Pregiudiziali per la legge contro l’omofobia: mobilitiamoci!

La legge contro l’omofobia rischia di essere bloccata di nuovo per delle eccezioni di costituzionalità. Ecco i nomi dei parlamentari che ritengono incostituzionale una legge contro l’omofobia: Buttiglione, Capitanio Santolini, Binetti (UDC). Bertolini , Saltamartini , Stracquadanio , Pagano (PDL). Lussana, Nicola Molteni, Isidori, Paolini, Follegot, Vanalli, Luciano Dussin, Pastore, Volpi, Bragantini, Polledri (LEGA NORD).

Paola Binetti

Ricordiamo questi nomi: sono le persone che stanno cercando di bloccare una legge indispensabile per cercare di arginare la violenza contro le persone LGBT. Quando sentite o subite violenze, insulti, discriminazioni, aggressioni, ricordate che c’è chi lo rende ancora più facile.

In dettaglio, come riscontrabile dal sito della Camera dei deputati, i deputati sopra elencati ritengono che “L’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per motivi di «omofobia e transfobia, intesi come odio e discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale di una persona verso persone del suo stesso sesso, persone del sesso opposto, persone di entrambi i sessi» viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza.”

Viene anche affermato che “come gli elementi costitutivi della fattispecie che si vuole introdurre, ovvero l’aver agito per motivi di «omofobia e transfobia, intesi come odio e discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale di una persona verso persone del suo stesso sesso, persone del sesso opposto, persone di entrambi i sessi» siano estremamente generici e possano ricomprendere situazioni ampie e indeterminate;
per comprendere appieno questa censura di incostituzionalità si osserva come ad oggi, con riferimento alle particolari condizioni delle persone offese, sono previste nell’ordinamento aggravanti per fatti commessi contro pubblici ufficiali, persone incaricate di pubblico servizio, persone rivestite della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero agenti diplomatici o consolari di uno Stato estero nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni o del servizio. Orbene, è di tutta evidenza che, a differenza della disposizione in esame, nei casi citati si tratta sempre di posizioni oggettive: la particolare qualità della persona offesa giustifica ictu oculi un aggravio di tutela, in relazione alla particolarità delle funzioni svolte. Anche nelle ipotesi, pur presenti nell’ordinamento e derivanti dall’adempimento di obblighi internazionali, di aggravanti che si applicano quando il fatto è commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, si fa sempre riferimento a circostanze oggettive circa le condizioni della persona offesa.”

In pratica, secondo alcuni deputati, il concetto di orientamento sessuale, ampiamente condiviso a livello scientifico in tutto il mondo, è indeterminato e confuso: “in assenza di una nozione di orientamento sessuale”, “l’indeterminatezza concettuale dell’espressione di orientamento sessuale”. I deputati arrivano cioè ad affermare che l’orientamento sessuale è un concetto ambiguo.

Vi chiediamo di protestare e di sorvegliare l’operato della Camera dei Deputati ed in particolare dei deputati del vs. collegio elettorale: contattateli, spiegategli l’importanza di una legge che metta in evidenza che la violenza omofobica è un crimine d’odio.

La proposta di legge n. 2802 recante «Norme per la tutela delle vittime di reati per motivi di omofobia e transfobia» probabilmente non è la migliore legge possibile. Ma è uno strumento utile, e rappresenterebbe, finalmente, un’assunzione di responsabilità e di consapevolezza da parte dello Stato italiano.

Siamo l’unica forza, in Italia, capace in portare in piazza un milione di persone, ma continuiamo, per la classe politica italiana, a rimanere “indeterminati” e poco comprensibili. Reagiamo a tutto questo.

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