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Omofobia: in Italia la situazione peggiora giovedì 24 maggio 2012

Posted by arcigaydani in Generali.
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Secondo il  rapporto sulla popolazione omosessuale nella società italiana, reso noto il 17 maggio scorso (Giornata Internazionale contro Omofobia e Transfobia) dall´Istat, la realtà italiana, ed in particolare la cultura politica dominante fa una grande fatica sia a riconoscere i diritti delle persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Trans), che riconoscere l´esistenza di discriminazioni nei loro confronti.

Sempre secondo il rapporto, solo un milione di persone in Italia si dichiara apertamente omosessuale o bisessuale, una percentuale anomala ed incredibilmente bassa, che la stessa Istat considera causata dalla paura di dichiararsi, persino nell’anonimato che garantisce la statistica.

Gli omosessuali/bisessuali dichiarano di aver subito discriminazioni a scuola o all’università, più degli eterosessuali (24% contro 14,2%) e così anche nel lavoro (22,1% contro il 12,7%). Un altro 29,5% si è sentito discriminato nella ricerca di lavoro (31,3% per gli eterosessuali).

Considerando tutti e tre questi ambiti, il 40,3% degli omosessuali/bisessuali dichiara di essere stato discriminato, contro il 27,9% degli eterosessuali. Si arriva al 53,7% aggiungendo le discriminazioni subite (e dichiaratamente riconducibili all’omosessualità/bisessualità degli intervistati) nella ricerca di una casa (10,2%), nei rapporti con i vicini (14,3%), nell’accesso a servizi sanitari (10,2%) oppure in locali, uffici pubblici o mezzi di trasporto (12,4%).

Il diritto all´affettività è temperato da una richiesta di discrezione che non viene rivolta alle persone eterosessuali. Al punto che, se oltre il 90 per cento degli intervistati ritiene accettabile e normale che una coppia eterosessuale si tenga per mano e si scambi un fuggevole bacio per strada, solo poco più del 46 per cento lo trova un comportamento accettabile da parte di una coppia dello stesso sesso.  La maggioranza dei rispondenti (62,8%) è d’accordo con l’affermazione “è giusto che una coppia di omosessuali che convive possa avere per legge gli stessi diritti di una coppia sposata”. Il 43,9% con l’affermazione “è giusto che una coppia omosessuale si sposi se lo desidera”. Maggiore è la contrarietà nei confronti dell’adozione dei figli (solo circa il 20% è molto o abbastanza d’accordo con la possibilità di adottare un bambino).

A questi dati, di per sé sconfortanti, si aggiunge che ancora oggi, nel nostro Paese non esiste nessuna tutela giuridica contro l’omofobia.  Non esiste alcun riconoscimento giuridico delle coppie gay  e con l’obbligo di sterilizzazione chirurgica per cambiare legalmente  nome e genere. Nessuna misura specifica di prevenzione e riduzione del bullismo omofobico, nessuna causa per discriminazioni sul lavoro ha mai riguardato persone LGBT, la Pma (procreazione medicalmente assistita) è consentita solo a coppie eterosessuali, non esistono (se non in ambiti ristretti) buone prassi per la parità di accesso ai servizi dello Stato, invi compresi i servizi sociali, sanitari, di sostegno al reddito, etc.

Il Rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani di Lesbiche, Gay, bisessuali, persone Transessuali e Intersessuali in 49 paesi europeo del 17 maggio 2012 ha assegnato all’Italia  2,5 punti. Al di sotto di Andorra e Lituania e appena al di sopra di Estonia, Grecia, Kossovo e  Polonia. La Gran Bretagna ne ha 21.

La situazione dell’omofobia e dei diritti delle persone LGBT in Italia è dunque, nel 2012 ancora peggiore di quello che ci saremmo aspettati. Alle associazioni il difficile compito di continuare a lottare per cambiare il quadro simbolico, culturale, legislativo, giuridico che rende difficile la vita quotidiana delle persone LGBT.

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