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Coppie omosessuali: cosa dice il Parlamento Europeo venerdì 16 marzo 2012

Posted by arcigaydani in Generali.
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Il 13 Marzo 2012 il Parlamento Europeo ha votato a maggioranza una risoluzione, secondo la quale gli Stati membri dell’Unione europea non devono dare al concetto di famiglia “definizioni restrittive” allo scopo di negare protezione alle coppie omosessuali e ai loro figli.

È la posizione espressa nella Risoluzione del Parlamento europeo del 13 marzo 2012 sulla parità tra donne e uomini nell’Unione europea presentata dalla parlamentare olandese Sophie in’t Veld ed approvato dal Parlamento nonostante l’opposizione del Ppe, il partito popolare europeo.

Il passaggio più nettamente a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso è contenuto nel paragrafo 7 del rapporto, dove il Parlamento “si rammarica dell’adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di “famiglia” con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli; ricorda che il diritto dell’UE viene applicato senza discriminazione sulla base di sesso o orientamento sessuale, in conformità della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

Il rapporto ha ribadito anche l’importanza delle quote rosa nei Consigli di Amministrazione. Il
Ppe ha protestato vivacemente, avendo presentato un emendamento in cui si ribadiva la competenza degli stati membri in materia, che è stato bocciato in aula.
Il fronte del centrodestra è stato battuto anche sugli emendamenti che chiedevano la cancellazione del paragrafo 5 del rapporto che chiede alla Commissione di formulare proposte per il mutuo riconoscimento delle famiglie omosessuali tra i paesi che già le prevedono, come pure sulla cancellazione del paragrafo 62 che invece propone al Consiglio di ribadire il principio di non discriminazione legato all’orientamento sessuale.

In Italia la presa di posizione del Parlamento europeo ha provocato reazioni scomposte ed incivili da parte dei soliti personaggi che cercano (ed ottengono) visibilità nei meda facendo dell’odio e della discriminazione la loro bandiera. Non daremo eco a questi personaggi che, all’interno della Chiesa cattolica e delle nostre istituzioni, riescono con successo a mostrare sempre il peggio di sé e dell’Italia.

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