Coppie di fatto all’ARS: l’attacco alle persone LGBT

Il disegno di legge presentato all’ARS da Pino Apprendi Francesco Musotto, Giulia Adamo, Alessandro Aricò e Alberto Campagna prevede l’istituzione in Sicilia di un registro delle coppie di fatto (formate da persone di sesso diverso o dello stesso sesso) presso l’Assessorato regionale alla Famiglia.

Il Coordinamento Stop Omofobia, di cui Arcigay Palermo fa parte, ha più volte espresso pubblicamente forti perplessità su un ddl che non sostiene e non aiuta in alcun modo le coppie di fatto o la vita quotidiana delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans), pur riconoscendo che poteva costituire un punto di partenza per una discussione più ampia.
Ad un riconoscimento puramente formale, infatti, non corrisponde alcun diritto, e nessun riconoscimento sostanziale.
All’ARS continuiamo a chiedere una legge contro l’omofobia, la transfobia e la discriminazione legata al genere, che promuova i diritti delle persone nelle materie in cui la Regione ha piena autonomia: sanità, istruzione e formazione, assistenza sociale.
Una legge sul modello di alcune leggi regionali già approvate (Puglia, Toscana, Piemonte, ad es.), in grado di incidere sull’esclusione sociale e sui diritti delle persone, più completa ed articolata del ddl presentato al Parlamento regionale siciliano.

Ma non possiamo restare indifferenti di fronte ad attacchi volgari come quello di alcuni esponenti del Pdl, sobillati dalla “Giovane Italia” (l’organizzazione giovanile del partito di Silvio Berlusconi, naturalmente non il glorioso movimento di Mazzini), diffusi un paio di giorni fa durante una conferenza stampa.
Nel corso di questa conferenza è stato annunciato “l’avvio di una campagna incentrata sulla sensibilizzazione ed il coinvolgimento dei cittadini siciliani attraverso una petizione popolare che verra’ diffusa nei gazebo organizzati su tutto il territorio. Contemporaneamente il gruppo parlamentare del Pdl all’Assemblea regionale siciliana avviera’ una forte opposizione con il preciso obbiettivo di creare un fronte trasversale, tra tutti i deputati cattolici dei partiti, per bloccare la legge.”
Tutto ciò allo scopo di dimostrare “che i siciliani sono contro qualsiasi tentativo di creare nuovi istituti familiari alternativi alla famiglia naturale” (senza considerare che la famiglia mononucleare è costruzione storica relativamente recente).

Si tenta cioè di fare notizia combattendo i diritti, ribadendo che in Sicilia esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, che non devono aspirare nemmeno ad un minimo riconoscimento istituzionale.
Questa non è politica: è grettezza. Il compito degli amministratori risiede esclusivamente nel migliorare il benessere dei cittadini che rappresentano, ogni altra iniziativa è un tradimento del mandato ricevuto.

Continuiamo a lavorare per leggi regionali e nazionali differenti da questo ddl, ma non possiamo restare in silenzio di fronte a quest’ennesimo attacco al buon senso, alle istituzioni, ai principi della costituzione europea ed italiana, ai diritti di centinaia di migliaia di gay, lesbiche, bisessuali e trans siciliani.