Giovanardi, i gay, l’IKEA e la Costituzione

La Costituzione Europea recita:

È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.”

La Costituzione italiana, dal canto suo: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” (art. 2) e ” Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Per questo, non riusciamo a capire in che cosa consista il “violento attacco alla nostra Costituzione” che lamenta il sottosegretario Giovanardi, in passato spesso autore di dichiarazioni marcatamente omofobe, per la pubblicità dell’IKEA in occasione dell’apertura del punto vendita di Catania.

L’IKEA è aperta a tutte le famiglie, comunque esse siano composte. L’Italia, evidentemente, no.

Ancora una volta non possiamo fare a meno di condannare con fermezza le dichiarazioni di quanti dovrebbero garantire i diritti e l’eguaglianza di tutti i cittadini: onorevole Giovanardi, vergogna!

Ringraziamo invece l’IKEA, che attraverso il responsabile delle relazioni esterne per l’Italia Valerio Di Bussolo ribatte: “L’Ikea non offende la Costituzione e non è contro la famiglia citata dall’articolo 29. La Costituzione stabilisce qual è l’oggetto dei diritti, ossia quella fondata sul matrimonio, ma non definisce la famiglia tout court”. Quella citata dall’articolo 29, che riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, “è una delle famiglie. Noi abbiamo a che fare con una realtà quotidiana in continua evoluzione, ci sono tipologie di famiglie molto variegate. Ikea quindi completa e aggiunge altre famiglie della realtà domestica, come quelle delle coppie di fatto, dei single, quelle composte da nonni e nonne“.