La migration, sportello LGBTQI migranti

Durante questi ultimi anni in cui abbiamo riportato le tematiche lgbt (lesbiche gay bisessuali e trans) sulla scena politica della città e che si è impegnato a fondo nella realizzazione e riuscita del pride sono emerse diverse istanze, tra cui quella di aprire un fronte di discussione, uno spazio di parola a partire dai vissuti delle persone LGBTQI che hanno dei legami forti con le comunità migranti residenti a Palermo.

Vi chiamiamo a raccolta perché abbiamo creduto e crediamo nella mobilitazione antirazzista che ci ha visti insieme in prima linea quest’anno a raccoglierci intorno alle violenze subite da Nourredine Adnane, da altri ambulanti e da Jennifer, a denunciare le condizioni di precarietà esistenziale che in parte tutte e tutti condividiamo, a lavorare quotidianamente per migliorare tramite iniziative di ogni genere (sportelli informativi, scuole di italiano, ambulatori) la vita di chi non vede riconosciuti appieno dalle istituzioni i propri diritti umani.

Per questo vorremmo condividere alcune problematiche con cui ci stiamo confrontando e rispetto alle quali spesso misuriamo la nostra impotenza. Siamo partiti dalla situazione di emergenza che è stata visuta a Lampedusa ogni giorno e vivono le persone lgbt che sono arrivate negli ultimi mesi ; l’Italia è un paese che nei vuoti legislativi a tutela delle persone lgbt esprime una diffusa omo-transfobia. Siamo molto preoccupate per le sorti delle quattro ragazze trans trasferite a Kinisa e in seguito al centro Vulpitta di Trapani ; abbiamo incontrato a Palermo un ragazzino africano che ha fatto con noi il coming out, vivendo forti discriminazioni da parte degli amici con cui era arrivato in Italia, e che ora sta cercando di ottenere la protezione internazionale. Sappiamo non essere l’unico a volere iniziare questa procedura.

In che modo possiamo essere presenti ed efficaci nell’accoglienza di queste persone e creare delle situazioni di benessere nella nostra città?
Nelle parole di Ana, la più coraggiosa tra noi :
“L’orientamento sessuale e l’identità di genere, nelle varie forme in cui si esprimono, sono causa in molti paesi di discriminazioni , talvolta sancite anche dalla legge, e per questo in tant*sono costretti a fuggire dal proprio paese. Per potere ottenere il diritto di asilo è necessario che la persona migrante dichiari il proprio orientamento sessuale o condizione trans, e tale esposizione puo’ comportare il rischio di emarginazione anche all’interno della propria comunità di appartenenza dalla quale invece ci si aspetta sostegno. Avendo vissuto in prima persona il disagio ho pensato che sarebbe bello potere aprire uno sportello lgbt migranti con lo scopo di offrire consulenza legale psicologica e umana a coloro che lo richiedono”

Uno sportello è stata l’idea che ci è subito venuta ; poi abbiamo pensato all’organizzazione presso l’Arcigay di aperitivi a base di cucina tradizionale delle varie culture presenti a palermo per dare un segnale forte, che l’amore insomma non ha limiti di culture. Si sono create grazie a questi momenti di incontro relazioni nuove e importanti. Abbiamo presentato un film all’interno della rassegna Make revolutionary love che ha tematizzato insieme il diritto di libera circolazione e il desiderio di amare liberamente.

Le associazioni impegnate nella realizzazione dello sportello “La migration” sono Arcigay Palermo e DiARiA in collaborazione con UMIP

—-
Lo Sportello verrà inaugurato il 20 novembre al Blow Up (piazza Sant’Anna, 18, Palermo), e sarà aperto tutte le domeniche.

Relatrici:
Ana Maria Vasile, mediatrice interculturale- responsabile sportello lgbtqi “La migration”
Abraha Yodit mediatrice interculturale – UMIP unione mediatori italiani professionali

Interverranno:
Claudia Brunetto, moderatrice- giornalista
Anna Bucca, presidente Arci Sicilia
Daniela Tomasino, presidente Arcigay Palermo
Manfredi Lombardo, Levana Blow Up

One thought on “La migration, sportello LGBTQI migranti

  1. Pingback: Palermo. Arcigay inaugura uno sportello per migranti lgbt — Arcigay

I commenti sono chiusi.