Solidarietà alla maestra palermitana anti-bullismo condannata

Palermo, sentenza paradossale, l’omofobia va punita

La punizione ad un anno di carcere, inflitta ad una insegnante di Palermo per aver castigato un alunno omofobo è paradossale perché riconosce dignità all’omofobia.

Quell’insegnante che ha difeso una vittima, ha assolto al suo ruolo e giustamente punito un bullo con l’intenzione di fargli comprendere l’orrore generato dalla violenza, dalla sopraffazione e dalla denigrazione. Quell’insegnante, come tutti gli insegnanti oggi, opera in un Paese privo di tutele e di leggi antidiscriminatorie per le persone gay, lesbiche e trans e in una scuola che non offre agli operatori culturali strumenti utili di prevenzione e contrasto al bullismo omofobo. Sarebbe bene che la sentenza di Palermo apra spazi di dibattito sulla necessità di costruire finalmente una cultura del rispetto, tema sul quale si gioca la crescita civile e il futuro del Paese.

Per evitare che le vittime continuino ad essere vittime e i carnefici carnefici, chiediamo ai giudici una riflessione più attenta e approfondita sull’omofobia e esprimiamo la nostra solidarietà all’insegnante, insieme all’auspicio che le istituzioni siciliane, e il Ministero dell’istruzione, esprimano il loro sostegno ad una persona ingiustamente condannata.

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

One thought on “Solidarietà alla maestra palermitana anti-bullismo condannata

  1. Condivido l’indignazione per la condanna alla maestra ma allo stesso tempo, non posso non sottolineare il mio disappunto per la punizione, ottocentesca e priva di qualunque fondamento pedagogico-educativo,che l’insegnante ha inflitto all’alunno.
    Penso che sarebbe stata più opportuna una “pena riparativa”, decisa dal consiglio di istituto, come un’attività di volontariato …
    Da quì un interrogativo… quando si prenderà coscienza che gli insegnanti necessitano di una formazione pedagogica? Che a scuola è necessario, soprattutto ai nostri giorni, la presenza di personale esperto in tematiche pedagogiche & educative?
    Detto questo … la mia massima solidarietà all’insegnante!!!

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