Diritti LGBT a Palermo: la dichiarazione di Davide Faraone

A pochissimi giorni dal voto per le primarie del Centrosinistra a Palermo, che si svolgeranno domenica 4 marzo, ci arriva la dichiarazione d’intenti di Davide Faraone, il quarto dei candidati.

Eccola:

Voglio aprire questa riflessione con una frase pronunciata da un grande uomo ed intellettuale siciliano. “Se non si è felici, si è complici”, diceva Nino Gennaro. Un uomo di teatro, un poeta, un attivista per i diritti sociali, un animale “politico” nel senso migliore del termine. Un omosessuale. Che ha scontato la sua “diversità”, in tempi di forte arretratezza culturale, nell’entroterra siculo degli anni Settanta-Ottanta. 
Chi non è felice è complice di uno status quo; ed è complice perché non ha combattuto abbastanza. Stare dalla parte della differenza – intesa come ricchezza assoluta e come condizione propria di tutti gli uomini – significa stare dalla parte di chi non vuole essere complice, avendo il coraggio di essere libero. Questo è un valore sociale straordinario, qualcosa che ha a che fare con il senso della comunità, con le buone norme del vivere civile, ma anche con la responsabilità collettiva  e l’impegno individuale in direzione di principi basilari:  il rispetto dell’altro, la condivisione, l’ascolto, la realizzazione di sé, la difesa della bellezza, il nutrimento della creatività, la libertà di essere, di dire, di fare, di scegliere.  
Prima che una serie di norme e regolamenti, è importante tornare a dare un senso a questi principi. Avere qualcosa in cui credere. Essere un esempio: il primo cittadino non deve dimenticare che le sue azioni fungono da monito e da modello.
Tutto questo dovrà tradursi in fatti concreti, giorno per giorno. E, nello specifico caso del mondo lgbt, sarà importante continuare a valorizzare iniziative come il Gay Pride o eventi sul modello del Sicilia Queer Film Fest, occasioni importanti di riflessione comune ma anche di produzione culturale. Bisognerà lavorare sulla sensibilizzazione sociale, attraverso campagne di informazione e comunicazione, puntando molto sul tessuto scolastico. In tal senso vanno anche predisposti dei servizi di consulenza e di sostegno psicologico, soprattutto per i giovani che si trovano a dover fronteggiare il difficile momento di confronto con la propria sessualità, in presenza, spesso, di situazioni discriminatorie e di contesti viziati da una cultura omofobica.
Importante, infine, la questione dei diritti civili delle coppie di fatto e delle pari opportunità dal punto di vista normativo: in tale ottica trovo fondamentale aprire un dialogo costante con i rappresentanti della comunità lgbt al fine di analizzare e discutere problematiche specifiche e azioni concrete. Trovo sia al contempo doveroso lavorare a fianco del cittadino nell’ottica di un monitoraggio e una denuncia chiara rispetto alle violazioni e gli atti discriminatori condotti contro le persone lbgt. In questo credo, fortemente: l’idea che l’amministrazione comunale sia un servizio per il cittadino e che un modello di governance partecipata, fondata sull’ascolto delle esigenze di tutti, sia possibile. Un sindaco non è un “amministratore condominiale”, ma una persona affezionata alla sua città, che con quella città si relaziona, quotidianamente, per progettarne il futuro e determinarne il presente.

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