei, Lucarelli, Azzariti e Ferrara, ho provveduto all’elaborazione dei quesiti poi oggetto del referendum del 12 e 13 giugno in materia di servizi pubblici locali. Aderente a “Socialismo 2000”, sono stato membro del Consiglio politico nazionale della Federazione della Sinistra, di cui sono attualmente componente del Comitato di Garanzia.
    Ogni cittadino, nel vedere il moltiplicarsi incessante di candidati al Consiglio comunale, dovrebbe chiedersi: a) chi li ha scelti, quanto costerà la loro campagna elettorale e chi la pagherà; b) di quali competenze sono in possesso; c) quali esperienze hanno maturato per candidarsi al governo di una città difficile come Palermo.
    Personalmente sono in grado di rispondere a tutte e tre queste domande: a) la mia candidatura nasce dal mio impegno, come giurista, nel Movimento Referendario a difesa dell’acqua pubblica e dei servizi pubblici locali. E’ sulla base di questa esperienza che i compagni di R.C. di Palermo mi hanno chiesto di candidarmi, per contribuire alla battaglia che ha come posta in gioco la liberazione di Palermo; b) la mia “campagna elettorale” costerà 500 euro, messi a disposizione da Socialismo 2000 e trasferiti sul conto corrente di Rifondazione Comunista di Palermo per la stampa di alcune centinaia di fac simile; c) oltre ad insegnare da trent’anni, sono stato, come ho accennato, consigliere d’amministrazione dell’Università di Palermo, direttore del mio Dipartimento, coordinatore di un Dottorato di Ricerca, ma anche componente c.d.a. del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, membro di varie Commissioni ministeriali di riforma (del codice civile, della legge sul diritto d’autore) e dal 2008 Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo. Come giurista e come amministratore ritengo di poter dare un contributo positivo al governo della mia città: quanti possono dire altrettanto?”

  4. Che piacere che Nivarra parli del Sicilia Queer filmfest come una delle priorità da difendere! Per chi ci lavora da volontario è un sollievo. Lo aspettiamo a sostenere fin da subito il festival con una bella queer card supporter, magari alla prossima iniziativa del 13-14-15 aprile al Bar Libreria Garibaldi organizzata insieme a un altro importantissimo festival indipendente come il SiciliAmbiente Documentary filmfestival, in modo da contribuire concretamente alla realizzazione di questi importanti festival cinematografici!!!

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