Il Sicilia pride 2010: bilancio e riflessioni

Si è concluso ieri il Sicilia pride 2010. Il pride del trentennale di Arcigay, ed il primo pride mai realizzato a Palermo.

Un gigantesco successo: 10 giorni di spettacoli, feste, concerti, presentazioni di libri, dibattiti e incontri, proiezioni di film e video, che si sono conclusi con una sfilata che ha visto la partecipazione di quasi 20.000 persone.

Si è trattato di una manifestazione unica per la città, e con caratteri di peculiarità anche nel panorama dei pride nazionali. E’ stata voluta, sostenuta ed organizzata dalle associazioni LGBT della città con la preziosa e indispensabile collaborazione di moltissime altre realtà cittadine e con il sostegno delle istituzioni (indispiensabili l’aiuto del Comune e della Regione) e dei protagonisti culturali di Palermo. La sinergia che si è creata tra il pride e Palermo è stata il vero protagonista del pride.

E si è trattato di un pride che ha messo al proprio centro la memoria: la celebrazione ed il ricordo degli avvenimenti di 30 anni fa (la morte dei ragazzi di Giarre, la protesta del Fuori!, la nascita di Arcigay) ed i ricordi dei protagonisti del movimento LGBT. Nella convinzione che senza salde radici, senza la conoscenza delle propria storia, sia impossibile progettare e costruire il futuro.

Malgrado l’inesperienza degli organizzatori, e le mille difficoltà da affrontare e risolvere, il bilancio finale è positivo oltre qualsiasi previsione: usciamo da quest’esperienza più forti, e con mille idee per il futuro.

Tanti progetti a cui aderire (ad iniziare dal Palermo LGBT film festival) o da promuovere ex novo, come la casa rifugio per trans in difficoltà.

Ed ovviamente ne usciamo con la promessa di rafforzare il nostro impegno quotidiano: la collaborazione con le istituzioni (per la mozione contro l’omofobia del Comune e le leggi regionali contro l’omofobia e per le coppie di fatto), lo sportello di accoglienza ed aiuto (psicologico, legale, medico, del lavoro), la formazione degli operatori, la promozione dei diritti umani e civili comunque e dovunque.

Abbiamo la convinzione che, come ha detto Paolo Patanè ieri, in piazza Verdi, di fronte a migliaia di persone, “il movimento LGBT possa contribuire a costruire nel nostro Paese una vera uguaglianza e la libertà per tutti, possa contribuire a rendere la destra e la sinistra migliori e finalmente europee”. Il presidente nazionale di arcigay ha lanciato anche un forte richiamo all’unità del movimento LGBT, a lavorare insieme per i diritti di tutt*.

In mezzo a tanta gioia, un solo rammarico: non aver dato nei saluti finali il giusto spazio ad Agedo Palermo, realtà solida ed importante, che negli ultimi 12 anni ha aiutato tante famiglie, tanti gay lesbiche e trans a vivere meglio.